martedì, ottobre 31, 2006

Un po’ in ritardo, ma arrivo anch’io, volevo commentare la notizia sul gaffes di quel simpaticone di Putin.

Per chi avesse perso l’ultima puntata del reality politico facciamo la peggior figura al mondo, Vladimir (non ti offendi se ti chiamo così maschione vero?) avrebbe commentato con un “chi l’avrebbe detto, non sembrava il tipo capace di violentare dieci donne…tutta l’ammirazione del popolo russo!” riferendosi alla notizia secondo cui, Moshe Katzav, il capo di stato ebraico, sarebbe indagato per molestie sessuali nei confronti di alcune sue dipendenti.

D’accordo, stiamo parlando di uno che nel 2002 ha ordinato un blitz con il gas nervino per liberare degli ostaggi. Uccidendo sì tutti i terroristi, ma anche un consistente numero di ostaggi e intossicandone altri più lievemente. Parliamo di uno che se gli mettete un ciuffo biondo potrebbe essere l’Ivan Drago del “ti spiezzo in due”. Ma a parte gli stereotipi sui russi… rimango sempre allibita su come spesso gli uomini, e non me ne vogliate, diventino assolutamente dei rozzi trogloditi delle caverne quando si trovano in compagnia dei propri simili. Mi immagino la scena commentata dalla voce di Quark… un maschio umano da solo si sente intimidito e ogni affermazione di sé viene tenuta a bada dalla ragione finchè, finalmente, vede dei proprio simili avvicinarsi e tra una chiachhiera e un’altra, vedendo passare una femmina della loro specie, resa magari appetibile dall’abbigliamento, si prodigano a una curiosa lotta. Una lotta verbale a chi farebbe e cosa, con dovizia di particolari, all’avvenente femmina appena passata.

Scherzi a parte, sono un’animo quieto che riconosce le diversità, sono tollerante verso tutti, ma tutto quel che riguarda la discriminazione, la molestia e quant’altro nei confronti di chiunque, e delle donne in particolare mi rende idrofoba. Deridere una violenza, sminuire una molestia è quello che porta molte donne a non raccontare quello che le accaduto. Si rimane stupiti a sentire al telegiornale di sturpi avvenuti a qualsiasi ora e in qualunque posto, ma non si pensa mai che quelli denunciati sono ancora una piccolissima percentuale di quelli realmente subiti. Resta sempre la paura del giudizio, della vergogna. Chiamatemi femminista se vi va.

il diavolo veste Prada

Gustoso film tratto da un libro scritto dall'ex assistente della direttrice di Vogue America.

Una giovane ragazza di belle speranze, nell'attesa di poter scrivere per un impegnato giornale, cerca lavoro. Inaspettatamente viene scelta come seconda assistente di Miranda la direttrice della rivista di moda più influente del pianeta "fashion". Dico inaspettatamente perchè la nostra Andy non rispetta nessuno dei canoni delle altre impiegate della rivista e nemmeno le regole del buon gusto. Il lavoro si rivelerà una schiavitù e un modo per conoscere se stessa e diciamolo, rifarsi un guardaroba da urlo. Ogni fanciulla vorrebbe poter entrare in quella parte dell'ufficio dove giacciono i campioni usati da una rivista di moda, e probabilmente vorremmo anche poter entrare in quelle taglie... Comunque, tra un incarico impossibile e un altro la sua vita extra lavorativa, come vuole la prassi inizia a sgretolarsi, fidanzato in crisi, amiche che non la riconoscono più e lei sempre più bella ma sempre più schiava del lavoro, del cellulare e del suo capo, Miranda. Una divertentissima Meryl Streep interpreta una donna organizzata, distruttiva e che non guarda in faccia a nessuno, ma con un umanità che ogni tanto fa capolino dietro il ciuffo di capelli bianchi. Insomma si inizia a tifare per lei dal primo momento in cui entra in scena nonostante tutto.

il tempo passa e alla fine dle film ti chiedi: davvero bisogna essere così per avere successo?
perchè una donna se ha successo e mette i piedi in testa a chiunque per raggiungere un obiettivo è una iena, una stronza e mille altri epiteti che si sprecano a riguardo e un uomo invece è un grande che ha avuto successo?

...e poi... più biecamente....nei film le ragazze della porta accanto, con un giro dall'estetista diventano un sogno e soprattutto sanno camminare per tutto il giorno su un tacco 12 a spillo senza patire?????

ultimo quesito...avrò mai tutte quelle meravigliose scarpe che appaiono come miraggi nel film?

lunedì, ottobre 30, 2006

racconti di viaggio 2

In attesa di quelli dimenticati a casa vi lascio leggere il secondo racconto dal Nicaragua di AnnaDimensioneAvventura:

ieri abbiamo aggiunto al nostro curriculum on the road un bel viaggetto di un'ora e mezza nel cassone di un pick up (hai presente lo spot vodafone?)... ad un certo punto, nel buio con lampi in lontanaza e noi che ridendo (ho delle foto orribili che testimoniano il tutto!!!) pregavamo che almeno non piovesse visto che la strada era sterrata mettendo a dura prova le nostre chiappe... lucciole ovunque e piantagioni di caffe'anche...la macchina si ferma. perche'? perche' c'era una mandria di mucche in mezzo alla strada.... ecco perche'. non ridevo cosi' da anni.
siamo arrivate a matagalpa tardi e stanche e gli zaini pesano sempre di piu' (ho comprato un sacco di caffe' che non so come faro' a portare a casa...), e quindi ci siamo infilate nel primo "albergo" che abbiamo trovato. stanza doppia senza bagno per un totale di cento cordoba. al cambio circa cinque euro. ma ho imparato una lezione di vita: mai prendere una stanza senza bagno vicino ai bagni. il viavai e' iniziato alle quattro del mattino... e noi alle dieci avevamo cambiato albergo. ora siamo in un posticino molto carino. costo dieci euro per uno spazio vitale di circa tre metri per due, e doccia (ma solo con acqua fredda, ma a questo siamo abituate, gia' tanto che c'e'l 'acqua...). e pareti rosa.ho fotografato tutte le camerette in cui siamo state fino ad ora e considera che a parte managua non abbiamo mai dormito due volte di fila nello stesso letto.
oggi siamo andate in "gita" alla cascata di santa emilia (chiesto da me visto che era il nome di mia madre...). fermata del bus vicino al mercato a sud, bus su strada devastante. scendiamo nel quasi nulla. discesa verso la cascata.posto fenomenale di una bellezza incredibile.facciamo in tempo a pensare che se ci succede qualcosa non se ne accorge nessuno che arriva uno (ribattezato lo scosso o l'ubriaco a seconda dell'opinione) che mi chiede se gli "presto" dieci cordoba. ci tocca andarcene di corsa(e la risalita di corsa te la raccomando!) e alla fine lo scosso si allontana perche' sabrina gli ha urlato "non toccarmi".
risaliamo sulla strada e ci incamminiamo nell'attesa che passi un bus (lo so, scena gia' vista,ma qui va cosi'). il bus passa dopo aver incrociato due mucche e due con il machete.... ieri ci hanno raccontato di un coltivatore di caffe'ucciso con un colpo dipistola alla testa davanti alla figlia di due anni. ora gli assassini si danno alla macchia inseguiti dai famigliari del morto. e in ogni caso, mai visto cosi' da vicino pistole, fucili a canne mozze e anche qualche mitra. ma l'aria che si respira non e' tesa per nulla.
si incrociano camion con casse urlanti slogan di una o dell'altra parte... chicca: il frente ha fatto la cover di give peace a chance. il pnl (la destra) ha fatto la cover di tengo la camicia negra, facendola diventare rossa. perche'siccome siamo dall'altra parte del mondo... la destra usa il rosso... martedi' sabrina parte, e per me cambiera' tutto. ruolo ufficiale... ma questo giro del paese mi sta affascinando. e' un viaggio fantastico.
domani andiamo a esteli'. e poi sabato mattina torniamo a managua. domenica vediamo, forse andiamo di nuovo verso sud a vedere i "vilaggi bianchi". se trovo internet point (e se c'e' corrente, prima avevo iniziato a scrivere ma e' saltato tutto, per cui siamo andate a mangiare a lume di candela in un comedor e siamo tornate quando e' tornata la luce) vi scrivo ancora...
ho un regalino per ognuna di voi....
fate le brave, salutatemi chi merita.
baci

Avevo fatto i compiti a casa

...avevo scritto un paio di cose e le avevo salvato sulla chiavetta USb per poi portarle in ufficio e caricarle, ma.... la chiavetta la ho ben presente sulla mia scrivania... a casa!

venerdì, ottobre 27, 2006

Dal nicaragua - racconti di viaggio

Anna, la mia collega e amica, è in Nicaragua e da lì mi manda questo stralcio di viaggio che è così bello che mi piace l'idea di condividerlo:

qui sono le due del pomeriggio. abbiamo appena superato l'ennesima sfida: prendere un mezzo pubblico a managua invece del taxi! grandi. non ci ferma nessuno. ego a mille.

non ho scritto perche' siamo andate a leon, terza citta' per dimensioni, di sapore coloniale e con forti radici di resistenza sandinista, praticamente ovunque targhe e murales ricordavano eroi sandinisti. poi... altro bus arrivando al mercadito su una specie di camioncino con telo di plastica improvvisato mezzo pubblico locale, e siamo andate a poneloya. oceano!! ho fatto il bagno! schiatta di invidia... una giornata bellissima, abbiamo passeggiato per due ore sulla spiaggia fino alla roccia a forma di tigre, non c'era nessuno tranne noi e due bambini su un cavallo...
abbiamo visto il tramonto sedute su una sedia in costume da bagno... stai morendo di invidia?? e' apparso anche un arcobaleno. e io mi sono sentita per la prima volta dopo tanto tempo serena.
non mi sento in colpa per questa parte di viaggio tutta di vacanza perche' recupero dopo...
la strada per arrivare a leon e' allucinante. distrutta. ci si mettono tre ore per fare settanta chilometri con gli autisti che fanno dei numeri spaventosi... con musica a tutto volume e galline, cibo, bimbi, scolari in uniforme con stemmi che recitano: patria, onore, lavoro, amore.
oggi tornando ho chiaccherato con un ragazzo di ventidue anni. mi ha chiesto se ho figli (classica domanda del luogo) e poi mi ha spiegato tutta la sua teoria per cui la donna deve essere piu' vecchia dell'uomo.... mah.
tornate a managua abbiamo ritrovato il caldo umido pazzesco, ormai sono rassegnata a tenere i capelli legati per sopravvivere. ma i miei tatuaggi qui vengono osservati parecchio... ieri abbiamo incontrato una ragazza danese che veniva dal guatemala. sta girando da sei mesi...
quello che fa ridere e' che non esiste vita notturna.
i ristoranti chiudono la cucina alle otto... e la gente si alza mediamente alle quattro. cosi' anche noi andiamo a letto prestissimo e ci alziamo come le galline...
non che si vada nei ristoranti. lungi da noi. comedor a tutto spiano e si mangia soprattutto gallo pinto... che sarebbe riso con fagioli neri non carne!, formaggio alla griglia, tajadas o tostones, due diversi modi di friggere le banane e della gran frutta. questa mattina ho fatto colazione con papaya, ananas e banana...
ieri sera ci siamo prese del vino bianco cileno e un chupito di rum che erano una delizia. e che ci hanno fatto crollare dal ridere e dal sonno...
domani si parte per le coltivazioni di caffe' e non so se trovero' un posto per scriverti. ma tanto lo sai che c'e' un filo conduttore che prescinde dalla rete.
quanto alla campagna elettorale... spot radio invadenti, macchine con gagliardetti, adesive, case sponsorizzate. ma tornando oggi sul bus e' salito un predicatore che si e' messo a delirare e il compare dell'autista (quello che urla ad ogni fermata dove va il bus per raccogliere clienti, non ci sono mezzi pubblici sono tutte cooperative quindi piu' clienti piu' guadagno) era molto arrabbiato per la presenza del tizio e ha detto "hecho da ortega" credo facendo riferimento al processo di riappacificazione avuto con la chiesa. torneremo venere dalle montagne impervie e dalla giungla. speriamo non divorate dalle zanzare cattive. un paio di beccate me le sono prese, spero non siano di quelle sbagliate. dovro' fare una cura disintossicante dall'autan. giorno e notte. anche dopo la doccia (quando c'e' acqua, ovviamente...).

baci

giovedì, ottobre 26, 2006

e vai!!!

Il mio oroscopo lo diceva che prima o poi si usciva dalla melm.a

In ufficio, il mio capo mi chiama a raccolta e in solitudine parte il discorso:
sai ester, siamo tutti molto contenti, ho parlato con Ilaria ho parlato un po' con tutti e siamo tutti mooooolto contenti di te e del tuo lavoro. Quindi ci sembra giusto ricompensarti. Io avrei voluto passare te e anche Maria dal co.co.pro all'assunzione a tempo determinato, ma dall'alto me lo hanno impedito. Quindi ho chiesto a chi di dovere di adeguare lo stipendio anche in base a questo. Lo dico a te, anche se ti scade il contratto a marzo, ma siccome a tutti scade alla fine di dicembre, mi sembrava giusto tranquillizzare anche te sul tuo futuro e dirti che non solo ti rinnoveremo a marzo il contratto, ma che partirà un cospiquo aumento che si aggira circa tra i ***,00 e i ***,00 euro.

io: Grazie Nicola, mi fa mooooolto piacere e moooooooooolto comodo. Ma la parola assunzione si ventila diventi concreta o no?

lui: bhè prima o poi sì, però assunta costi mooooolto di più.

io: lo so

lui: così hai più soldi in tasca

io: (muta)

lui: bhè comunque è un bell'aumento

io: bhè sì lo so, grazie mille

lui: hai lavorato molto e speriamo lavori di più.

io: sì più o meno, comunque grazie davvero.

lui: ci mancherebbe! Si alza ed esce dall'ufficio...

io aspetto 2 minuti, e dentro di me dico cazzo l'aumento!!!! e vai!!! pe pe pe pe pe peeeeeeeeee

Altre voci, altre stanze – Truman Capote


Ammetto di essermi avvicinata a lui dalla risonanza di un film che oltretutto non ho visto.

Comunque alla seconda lettura di un suo romanzo, la prima era L’Arpa d’erba, capisco l’interesse che suscita.

Una scrittura evocativa con un delicato utilizzo di aggetttivi senza diventare prolisso o lezioso.
Una scrittura a volte difficile da leggere senza la giusta concentrazione perché estremamente evocativa.

Questo suo talento si esprime perfettamente in questo che credo sia il suo primo romanzo.

il tredicenne Joel, rimasto orfano della madre, viene chiamato dal padre, da cui la donna si era separata, a raggiungerlo in campagna.

Dopo un viaggio in cui iniziamo a conoscere il modo di "muoversi" del ragazzo e in cui incotriamo svariati e colorati personaggi, Joel arriva a Skully's Landing, accolto dalla nuova moglie del padre.

Misteriosamente nessuno gli fa incontrare il genitore e Joel passa le sue giornate a esplorare i dintorni della villa e la stessa abitazione.

Un ambiente decadente, nell’aspetto e nei suoi abitanti. La matrigna è una nobile decaduta eterea e ancor di più è decadente il cugino Randolph. A cui si aggiungono domestici centenari e vicine ribelli.

Un mistero avvolge il padre, che Joel poi risolverà, allontanaldolo da lui ancora di più.

Un ragazzo bisognoso di amore e attenzioni che riconosce dentro di sè gli errori e le bugie, che racchiude un mondo immaginario che spesso si fonde indelebilmente con la realtà, complice una parte degli Stati Uniti ancora impregnato, all’epoca e temo anche oggi, di un’atmosfera da post-schiavitù e nello stesso tempo da una natura avvolgente e a volte surreale.

Il caldo dell’estate accompagnerà Joel verso una nuova consapevolezza di sè e verso l’abbandono della vita da bambino.
È qualche giorno che il blog langue. Ero troppo negativa per scrivere e poco incline al cazzeggio.

Sono stata “investita” da una strana onda di emozioni che mi costipavano la mente e bloccavano la scrittura.

Poi una mia amica dalla provincia di Siena mi ha detto che stavo diventando un po’ “paccosa” nel allestire il mio piccolo spazio virtuale quindi, mentre le parole ricominciano fluire vi ammolo una serie di personalissime recensioni che latitavano da un po’. Il tempo di scriverle e arrivano.

lunedì, ottobre 23, 2006

indolenza

Sinonimi: accidia, negligenza, pigrizia, torpore, inerzia || Vedi anche: fannullaggine, ignavia, poltroneria, scioperatezza, svogliatezza, disimpegno, disordine, incuria, menefreghismo, sciatteria, trascuratezza, infingardaggine, neghittosità, poltronaggine, scioperataggine, lentezza

Accidia indica l'avversione all'operare mista a noia e indifferenza.

questo è stato il mio week end.

venerdì, ottobre 20, 2006

aiutoooooo

La mia testa è piena di punti interrogativi!!!

giovedì, ottobre 19, 2006

L'uomo che non ha alcuna musica dentro di sé, che non si sente commuovere dall'armonia di dolci suoni, è nato per il tradimento, per gli inganni, per le rapine. I motivi del suo animo sono foschi come la notte: i suoi appetiti neri come l'erebo.

William Shakespeare

Beatiful

...la vita a volte è più intricata della peggior soap-opera!

'azzarola

mercoledì, ottobre 18, 2006

l'ASL mi ringrazi

Ieri sera sono andata dal mio medico curante...

era talmente tanto che non ci andavo che lei aveva preso una ventina di chili, aveva cambiato studio, infatti non la trovavo e si è tutta tecnologizzata.


Insomma per il servizio sanitario ho quasi costo zero.

martedì, ottobre 17, 2006

milano con il naso all'insù

Come già detto adoro camminare, mi rilassa, mi decomprime l'anima.

Ieri sera alle sette esco dall'ufficio e mi incammino verso la metro, ma la serata era bella, cielo limpido, aria fresca, così decido che invece che andare alla vicina fermata di Buonarroti, cammino finchè mi va.

Allora esco da via san siro, prendo la tranquilla via Belfiore, sbuco in corso Vercelli... vedo una serie di vestiti bellissimi che secondo me mi donerebbero... le luci sono morbide, purtroppo la gente è troppo concentrata nel loro caos, per accorgersi di quello che hanno attorno. Una città poco amata e a volte poco vissuta.

Attraverso piazzale Baracca, entro in Corso Magenta... guardo Santa Maria delle Grazie morbidamente illuminata e ripulita da recenti restauri... mi isolo dalle persone che sbuffando driblano tra loro a velocità da pendolare... taglio, arrivo in via Boccaccio e poi a Cadorna, dove mi imbuco nella metro. Ho camminato con il naso in sù, lasciando vagare lo sguardo e godendomi la serenità del momento.

La musica in cuffia mi isolava dal resto del mondo.

lunedì, ottobre 16, 2006

Tensioni

Sono un segno di fuoco, caliente e incazzoso all’occorrenza.

Insomma in sto periodo sono insofferente.
Non so perché, sarà che vado verso grandi cambiamenti e vorrei “purificarmi” dalle influenze negative, sarà che, come diceva Paolo Fox nel suo oroscopo, sopporto poco il mondo e tendo a mandare a dar via il di dietro a molti… ma passerà! (ovviamente per Fox erano pianeti non allineati etc.. etc…)

Come i crociati brucerò gli infedeli con la fiamma della verità!

Tutto questo per dire che sono isterica, perdonatemi.
"le stelle brinavano il cielo..."

T. Capote

venerdì, ottobre 13, 2006

L' ora del tramonto - Umrigar Thrity


Storia di due donne, una ricca signora e la sua serva. Due donne diverse nella vita e nelle scelte, di due caste differenti, due religioni differenti e con due futuri differenti, ma con la stessa “debolezza”, il bene per gli altri.

Parellelismi e flash back ci raccontano le due donne e la loro vita e le loro vicissitudini.

Storie di donne, non solo loro due, ma anche figlie e nipoti.

Parallelismi nei matrimony, nelle relazioni e nei figli.

Entriamo in questo mondo ricco di colori, odori e varietà tramite la doppia gravidanza (della figlia ricca e della nipote povera) due gravidanze che finiranno, seppur nate dallo stesso seme in due modi differenti e che separeranno per sempre le due donne su cui tutti si appoggiano.

Donne fantastiche, che non si piegano e non si abbattono perchè vivono per gli altri.
Gli uomini ne escono privi di giustificazioni e mai vittoriosi anche quando l’apparenza ci fa credere il contrario.

Il tramonto è la conclusione e l’inizio…. Come la donna, come la speranza.

Bello e intenso.

momento di egoriferimento



prima che le chiuda in una scatola mi ingiuggiolo un po'.

giovedì, ottobre 12, 2006

... i sogni son desideri 2

dopo l'incontro appena raccontato nel post precedente, mi è partito un corso di riflessioni e pensieri.

Ho pensato a come eravamo dieci anni fa o più (oddio! più di 10 anni... non siamo più sbarbatelle!!!), a cosa volevamo, a quelli che erano i nostri obiettivi e le nostre speranze, a come avevo predetto che io sarei stata "scoppiata" mentre Monica avrebbe di sicuro costruito una famiglia, e LaFrancy... ricordo che anche di lei avevo predetto che sarebbe stata accompagnata dall'amore...

... stavo riflettendo su cosa desideravo all'epoca. Avevo un'idea romantica dell'amore e della passione... ed effettivamente poi è stato così, anzi molto di più. Sono un po' delusa della mia incapacità di razionalizzare i sentimenti quando serve, e sono però contenta di aver scoperto e provato una passione e dei sentimenti che non credevo...

Il lavoro, bhè a parte uno stipendio che immaginavo più alto... o meglio diciamo che non avevo considerato lo sfavorevole cambio lira-euro... insomma nel lavoro mi piace come mi sono mossa, sono stata in grado di cambiare quando ne sentivo la necessità senza eccessive paure e tantomeno privandomi qualche emozione e qualche cosa da imparare.

Insomma un bilancio su cosa ho realizzato finora.

Che cosa sogno ora? Che voglio?
Monica voleva una famiglia e la stabilità... ha scelto tra lavoro e amore e ha scelto l'amore e i bambini

io, rifletto... bhè i bambini, magari non sono proprio necessari, ma il principe azzurro sì, e anche il lavoro che mi fa tornare a casa soddisfatta...

Troppo esigente?

Che si può desiderare per se stessi?

I sogni son desideri…

Causa festa del paese come ogni anno si incappa nel consueto giro tra le bancherelle con possibilità di incontrare vecchi amici di scuola persi per strada.

Ho incontrato così Monica, mia grande amica dalle medie e per tutta l’adolescenza, che verso i 20/22 ha virato verso un cambio di vita. Io e LaFrancy ci chiedevamo che fine avesse fatto, quando più di anno fa ci arriva notizia di una sua dolce attesa.
La ritrovo domenica, uguale a sempre, anche con il suo giubbottino di jeans sgangherato, ma con una pupetta bellissima di 11 mesi.
Alla sua domanda: “voi che mi raccontate”
Io: (ironica) bhè come vedi io figli non ne ho…

E lì è successo… Mi ha guardato con l’aria un po’ compassionevole, mi sfiora la spalla e mi dice:
non ti preoccupare… prima o poi arriveranno…

credevo scherzasse, invece alla fine ho pensato che il suo sogno era una bella famiglia, un lavoro che fosse stabile ma non troppo da sbattimento… così ho capito che era serissima!

Io: no Monica, non hai capito, non voglio dei figli, non ora!
Lei: (come se non avesse capito nulla) mi ripete la faccia contrita e la frase aggiungendo, con il tempo le cose si sistemano… (poi lei cambia argomento) il lavoro?
Io: bene! Lavoro in un’agenzia...
Lei: sempre la stessa di 4 anni fa?
Io: no, ne ho cambiate tipo 3… (volevo dirle che sono contenta, che ho fatto progressi ma….)
Lei: uh! No, io sempre lì in stazione (fa la cassiera in un supermercato alla stazione) sempre stabile.

Saluti bacini bacetti e a presto.

Confrontandomi poi con LaFrancy le ho detto vedi, Monica era felice mentre mi parlava della sua vita… sono proprio contenta x lei! Magari siamo troppo esigenti noi… e se avessimo fatto le sue stesse scelte… bhò chissà… poi ci siamo guardate e assieme siamo arrivate alla conclusione che vabbè ho una vita sgangherata e un lavoro precario, ma mi ammazzerei piuttosto di essere come Monica ora, non fa per me e direi nemmeno per LaFrancy.

Ho riflettuto e alla fine ho visto come il sogno sia relativo… il suo è ed è sempre stato la FAMIGLIA e la STABILITA’… parola magica… stabilità!

martedì, ottobre 10, 2006

oggi è ...

il compleanno del papy terons...!!!!

che l'altro giorno vedendo una maglietta che diciamo esaltava la mia procacità pettorale ha detto: cavolo sempre con ste tette così! Lo sai che sono TERRONE!

domenica, ottobre 08, 2006

non c'è da vergognarsi a essere comunisti.

Venerdì serata pizza e cinema con LaFrancy.

Arrivate al cinema prendiamo i biglietti per Black Dalia e cerchiamo un divanetto libero. Tutti occupati fino a che due ragazzi non si alzano e noi ci fiondiamo. Uno dei due torna indietro e ci dice che loro si erano alzati solo un attimo, ma che comunque, possiamo stare tutti qua così facciamo due chiacchiere... (il suo amico nel frattempo si è allontanato vergognandosi un po')

lui: dai facciamo conversazione... di che ti occupi tu?
io: lavoro in un'agenzia di pubblicità
lui: ah! anch'io...in un'agenzia immobiliare.
io: ah! (nella mia testa un punto di domanda...)
lui: (a LaFrancy) tu sei meno socievole di lei... (LaFrancy leggeva un giornale)
io: (x liberare LaFrancy dalle domande che iniziava a farle) certo che le case le fate pagare troppo.
lui: ormai tutto costa... e poi sai a me la cosa che proprio proprio mi dà fastidio è darle agli extra-comunitari.

io e LaFrancy abbiamo avuto un irrigidimento della schiena e campanellino d'allerta attivo...

io: bhè pagano anche loro, per di più gli fate pagare anche un affitto maggiore...
lui: ma alla fine se li eliminiamo dall'Italia togliamo tutti i delinquenti..perchè sai io sono militante di Forza Nuova. Cioè io mi occupo di politica oramai da tempo e sai non sono uno di quei picchiatori... però mio zio sì! (nota di orgoglio nel tono della voce)
LaFrancy: veramente l'unica volta che mi hanno scippato erano 4 italiani
Lui: IMPOSSIBILE! come fai a saperlo?
LaFrancy: bhè hanno parlato e dall'accento erano italiani!
L'amico: (visto che non eravamo scappate si era riavvicinato) saranno stati sicuramente napoletani! Solo quella gente fa ste cose!

io e LaFrancy ci sentiamo dentro candid camera...

lui: perchè voi siete comuniste?

noi ondeggiamo

lui: bhè non c'è mica da vergognarsi ad essere comunisti! potete dirlo perchè alla fine noi riconosciamo i nostri errori del passato ma anche voi dovete riconscere i vostri.
perchè scusa sta cosa che io devo pagare più tasse come dice Prodi...secondo te è giusto?

io: si vede che guadagni più di 75.000 euro
lui: CERTO! molto di più! Anche mio padre!
io: bhè perchè io che guadagno moooooolto meno (i calcoli li avevo fatti appen uscita la finanziaria per accertare la mia povertà) devo pagare come te!
lui: e ma perfchè io devo pagare tutte ste tasse!!!
lui: poi vorrei sapere chi ha votato Prodi
io: bhè io l'ho votato!
lui: ah! tu l'hai votato?
io: bhè l'alternativa era Berlusconi! E poi non è che si possono sistemare i danni del vecchio governo in pochi mesi!
lui: ma sta facendo un casino!
LaFrancy: non è che con Berlusconi eravamo messi meglio e ci ha lasciati bene!

poi non mi ricordo ora se prima del discorso sulla finanziaria o meno si è ritornati sul discorso extra-comunitari.

lui: perchè scusate, voi conoscete qualche vostra amica che sta con un extra-comuniatrio?
io: bhè una amica di una mia amica sta con un albanese
lui: bhè vabbè... ma a me quelli che danno fastidio sono i negri e i marocchini!!!
LaFrancy: bhè la ex-ragazza di un nostro amico ha fatto un figlio con un ragzzo di colore
L'amico: (con tono ironico) ahhhh che bella storia!!!
lui: cose dell'altro mondo...
LaFrancy: (ironica) dai quando vai tu al potere li fai sparire tutti!
lui: (pensieroso) eh sì!
L'amico: (preoccupato) eh bhè.. non so se ce la fai... mi sa che oramai non ce la fai più...

io: bhè è stata una conversazione moooooolto interessante...un bel confronto... francy andiamo?
LaFrancy: certo amica!

Ci alziamo... senti amica ma secondo te erano veri?
Cavolo temo di sì!

oltretutto andavano a vedere Miami Vice... forse non sapevano che il bianco e il nero nel film sono amici e non l'impersonificazione del bene e del male...

...storia di vita vissuta!

mercoledì, ottobre 04, 2006

yoga

Eccomi qua...


..oggi sono un po' nera, però volevo lo stesso raccontarvi la prima lezione di yoga.

Arrivo, mi cambio e con una trentina di altre persone in calzini e abbigliamento comodo mi siedo su un tappettino.

Una signora solare inizia a spiegare cosa è lo yoga e cosa faremo durante il corso e per fortuna non ha un approccio spirituale alla disciplina. Anzi è decisamente pragmatica nello spiegare che lo yoga o un modo per far sì che corpo e mente lavorino assieme armonicamente per il bene di entrambi.

Poi iniziamo alcuni esercizi molto lenti e di allungamento. Nell'allungarmi mi accorgo di avere l'elasticità di mia nonna e la schiena di un mulo in pensione.
Ma tutto ciò, dice la signora in bianco, è ininfluente dato che il corpo si scioglierà piano piano.

Le sensazioni erano varie. Un po' ero contenta perchè mi sentivo tranquilla e sentivo che il corpo lavorava. Un po' mi faceva strano, un po' era davvero bello perchè mi sembra di iniziare a fare qualcosa che è per me, solo per il mio piacere e il mio piccolo ego ha fatto un piccolo salto di soddisfazione.

Lo scrittore fantasma - Philip Roth


un giovane scrittore di belle speranze si trova a conoscere il suo autore preferito in un momento di crisi familiare. Ci racconta tramite i suoi voli con la fantasia i fatti veri e quelli da lui immaginati.
Il ritratto del giovane e del suo mentore ne escono in parte corrotti.

Lo scrittore che il ragazzo immaginava come un eroe è in realtà un uomo di mezza età annoiato dalla vita e dall'inattività in cui si è rilegato e da cui non riesce a uscire. Con la classica crisi di mezza età senza la capacità di riuscire a cogliere lo spirito vitale che una giovane le offre e senza, nello stesso tempo, riuscire a reagire alle recriminazioni della moglie addolorata da tanta inattività e interesse alla vita.

Ben scritto da un autore che inizio sul serio ad amare.

me la canto quando sono un po' così

se sei triste
ti manca l'allegria
e vuoi scacciare la malinconia
vieni con me, ti insegnerò
la canzone della felicità

pom pom pom

batti le mani
muovi le antenne
dammi le tue zampine
un salto di qua
un salto di là
la canzone della felicità

pom pom pom

un mondo a colori

sembrerebbe che fuori ci sia un mondo a colori, quelli del cielo, del sole e dell'autunno in arrivo...

...peccato che stamane io veda tutto in bianco e nero.

Insomma per ora (speriamo migliori in mattinata) mi sto sulle palle.

martedì, ottobre 03, 2006

stasera YOGA!

è una vita che non faccio un corso di qualcosa...

.. la tutina è pronta...

vado!!!!

lunedì, ottobre 02, 2006

pensieri neri... a colori

Il paese si interroga, secondo me ancora troppo poco, sulla scelta o meno, in determinate condizioni, di decidere se continuare a vivere… per di più la collega Anna prima di partire per il Nicaragua mi ha detto di dover “aggiornare” il suo testamento… così mi sento quasi in dovere di lasciare precise disposizioni su entrambi gli argomenti.

Qui in pieno possesso delle mie facoltà mentali (niente commenti su quest’affermazione, grazie) dichiaro che, qualora mi trovassi a vivere in stato vegetativo e non possa dire la mia a riguardo, vi prego lasciatemi morire. Prendete ciò che di sano ho, datelo a chi ne ha bisogno e poi lasciatemi morire. NON VOGLIO che qualcuno decida di farmi sotto-vivere in un modo per cui sono appunto sotto la vita, inadeguata a godermela, a camminare, essere autonoma e in grado di intendere e volere. Non accanitevi.

Definizione (da WIkipedia):
L'accanimento terapeutico è un termine medico che indica l'attività di prolungare in modo artificioso le funzioni vitali di pazienti moribondi. Cessare queste attività non significa eutanasia passiva ma semplicemente riconoscere i limiti oggettivi della scienza e dell'esistenza umana. Il termine "accanimento" indica "l'ira ostinata dei cani", letteralmente segnala "ostinazione, tenacia" e per estensione "perseveranza rabbiosa e crudele". Terapia significa cura, assistenza, guarigione da una malattia. Dunque, accanimento terapeutico vuole significare perserveranza rabbiosa e crudele nel trattamento di una malattia che non guarisce e che sta conducendo a morte.
L'accanimento terapeutico avviene quando una persona o i suoi parenti considerano la morte stessa una malattia curabile, invece che un processo fisiologico di fine attività vitale. Il tentativo di opporsi con ogni mezzo al processo fisiologico della morte, riesce in realtà soltanto a prolungare l'agonia, che diventa così lunga, sfiancante e dolorosa, anche per i parenti.

Una volta deceduta vorrei essere cremata… e vorrei una cerimonia NON religiosa.
Niente preti, piuttosto organizzate un ritrovo con musica e roba da bere. Scegliete foto (ritoccate che è meglio) e mettetele in giro per il luogo in cui vi ritrovate. Poi seppellitemi dove volete.

Passiamo al testamento. In realtà di valore non ho molto.
… vediamo, i libri li lascio a mio fratello Paolo, che fa tanto il dotto ma che legge pochissimo. Per Ticchio so che mio fratello Minch sia in grado di badargli.

Poi… lascio le foto alla mia mamma e al papà. La super biancheria da guerra la lascio alla Mao dato che ogni volta sgrana gli occhi.

A LaFrancy… la ricetta della mousse ai 3 cioccolati e dei tartufi.

A Minch lascio anche tutti i miei mobili Ikea che lui saprebbe come reinterpretare.

Per il resto… non ho molto e quello che potrei avere spero che, al momento di andarmene, l’abbia già distribuito in giro.

crimen perfecto



Simpatica commedia spagnola ambientata in un grande magazzino tra lotte di potere e giochi di seduzione.

La trama se ve la racconto schietta potrebbe essere simile a quella dei B-movie all'italiana... ma gli spagnoli sono riusciti a trovare il modo di raccontare le disavventure di questo donnaiolo che vuole diventare caporeparto e che invece incappa in una colluttazione mortale da cui viene "salvato" dall'unica donna brutta del grande magazzino (e praticamente l'unica che lui non si sia fatto) che lo aiuta per poi chiuderlo in un inferno di ricatti e sesso che lo faranno uscire dal suo progetto iniziale.

Carina, divertente e con il sapore degli anni 70/80.