lunedì, febbraio 26, 2007

Per mio fratello Paolo

Da che mio fratello minore ha scoperto il blog non fa altro che fare piccole battutine in famiglia in riferimento a cose che scrivo. Questo spazio che mi gestisco con disinvoltura è uno spazio, a volte censurato, di quello che mi accade. Quindi è inutile caro fratellino che continui ad aggirarti per casa come se tenessi tra le mani un segreto che, esplodendo, rischi di travolgermi. E' inutile gestire come un immenso patrimonio di ricatto questo spazio. Sia perchè non lo è, sia perchè anche tu ne hai uno tuo e immagina che proveresti se io rivelassi alla Sagrada Familia quello che ci scrivi. Non è un ricatto o un avvertimento, è solo un modo per farti capire, da sorella maggiore, che tutto deve rimanere nella sua dimensione e che tutto ha un valore, come la fiducia, che una volta giocata via per assurdi giochi fra fratelli si perdona, ma non si dimentica di come sia stata messa in palio.

Nel leggere il tuo spazio ho provato tristezza. Tristezza per come gestisci le tue emozioni, tristezza di come stai gestendo un'età meravigliosa, tristezza per l'incapacità di esprimerti per quello che sei in questo mondo. Tristezza per i toni aggressivi che usi tra noi. Insomma, invece di tirare inutili e insulse battutine per casa, parlami. In modo civile e umano. Lascia l'aggressività insieme alla corazza che ti stai costruendo da qualche altra parte.

grazzie


questi sono i fiori che ho trovato al rientro in ufficio dopo un po' di tempo... (la foto fa schifo perchè fatta con il cellulare) ma sono bellissimi! Grazie ragazze!

musiche di attesa

Vi siete mai chiesti perchè le musichette di attesa telefoniche sono quasi sempre tipo film erotico anni '70 - '80?

speciale per Fiore

Dopo una piccola scenata di gelosia questo post è solo per Fiore.

Ma amica mia, se ti mi avessi risposto al telefono avrei parlato anche con te!

E poi come fai a essere gelosa, sei la mia compagna di viaggio "a gratis" per Parigi!


Presto ci rivedremo...

saturno contro


Le recensioni lo hanno definito un film corale sulle crisi dei 35/40enni. Dal mio punto di vista è più un film sull'amore. Non solo l'amore esclusivo, ma anche l'amore inteso come estrema amicizia, l'amore che cambia e tutto quello che l'amore concerne. Un uso della parola amore forse eccessivo da parte mia, ma è quello che unisce in un modo o nell'altro questo eterogeno gruppo di persone che si trova intorno al tavolo di Davide e del suo compagno Lorenzo. Proprio una cosa che accadrà a Lorenzo esalterà l'amore che serpeggia tra i protagonisti.

Un cast corposo e curioso con, sulla carta, improbabili incursioni televisive.
Ozpetk ci regala, dal mio avviso come sempre, una regia impeccabile, primi piani intensi e lunghi piani sequenza con un perfetto equilibrio tra immagini e musica. Rimango però perplessa dall'ostinarsi su Stefano Accorsi, che truccatissimo, fa sempre la stessa parte. Sempre con la stessa faccia.

sabato, febbraio 24, 2007

grammatica

Rileggendo alcune cose scritte di recente mi accorgo, con vergogna, di aver lasciato tutti gli insegnamenti della mia severissima maestra elementare a casa... sto coniugando i verbi in maniera davvero allucinante!

Scusate, insieme all'americana, è un virus che prima o poi passerà.

le amiche

Dopo una faticosa giornata di lavoro fuori sede sono corsa in ufficio per salutare due colleghi che vanno via che avevano proposto un aperitivo di saluto. Dopo tre settimane che non bazzico da lì è rassicurante ritornare alla mia scrivania seppur per poco tempo. Poi raggiungo gli altri e scopro che le mie colleghe, le mie amiche mi mancano davvero. Mi manca quell'atmosfera da pollaio quando ci ritroviamo starnazzanti a fare il taglia e cuci di chiunque.
Sono contenta di avere varie amiche davvero uniche e sarà l'ipersensibilità del monento, saranno i due martini bevuti durante l'aperitivo ma mi trovo a voler sentire tutte le mie amiche. così mentre torno a casa mi accorodo con LaFrancy per fare due chiacchiere per il paesello, chiamo Chiara per sapere come va la sua vita. Incontro per caso una vecchia amica che nel frattempo ha messo su famiglia e ora, non appagata, mi sono collegata per mandare una mail con un racconto alla mia amica che vive in toscana.

Le mie amiche le figuro come una rete di supporto che all'occorenza mi salvano e non fa nulla se magari con alcune non ci sentiamo spessissimo, non fa nulla se a volte non risuciamo a parlottare fitto fitto come adolescenti facendo qualche acuto ogni tanto. So che sono lì. So che tutto va bene finchè ci sono.

Insomma viva il pollaio...tanto il gallo si sa che non ha mai contato molto!

venerdì, febbraio 23, 2007

samuel che cresce 2

Appena nato era così poco dopo era così ed adesso a nove mesi é sempre più bello. Eccolo con il suo papà:

giovedì, febbraio 22, 2007

chiamiamoli complimenti

Ogni donna lo sa, bisogna in qualche modo farci il callo. Puoi essere bassa alta magra grassa bionda mora riccia liscia sorridente o musona, ma qualcuno che ti faccia un complimento lo trovi spesso. Complimento! ...diciamo qualche estraneo che per strada si avvale del diritto di pensare una cosa sconcia su di te e non riesce proprio a tenersela dentro e quindi deve esternarla lo trovi un po' dappertutto, di ogni razza età ed estrazione sociale.


Ma c'è modo e modo!

Una volta, quando ero poco più che adolescente e avevo su un piumino che mi avvicinava più a una patata che a una donna, un uomo sui 60 mi ha sussurato nel cambio di metropolitana "bella capezzolona". Io stupita mi sono fermata e gli ho chiesto come faceva a dirlo dati i 10 cm di piuma che coprivano la parte da lui individuata.

Poi mi è capitato l'esibizionista che mi ha seguito masturbandosi per un po' in pieno giorno finchè spaventata, ma incazzata non l'ho insultato.

Poco tempo fa, nonostante un cappotto che arrivava sotto il ginocchio un signore mi ha detto "chissà che cosce devi avere là sotto" con grande ilarità delle mie colleghe che gli hanno riso in faccia...

in realtà tutto questo è fastidioso, a volte fa davvero paura e sicuramente non ci fa sentire completamente libere... e soprattutto cari ometti, a noi non ci fa per niente piacere sentirci oggetto di smanie sessuali da parte di perfetti sconosciuti!!!

Se almeno lo faceste con simpatia rideremmo! Come stamattina che il fioraio del mercato mi ha detto "ammazza signorina che robba! che c'abbiamo il termoautonomo?" mentre passavo con le gambe scoperte intente a pedalare per arrivare alla metro. Ho riso di gusto lo ammetto.

O con stile. Rarissimo, ma a volte si incontra. Un quasi quarantenne una volta mentre aspettavo il mio ex innamorato sotto casa sua mi ha chiesto dove era una strada, dopo averla indicata ha ripreso a camminare, è ritornato subito indietro e mi ha invitato a bere un caffè. Con garbo ho declinato l'invito e con altrettando garbo lui mi ha detto "sa dovevo chiederglielo, è troppo carina"...

facendo conto che sono un po' una bridget jones versione padano-terons mi immaginano che devono subire le belle vere!

Il passato è una terra straniera - Gianrico Carofiglio


Romanzo sull'iniziazione alla vita passando per l'illecito di un giovane ventiduenne barese, Giorgio, che si trova a confrontarsi con Francesco, carismatico ragazzo, che prima crea un rapporto di amicizia, poi di sudditanza, attraverso il gioco e strani meccanismi di manipolazione della personalità. Le avventure raccontate in prima persona sono intervallate dall'indagine di un altro Giorgio, un giovane carabiniere del Nord, trasferito a Bari che, come prima indagine, si imbatte in uno stupratore seriale.

Le vite dei due Scorrono parallele attraverso fantasmi del passato e rigurgiti di paure nel presente. Finchè il giovane Girogio non si ribella alla sudditanza di Francesco con un gesto di autonomia che latitava da tempo e che fa riaffiorare la sua vera indole da bravo ragazzo. Liberando così entrambi i Giorgio dai propri incubi.

Sarà la scelta di Bari, sarà il finale, ma si rimane dubbiosi sull'entità autobiografica del romanzo mentre Carofiglio ci porta attraverso gli anni '80 e attraverso un età in cui tutto sembra possibile e in cui si impara che ogni scelta ha delle conseguenze.

avviso di cambiamento

Ops! ieri mi é presa la scimmia e ho cambiato il vestito del blog.... mi sono dimenticata di dirlo!

Spero vi piaccia!

Basta poco per abituarsi un po', i link sono a sinistra e i post a destra, il contrario di prima.

Le categorie sono cliccabili in modo da poter leggere, in caso, solo gli argomenti correlati.

I link laterali sono in fase di ampliamento, si accettano suggerimenti e segnalazioni.

- fine della comunicazione di servizio -

mercoledì, febbraio 21, 2007

operazione sollevamento per la mia amica del cuore

Serata telefonica, serata di ascolto, spiegazioni e sostegno. Mi driblo fra due, tre, quattro telefonate. Una breve e simpatica. Un'altra in cui mi sento in linea con la depressione fatta a donnino. Un'altra con Anna che mi spiega un po' quel che è successo al governo e l'ultima con la Rotter che mi aggiorna sulla vita da ufficio da cui latito da un po'.

Ora mi ricollego per scrivere una recensione e la depressione fatta a donnino è collegata su messanger. Così nel funambolico tentativo di tirarla su e farla uscire dalle iconcine di disperazione che mi manda (siamo arrivati all'omino impiccato che penzola dalla forca) inizio ad elencarle 10 buoni motivi per dimostrarle che la vita è bella (l'ordine è quello dato dall'inventiva, non dal grado di importanza):

1. cioccolato

2. svegliarsi la domenica mattina quando non hai nulla da fare e rimanere nel letto a oltranza

3. il primo bagno della stagione al mare

4. la pet-terapy

5. i sorrisi

6. il cielo azzurro con il vento che spazza via tutte le schifezze

7. le affinità con le persone (una faccia una razza)

8. cantare a scuarciagola una canzone in macchina

9. la sensazione di libertà quando, seppur raramente, ci si sente in pace con il mondo

10. la rilasatezza post orgasmica

Insomma come vedi tutto questo potrebbe farci sentire meglio, ma se ci metiamo le fette di salame sugli occhi o peggio, per usare una mia simpaticissima espressione usata prima, se fai come gli spermatozoi concentrati ad arrivare all'ovulo, non vedi tutto il resto nella folle corsa che hai intrapreso.

Quindi ci vediamo con il cioccolato, un cd cantabile, dei grandi sorrisi durante una giornata di vento in cui programmeremo il primo bagno la mare, mentre coccoleremo i nostri animaletti (in sedi separate se no il mio cane sbrana la tua gatta) la nostra affinità ci farà sentire in pace con il mondo così, quando domenica staremo nei nostri letti penseremo che è quasi come la rilasatezza post orgasmica la sensazione che stiamo provando. Ti voglio tanto bene. Sorridimi pliiiiiiiiiiiiiiiiiiiisssssssssssss!!

ok ho capito che è successo

... attendo...

che è successo?

Sono stata rintanata in uno studio fotografico senza collegamenti con il mondo... che è successo al governo?

martedì, febbraio 20, 2007

ester

Ester è un nome proprio di persona italiano femminile.

Etimologia:
Deriva dal nome ebraico Ester, reso in greco ed in latino Esther, è probabilmente un adattamento dall'assiro-babilonese Ishtar, nome della dea della fertilità e dell'amore, col significato di "stella".

(da wikipedia)

Grazie ad Anna per avermi ricordato ciò che sono. Vabbè non sono una dea, ma mi piace l'idea di pensarmi stella...

sospensione

...

mi sento un puntino di sospensione, vi siete mai sentiti come una particella in agitazione, che sa che sta per esplodere e attende con ansia il momento del boom?

E per questa pazzesca, innaturale, fastidiosa e inspiegabile pantomima di emozioni contrastanti, dubbi, dissensi tra me e il resto del mondo, ma soprattutto fra me e me che mi sto discretamente sulle palle in questi ultimi giorni.

Qualcuno ha una vaga idea di che cazzo voglio?

Si accettano consigli per capire.

So quello che non voglio, ma non so, di rimando quel che voglio.

chiedo venia per sta botta di fastidio cosmico.

lunedì, febbraio 19, 2007

Sono battiti di un’altra età che hai dimenticato,
come pagine spente di un sogno stropicciato
in piccoli tormenti, in quotidiane avversità,
fragili ricordi che chiamavi libertà.
Per un sorso di opportunità a quanto hai rinunciato,
per un brivido di vanità quanto hai già tradito.
Basta un solo attimo a contrarre la viltà,
Basta fare finta che si chiami libertà.
Battiti…

Libertà è una parola di fumo, un dato per scontato,
libertà è come un segno di croce automatizzato.
Se non sai distinguerla lei ti abbandonerà,
se non sai difenderla non ti accompagnerà.
Battiti…



salto nel vuoto - subsonica

affinità

giornata di rientro per me. Ho ricominciato a lavorare e la mattina è stata faticosa, due bancomat rotti, i soldi giusto giusto per il biglietto della metro che però perdo, arrivo tardi, ma poi tutto ok. Mi aspettano tre settimane di lavoro fuori ufficio e va bene così, mi sa che due settimane di quasi solitudine mi hanno sfiancato e mi hanno un po' "rabbuito dentro". Ho avuto tempo per fermarmi, senza poter leggere e guardare ho chiuso gli occhi e mi sono fermata su di me. A parte essere contenta davvero di ciò che sono, dei cambiamenti che mi mettono paura, ho riscoperto che le affinità non si perdono. A volte non basta che un sentimento finisca e non basta decidere di non vedersi più per cessare di essere in qualche modo collegati a qualcuno che è stato in maniera strana parte di te. Non basta essersi tolta l'odore del suo corpo con quello di qualcun altro per cancellare dalla memoria quel profumo che riconoscevi tra mille...si è collegati da un'affinità che ti fa percepire che l'altra persona seppur in una maniera differente.

...sarà che è stata una giornata faticosa, sarà che magari avevo bisogno di parlare con una voce amica perchè sentivo che arrivava quest'ondanta di nostalgia e non l'ho trovata, sarà, ma a volte è difficile se poi, a causa degli occhietti non proprio a posto manchi un gradino e ti trovi a terra bhè mi incazzo pure!

domenica, febbraio 18, 2007

il nonno

Il mio nonno ha fatto 90 anni il 16 di febbraio, ieri deponendo le asce di guerra ci siamo riuniti tutti, ma proprio tutti, i suoi tre figli con consorti e prole al seguito.

Essere nati nel 1917 ha comportato una vita faticosa, due dopo-guerra, una guerra in pieno che l'ha portato in Africa, una migrazione dolorosa, dal sud Italia a Francoforte da solo tornando a casa giusto il tempo di concepire un figlio. Ha avuto due matrimoni, è rimasto vedovo due volte e in mezzo ha anche perso il suo primogenito. All'alba degli 80 anni si è trasferito qua, ribaltando le sue abitudini e i suoi bisogni.

Ora perde colpi, controlla un finto termometro che solo con la sua fantasia vede e ogni tanto ha strane idee. La più recente era quella di essere già morto ma che non era possibile seppellirlo perchè mancavano dei documenti...

90 anni sono tanti e se ne hi passate tante come lui, probabilmente pesano ancora di più, ma ieri, vederlo circondato da generazioni che da lui derivano, con un sorriso fanciullesco sul viso rugoso bhè apriva il cuore e seppur probabilmente oggi la sua memoria ha già concellato quel ricordo in quel preciso momento lui era felice.

venerdì, febbraio 16, 2007

Milano

Ieri dopo un caffè con un amico (un po' provato) mi sono incamminata sola per la città.


Prima tappa la mostra consigliata da raretracce allo spazio forma su Henri Cartier-Bresson. Mostra davvero interessante e in uno spazio semplice ma ben definito di cui posso solo contestare un'illuminazione fastidiosa che dava eccessivi riflessi sui vetri delle foto. Comunque non ho potuto non fare il confronto con la mostra di Newton che era stata fatta con sfarzo a Palazzo Reale. Newton usava i corpi come mezzo su cui la luce rifletteva, infatti usava il mare e i copri di donne meravigliose con la stessa paretcipazione. Cartier-Bresson invece coglie momenti, attimi e scena che racconatno sempre qualcosa, che siano le ultime ore di ghandi o dei bambini che giocano nelle macerie a Siviglia, c'è un occhio attento all'uomo, al momento, alle espressioni che fanno la differenza.

Uscita dallo spazio forma ho camminato naso all'insù fino alle colonne di San Lorenzo, poi sono entrata nella chiesa, mi sono fatta dei giretti dentro, mi sono seduta e poco dopo ho capito di essere seduta vicino a dei bimbi in fila per la confessione. Avranno avuto 8 anni, ed erano tutti belli pronti a confessare le loro piccole malefatte con un po' di ansia e mi sono ricordata coem era per me. Non ho mai avuto un buon rapporto con i preti e con la chiesa in generale e il momento della confessione era per me una cosa da fare, con fastidio e un po' di ansia. Sapevo perfettamente cosa mi avrebbe detto l'omino vestito di nero e come lo avrebbe detto... e ammetto che da grande mi sarebbe piaciuto trovare un prete con cui conversare del mio non credere. Di come però l'educazione è impostato su una religione a cuinon credo, ma a cui sento in un qualche modo di appartenere e di come questa ci condiziona nel giudizio e nel vivere.

Vabbè solite elugubrazioni, uscita, camminata per le vie del centro con chiamata in ufficio per quattro chiacchiere con le fanciulle, arrivo davanti san Satiro, provo a entrare, ma c'è la messa, così delicatamente me la defilo, compro pappamondo da un senegalese, e dopo un giretto per negozi dove la roba era disgustosa sono tornatab a casa. Cotta e ricotta. Gli occhi reggono poco e alle dieci sono crollata.

però Milano ha un fascino tutto suo. Poi quando ci sonogiornata come qeulla di ieri con una temperatura primaverile e il sole, l'aria decentemente pulita... vabbè vado per altri giri

giovedì, febbraio 15, 2007

little miss sunshine


Commedia agro-dolce sulla famiglia americana.

Prendete i calassici stereotipi che ci hanno inculcato fin dall'infanzia con queste fantastiche famiglie con i bimbi col caschetto biondo e ribaltatelo. Il nonno cocainomane, un adolescente che ha fatto voto di non parlare, uno zio gay e suicida, un padre perdente con la fissa del vincente e una madre che tenta di fare da collante mentre il collante è un'occhialuta e cicciuta bimba e il suo sogno di diventare miss little sunshine. Quando il sogno si avvicina la famiglia parte per un viaggio che li unirà in modo grottesco e che li porterà nel tempio dell'orrore dove piccole donne in miniatura gareggiano agghindate come piccole bambole di gomma.

Una delle migliori commedie viste finora.

ps: voglio quel pulmino!

mercoledì, febbraio 14, 2007

1 anno e 7 anni

1 anno è quello che oggi compie questo spazio. Un anno di parole e pensieri espressi un po' per esibizionismo, un po' per voglia di scrivere e condividere.

7 anni sono quelli che compie il mio amore. L'amore indiscusso e indiscutibilmente grande di due occhi che, con mia grande invidia, sembrano perennemente truccati, anche appena sveglio. Di un cuore che batte a un ritmo di felicità per ogni piccolo gesto di affetto.
Auguri al cane che mi ha rapito il cuore sette anni fa, quando a giugno, entrando tutto sporco nella mia vita si è preso per sempre un pezzo del mio cuoricino e mi strappa un sorriso in ogni momento, anche nel più triste.

martedì, febbraio 13, 2007

cambio di programma

Come raccontato sarei dovuta partire approfittando della convalescenza, ma in realtà non è stato possibile.

Come non capitava probabilmente dall'età delle elemetari, mi è venuta la febbre, con raffredore, tosse convulsa e dolorini ovunque. Per di più una volta più o meno guarita, si è ammalata la mia amcia che mi avrebbe dovuto ospitare, quindi ciccia al culo, niente giro.

Mi spiace davvero, è da un anno e mezzo che non ho due settimane di seguito di riposo e avrei voluto godermele.

Così ho pensato a un piano di emergenza. Girerò per Milano. Vorrei camminare con il naso all'insù con i miei occhietti nuovi (non ancora al 100% a dire il vero). Quindi domani, a parte forse una puntata in banca per sapere di che morte morire per i prossimi anni, sarò una turista in città.

Ci sono cose che non ho mai visto e che mi piacerebbe finalmente scoprire e cose che, invece rivedrò con felicità.

Inizierò con un giro di chiese. Non sono una pellegrina della spiritualità, ma va riconosciuto che, una volta, l'arte si faceva grazie alle convenzioni della chiesa. Rivedrò quindi la chiesa di San Lorenzo, una delle mie preferite e San Satiro, dove bramante mi ha sempre lasciato a bocca aperta. Entrerò dopo anni nel Duomo. In realtà non mi piace un granchè, ma le vetrate sono sempre affascinanti. Camminerò poi fino a Santa Maria delle Grazie che, a parte il refettorio con l'ultima cena, non ho visto.

Una puntatina a Sant'Ambrogio e poi bhò...ora cerco una guida turistica.

E poi vorrei vedere qualche mostra.

Il senso, comunque, è camminare e guardare. Godere di una città di cui troppo spesso guardiamo solo i marciapiedi.

lunedì, febbraio 12, 2007

diventare grandi

Alla mia età si è già grandi lo so, ma gli ultimi anni hanno cambiato il tempo. Lo hanno dilatato. C'è stata data più istruzione, la possibilità di scegliere, il famigerato benessere che i nostri genitori hanno costruito con il boom economico ci ha coccolati. Siamo più insicuri perchè usciti dalle mura domestiche dobbiamo far conto dei nostri vizi, dei nostri ozi e dei nostri soldi che, senza l'aiuto dei genitori, restano insufficienti ad essere garanzia di un futuro. Figli del precariato, vittime e carnefici dell'elasticità lavorativa, funalboli tra co.co.co, co.co.pro e partita IVA ci ritroviamo a trent'anni a vivere in casa, a farci fare il caffè al mattino dalla mamma e a non possedere nulla. Qualcuno forse negli anni, una macchina è riuscita a comprarla, ma chi, ha fatto l'università, dottorato, stage, master e cazzi e mazzi non ha ancora nulla di suo.

Ora io lo avrò. ammetto di avere paura, ammetto che avrò l'aiuto sotanzioso dei miei genitori, ma avrò qualcosa di mio, una casa e diventerò, finalmente, grande.

venerdì, febbraio 09, 2007

pacs? no DiCo!

Chiedo venia se farò errori, ma a leggere faccio ancora un po' fatica.

Ieri sera con grande allegria è stato annunciato l'accordo sulle coppie difatto.

Bene bene, mi dico sentendo il sommario del Tg, stupita all'ennesima potenza che il governo avesse preso una posizione netta.

Vengo ovviamente subito delusa. Non ci saranno i PACS, ma i DiCo. Insomma la solita via di mezzo a cui ci stiamo abituando.

Possibile essere così condizionati dall'opinione pubblica cattolica? Possibile che quando la sinistra va al governo diventa di centro? Possibile che siano stati contro la guerra finchè erano all'opposizione e ora danno l'ok all'argamento della base militare USA a Vicenza, possibile il botta e risposta imbarazzante in politica estera?

Forse eravamo solo degli illusi a aspirare a un cambiamento deciso come fatto da Zapatero in Spagna?

A dire il vero non mi stupisco molto se penso che in parlamento abbiamo uno come Caruso.

apparizioni

non completamente in forma sono riuscita a buttare gli occhi sulla rete.

Per ora sono reclusa, oltre ai postumi dell'intervento agli occhi mi è venuta l'influenza e cosa ancor più rara la febbre che non avevo credo da anni.


Insomma non sono la wonder woman che credevo!

bacio

venerdì, febbraio 02, 2007

occhio malocchio prezzemolo e finocchio


domani mattina saluterò i miei simpaticissimi occhiali rossi. Con loro abbandonerò il mio sguardo miope (che qualcuno considerava affascinante).

Speriamo il laser miri giusto!

Mi sa che non scriverò tantissimo nei prossimi giorni!

Gli inti-illimani



Mercoledì sono stata portata al concerto degli inti-illimani da Anna con la sua amica Cinzia e il suo amico Nico. A parte l’iniziale stupore di sentire una persona (Cinzia) con la voce più da cartone animato di me, è stato davvero un bel concerto. Premetto la mia totale ignoranza riguardo il gruppo e di essere andata a sentirli a digiuno sia di ascolto che di giudizio. Sapevo solo un po’ la loro storia rispetto il cile e rispetto la musica. Incuriosita dalla quantità di strumenti sul palco rimango completamente affascinata dall’uso fatto dagli otto componenti del gruppo. A parte un violinista invitato dal gruppo, i restanti elementi erano tutti in grado di utilizzare voce, strumenti a fiato, percussioni e strumenti a corda in maniera davvero incantevole. Un modo di fare musica e spettacolo che li rendeva interattivi con il pubblico e che, per chi come me era ignorante a riguardo e scettica sulla musica sud americana, è stata davvero una bella rivelazione.

Il mio preferito era un uomo con i capelli lunghi e la musica che gli vibrava in tutto il corpo prima ancora di essere prodotta.

A parte la scelta del luogo in cui suonare…(l’alcatraz) insomma una bella serata.

giovedì, febbraio 01, 2007

No comment

Sulle liti familiari gestite sulle pagine dei giornali...

... per il nano vale la frase di Oscar Wilde:
Non importa che se ne parli bene o male, l'importante è che se ne parli!

quidni sto muta

chi va e chi viene


Le agenzie di pubblicità sono posti spesso di passaggio, soprattuto fra i più giovani. Di solito sono io che cambio, saluto, raccatto le cose accumulate sulla mia sempre disordinata scrivania, saluto, baci, abbracci, a volte qualche lacrimuccia. E ricomincio una nuova fase della vita in una nuova realtà, con nuovi rapporti e nuove prospettive. Ieri due persone che lavorano nella gabbia di matti in cui mi trovo (i due più giovani) ci hanno comunicato che andranno via, verso nuovi orizzonti.

Tristezza, qualcuno ha pianto, io sono rimasta male ma sapendo cosa si prova nel cambiare, l'adrenalina che ti passa in corpo al momento di nuove cose, la noia di fare un lavoro che non ti dà più stimoli...


insomma miei cari fanciulli andate e create!

Certo... le chiappette di Manuel ci mancheranno! (chips alla vostra destra)

Ovviamente il reparto creativo ha fatto delle richieste per i prossimi collaboratori, curriculum al capo, composit per il casting con caratteristiche attitudinali, fisiche e stato civile a noi.

occhi

Son tornata a casa verso le 2, dopo aver lavorato, fuori ufficio fino alle 20 ed essere andata al concerto degli intillimani e poi a mangiare un boccone...

... per di più per motivi pre-intervento non posso truccarmi, quindi...

SI'!!!!HO SONNO, HO LE OCCHIAIE E GLI OCCHI SONO UNA LEGGERA FESSURA CHE MI FENDE DELICATAMENTE IL VOLTO STANCO.

detto ciò se qualcunaltro in quest'ufficio mi dice qualcosa parte un vaffanculo!


adesso scusate mi metto gli occhiali da sole