care,
il racconto di oggi sarà un pochino impegnativo, e diventerà a seguire, quando ci riuscirà un articolo.
Tanto per cominciare, e chi mi conosce potra' ridere, questa mattina sono stata intervistata per tv locale. Organizzato dalla USO, il sindacato degli operai che abbiamo incontrato per primi a Bogotà, che ci ha ricontattato tramite la OFP, l'organizzazione femminile. Abbiamo accettato perchè l'intervista andrà in onda domenica, e noi saremo già partite da qui e perchè, come penso sempre, a volte bisogna esporsi altrimenti di che solidarietà si parla?
Per tranquillizzare Luigia: profilo medio, non bassissimo, ma sui diritti umani ci sono andata giù un pochino più pesante...
Ora ridendo abbiamo organizzato che in caso di arresto... o se fermata dal das (servizi di sicurezza locali), Cinzia scappa e ti chiama. Tanto hanno inquadrato solo me...
ok?
Detto questo. su cui scherzo ma non c'è tantissimo da ridere...
Vi racconto l'incontro alla casa delle donne dove siamo state invitate a pranzo, nel barrio primero de mayo, una delle zone meno sicure della città. C'erano quattro donne che ci hanno raccontato la loro storia.
Si parla di fratello ucciso, figlio desaperecido e poi ucciso. Sorella uccisa.
Ma la storia che piu' mi ha colpito è quella di una sede desaparecida.
In una zona sud orientale della città, dopo varie minacce di vario genere alle donne che gestivano una delle case (che per intenderci sono centri con mense popolari, appoggio per le donne, aiuto, sostegno), una notte una di loro è stata avvisata che avevano rubato la casa. Lei diceva, cosa hanno rubato? e continuavano a ripetere, la casa e lei non capiva.
Allora hanno organizzato di andare a vedere cosa era successo con un gruppo di altre organizzazioni (piu' testimoni ci sono e meglio è) e quando sono arrivate nel luogo dove c'era la casa non c'era più nulla. Il vuoto.
Non solo hanno distrutto la casa, ma hanno portato via le macerie lasciando uno spazio completamente vuoto.
Così hanno reso una casa desaparecida. Non sanno dove siano le macerie.
Nna cosa devastante tanto quanto un parente per loro.
La donna che lo raccontava piangeva.
E tutto questo e' accaduto un paio di mesi fa.
....
Domani incontriamo invece il vescovo. Qui la chiesa ha un ruolo molto importante. Ci sono suore che fanno discorsi di costruzione di un nuovo sindacalismo che risponda alle nuove forme di neoliberismo...
Interessante.
Vedremo.
Domani notte si riparte per Bogotà. Questa volta ci arrischiamo a prendere il bus la notte per non perdere un altro giorno in viaggio.
Sabato mega assemblea e domenica prendiamo un volo per Cartagena con tappa a Barranquilla.
Altro giro, altri incontri. Anzi. sempre per non smentirmi.... a Barranquilla il primo ottobre parte una marcia che attraversa il paese per chiedere diritto alla salute. Vi pare che mi perdo un corteino?
Ci sono delle cose di cui non mi fido a scrivervi, e che vi racconterò, per chi ne avrà voglia quando torno.
Situazioni complicate, mascherate da democrazia.
Oggi il capo di stato di questo paese ha dichiarato alle nazioni unite che qui non c'è paramilitarismo.
E qui la gente continua a morire.
E le stesse donne ci hanno detto: se non c'e' chi continua a uccidere?
Hanno creato servizi di sicurezza privati, chiedono il pizzo, si sono dati all'usura e se non paghi, paghi con la vita.
Difficile, molto. tutto.
un bacio
a.
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martedì, ottobre 02, 2007
venerdì, settembre 28, 2007
il viaggio di anna - 2° parte
Continuano le comunicazioni con Anna, questo racconto è bellissimo a mio avviso e ve lo faccio leggere:
ciao care,
ho passato la mattina, dopo un viaggetto di una oretta nel verde, anche militare, a giocare e recitare con un gruppo di ragazzi e bambini. Si tratta di un progetto che tradotto significa piccoli pezzi di pace. Sono stati formati dei ragazzi di circa 15 anni che lavorano con bambini da 4 a 12. Questa mattina c'era questo laboratorio... e io mi sono allegramente fatta trascinare.
Cosí ho recitato la parte della professoressa di fama mondiale che poteva insegnare a leggere almeno due lettere, i e a, anche a un asino.... con tanto di assistenza.
Ho riso come una matta e i bambini mi saltavano addosso toccandomi i capelli, chiedendomi dei miei tatuaggi, dell Italia... di quando torno. Giá.... quando torno?
Ha fatto bene all anima. gioia e risate, e bambini e ragazzi pieni di voglia di vivere.
Dopo tanta morte ci voleva.
Poi... peró abbiamo fatto una riunione con dei desplazados. Sfollati dalle loro case per paura, a causa del conflitto che Uribe si ostina a negare, per minacce. Gente che ha dovuto abbandonare tutto e scappare. Senza un reddito si accalcano nelle periferie delle cittá.
A Sabano sono circa 60 famiglie per un totale di quasi 400 persone.
Ho parlato molto con una ragazzina di 14 anni. Va a scuola e la domenica lavora come cameriera da quando ha 10 anni. Ha perso un fratello, uno zio. Uccisi. Sua zia ha un figlio desaparecido.
Mi ha raccontato anche che a Bucaramanga, capitale del dipartimento a due ore da Barranca, offrono fino a 50milioni di pesos, circa 15.000 euro, per le bambine da avviare alla prostituzione. Mi mancavano un po' di lati orribili....
La cosa divertente, e so che alcuni di voi capiranno il mio disagio... é stata che al ritorno Yira, la ragazza che ci ha portato, ha accettato un passaggio dalla acnur: l'ente per i rifugiati delle nazioni unite.
Cosí dopo aver firmato una liberatoria per cui in caso di morte, ferimento, azioni belliche nessuno avrebbe potuto far causa alle nazioni unite, siamo salite su una delle macchine bianche, di quelle che io e Luigia abbiamo visto in quel di tiro, con tanto di stemma.
Aria condizionata a palla, vuoi mica che si scaldino, e contatto radio alla partenza con nome in codice del luogo di partenza, e contatto radio all arrivo....
insomma. mi sono compromessa..........
Ora sono stanchissima, sudatissima, oggi veramente ho patito il caldo e sono ricorsa ai sali minerali.... .
Tra poco me ne vado a casa, faccio una doccia e me ne vado a letto.
Domani abbiamo ancora una serie di incontri e di brutture da vivere.
Per fortuna le persone sono meravigliose. Veramente.
Ieri sera siamo andate a bere una birra con un ragazzo italiano che sta facendo la brigata di pace, le guardie del corpo non armate, e siamo ritornate tardi a casa. e per quanto questa cittá sia meno pericolosa di bogotá... insomma il tassista ha aspettato che ci aprissero il portone...
sto lasciando un altro pezzetto di cuore qui. Tornare alla routine sará ancora piú dura questa volta.
un bacio
a.
ciao care,
ho passato la mattina, dopo un viaggetto di una oretta nel verde, anche militare, a giocare e recitare con un gruppo di ragazzi e bambini. Si tratta di un progetto che tradotto significa piccoli pezzi di pace. Sono stati formati dei ragazzi di circa 15 anni che lavorano con bambini da 4 a 12. Questa mattina c'era questo laboratorio... e io mi sono allegramente fatta trascinare.
Cosí ho recitato la parte della professoressa di fama mondiale che poteva insegnare a leggere almeno due lettere, i e a, anche a un asino.... con tanto di assistenza.
Ho riso come una matta e i bambini mi saltavano addosso toccandomi i capelli, chiedendomi dei miei tatuaggi, dell Italia... di quando torno. Giá.... quando torno?
Ha fatto bene all anima. gioia e risate, e bambini e ragazzi pieni di voglia di vivere.
Dopo tanta morte ci voleva.
Poi... peró abbiamo fatto una riunione con dei desplazados. Sfollati dalle loro case per paura, a causa del conflitto che Uribe si ostina a negare, per minacce. Gente che ha dovuto abbandonare tutto e scappare. Senza un reddito si accalcano nelle periferie delle cittá.
A Sabano sono circa 60 famiglie per un totale di quasi 400 persone.
Ho parlato molto con una ragazzina di 14 anni. Va a scuola e la domenica lavora come cameriera da quando ha 10 anni. Ha perso un fratello, uno zio. Uccisi. Sua zia ha un figlio desaparecido.
Mi ha raccontato anche che a Bucaramanga, capitale del dipartimento a due ore da Barranca, offrono fino a 50milioni di pesos, circa 15.000 euro, per le bambine da avviare alla prostituzione. Mi mancavano un po' di lati orribili....
La cosa divertente, e so che alcuni di voi capiranno il mio disagio... é stata che al ritorno Yira, la ragazza che ci ha portato, ha accettato un passaggio dalla acnur: l'ente per i rifugiati delle nazioni unite.
Cosí dopo aver firmato una liberatoria per cui in caso di morte, ferimento, azioni belliche nessuno avrebbe potuto far causa alle nazioni unite, siamo salite su una delle macchine bianche, di quelle che io e Luigia abbiamo visto in quel di tiro, con tanto di stemma.
Aria condizionata a palla, vuoi mica che si scaldino, e contatto radio alla partenza con nome in codice del luogo di partenza, e contatto radio all arrivo....
insomma. mi sono compromessa..........
Ora sono stanchissima, sudatissima, oggi veramente ho patito il caldo e sono ricorsa ai sali minerali.... .
Tra poco me ne vado a casa, faccio una doccia e me ne vado a letto.
Domani abbiamo ancora una serie di incontri e di brutture da vivere.
Per fortuna le persone sono meravigliose. Veramente.
Ieri sera siamo andate a bere una birra con un ragazzo italiano che sta facendo la brigata di pace, le guardie del corpo non armate, e siamo ritornate tardi a casa. e per quanto questa cittá sia meno pericolosa di bogotá... insomma il tassista ha aspettato che ci aprissero il portone...
sto lasciando un altro pezzetto di cuore qui. Tornare alla routine sará ancora piú dura questa volta.
un bacio
a.
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i viaggi di anna
martedì, settembre 25, 2007
i viaggi di anna
Breve prefazione: Anna, la mia collega è partita per uno dei suoi viaggi di cui ho già raccontato qui (in basso, cliccando il TAG "i viaggi di Anna" blogspot raccoglierà in un'unica pagina gli altri post dei suoi viaggi). Ora Anna è in Colombia, dove, tramite una fitta rete di contatti, sta conoscendo persone e storie che, per chi ha vagamente idea di cosa succede ed è successo in Colombia, può forse capire che bagaglio di emozioni si porta dietro.
Quindi ecco una delle mail di Anna da lì. Buona lettura:
cari tutti,
da qui in poi le mail si diradano perche' bisogna cogliere internet point di passaggio tra un incontro e l'altro.
Ci siamo spostate a barrancabermeja, dopo 10 ore di bus con aria condizionata rotta e una sosta forzata di piu' un'ora per lavori in corso, 6 checkpoint dell'esercito, di cui uno con controllo bagagli... ma alla fine ce l'abbiamo fatta!
Siamo nella zona caliente, in tutti i sensi.
Fa un caldo boia, umidissimo, ti si appiccicano i vestiti addosso e tutti accendono delle gran ventole ogni volta che entri in una stanza.
Siamo ospiti da marly, una ragazza della organizzazione femminile locale. Molto gentile e carina vive con un italiano padovano che non si capisce bene cosa ci faccia qui.
Abbiamo però capito come funzionano le strade, tutte a numeri. Dipende da dove la carrera incrocia la calle e poi c'e' il numero civico. Insomma, ci muoviamo da sole che e' una meraviglia, e ci dicono che questa citta' e' meno pericolosa di bogota', quantomeno prima delle dieci di sera.
Non riusciamo a stare dietro agli incontri che ci propongono.
Oggi abbiamo iniziato con un bell'incontro alla ofp (l'organizzazione di cui sopra), poi con arturo, un outsider molto impegnato e gran personaggio che in meno di un'ora ci ha organizzato un incontro con un candidato consigliere del polo alternativo democratico e con un candidato sindaco di una lista civica. Abbiamo poi incontrato un rappresentante di credhos, un'associazione che si occupa delle vittime del magdalena medio (regione in cui siamo). Inoltre arturo ci ha dato una lettura degli errori della sinistra di cui spero di riuscire a scrivere.... ci sarebbe molto da dire e da imparare...
meno male che quando vado a letto sono talmente stanca che mi spengo.
La pressione emotiva e' molto forte. Ci si sente, come spesso accade, dei privilegiati corresponsabili di cio' che accade.
In argentina si diceva che la responsabilità e' fatta di "hacer o no hacer". Fare o non fare.
Questo paese, queste persone hanno bisogno di solidarieta' internazionale e di informazione perchè gli si può salvare la vita.
Nel vero senso della parola. E perchè dietro a tutto, all'origine del peggio del peggio (ivan cepeda ci ha detto che qui sono state commesse le peggiori atrocità e con il peggior grado di disumanità possibile) ci sono interessi economici.
Lo so che vi sto dicendo una banalità, ma dovreste guardare negli occhi queste persone quando parlano per capire come mi sento.
Domani sera usciamo a cena con un ragazzo italiano che sta facendo la guardia del corpo non armata con le brigate di pace e praticamente quasi tutte le persone che stiamo incontrando hanno subito attentati, o sono state minacciate.
Nonostante tutto qui c'è un fervore e una voglia di continuare a lottare per cambiare le cose che ti fa sentire veramente piccolo.
Vorrei scrivere su molto ma non ho apparecchiature per farlo così, stasera, se non crollo provata dal caldo e dalle emozioni, proverò a usare i vecchi sistemi e farlo a mano. Almeno, se domani trovo un computer, magari riesco a mandarvi ancora qualcosa.
Mercoledì andiamo a sabana de torres. Nel quasi nulla...
Venerdì notte ci rifaremo dieci ore di bus per tornare a bogotà per questa mega assemblea a cui ci hanno invitato.
Poi si va a cartagena, e barranquilla. Altri incontri, altre storie.
Spero di riuscire a raccontarvele con la dignita' che meritano, é un vero privilegio poter ascoltare queste persone.
Vi bacio, come potete vedere, un pochino commossa e sono certa che se riuscissi a piangere starei meglio, ma me ne vergogno un po'.
a.
Quindi ecco una delle mail di Anna da lì. Buona lettura:
cari tutti,
da qui in poi le mail si diradano perche' bisogna cogliere internet point di passaggio tra un incontro e l'altro.
Ci siamo spostate a barrancabermeja, dopo 10 ore di bus con aria condizionata rotta e una sosta forzata di piu' un'ora per lavori in corso, 6 checkpoint dell'esercito, di cui uno con controllo bagagli... ma alla fine ce l'abbiamo fatta!
Siamo nella zona caliente, in tutti i sensi.
Fa un caldo boia, umidissimo, ti si appiccicano i vestiti addosso e tutti accendono delle gran ventole ogni volta che entri in una stanza.
Siamo ospiti da marly, una ragazza della organizzazione femminile locale. Molto gentile e carina vive con un italiano padovano che non si capisce bene cosa ci faccia qui.
Abbiamo però capito come funzionano le strade, tutte a numeri. Dipende da dove la carrera incrocia la calle e poi c'e' il numero civico. Insomma, ci muoviamo da sole che e' una meraviglia, e ci dicono che questa citta' e' meno pericolosa di bogota', quantomeno prima delle dieci di sera.
Non riusciamo a stare dietro agli incontri che ci propongono.
Oggi abbiamo iniziato con un bell'incontro alla ofp (l'organizzazione di cui sopra), poi con arturo, un outsider molto impegnato e gran personaggio che in meno di un'ora ci ha organizzato un incontro con un candidato consigliere del polo alternativo democratico e con un candidato sindaco di una lista civica. Abbiamo poi incontrato un rappresentante di credhos, un'associazione che si occupa delle vittime del magdalena medio (regione in cui siamo). Inoltre arturo ci ha dato una lettura degli errori della sinistra di cui spero di riuscire a scrivere.... ci sarebbe molto da dire e da imparare...
meno male che quando vado a letto sono talmente stanca che mi spengo.
La pressione emotiva e' molto forte. Ci si sente, come spesso accade, dei privilegiati corresponsabili di cio' che accade.
In argentina si diceva che la responsabilità e' fatta di "hacer o no hacer". Fare o non fare.
Questo paese, queste persone hanno bisogno di solidarieta' internazionale e di informazione perchè gli si può salvare la vita.
Nel vero senso della parola. E perchè dietro a tutto, all'origine del peggio del peggio (ivan cepeda ci ha detto che qui sono state commesse le peggiori atrocità e con il peggior grado di disumanità possibile) ci sono interessi economici.
Lo so che vi sto dicendo una banalità, ma dovreste guardare negli occhi queste persone quando parlano per capire come mi sento.
Domani sera usciamo a cena con un ragazzo italiano che sta facendo la guardia del corpo non armata con le brigate di pace e praticamente quasi tutte le persone che stiamo incontrando hanno subito attentati, o sono state minacciate.
Nonostante tutto qui c'è un fervore e una voglia di continuare a lottare per cambiare le cose che ti fa sentire veramente piccolo.
Vorrei scrivere su molto ma non ho apparecchiature per farlo così, stasera, se non crollo provata dal caldo e dalle emozioni, proverò a usare i vecchi sistemi e farlo a mano. Almeno, se domani trovo un computer, magari riesco a mandarvi ancora qualcosa.
Mercoledì andiamo a sabana de torres. Nel quasi nulla...
Venerdì notte ci rifaremo dieci ore di bus per tornare a bogotà per questa mega assemblea a cui ci hanno invitato.
Poi si va a cartagena, e barranquilla. Altri incontri, altre storie.
Spero di riuscire a raccontarvele con la dignita' che meritano, é un vero privilegio poter ascoltare queste persone.
Vi bacio, come potete vedere, un pochino commossa e sono certa che se riuscissi a piangere starei meglio, ma me ne vergogno un po'.
a.
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i viaggi di anna
lunedì, gennaio 29, 2007
un altro mondo è possibile(?)

Premessa: Anna è stata a Nairobi al Social Forum Mondiale, tra i vari incontri e mondi conosciuti nel viaggio ha intavolato un'interessante conversazione che ho chiesto di poter pubblicare qua:
Nairobi, 24 gennaio 2007, marcia di chiusura del settimo Social Forum Mondiale.
Partiti dal centro dello “slum” di Korogocho, una delle più grandi bidonville al mondo, circa 800.000 abitanti nella miseria più assoluta.
Ho camminato per quasi dodici chilometri. Me ne mancano ancora due per raggiungere Ururhu park, e mi si affianca un volontario della marcia. Maglietta gialla, scritta in verde “volunteer”, iniziamo a chiaccherare. Mi chiede di dove sono, e se in Italia ci sono posti come gli slum. Gli dico di no, che ci sono posti orribili (come i campi nomadi milanesi), ma non così.
Ma non avete poveri?
Li abbiamo sì, sempre di più. Ma non come voi.
E mi si stringe la voce in gola.
Mi chiede di raccontargli come sono le cose da noi.
La sanità? Gratuita gli dico. Ma la vogliono privatizzare.
Leggo lo stupore nei suoi occhi, perché esiste un posto dove la sanità è un diritto per tutti, e dove vogliono rendere questo diritto per pochi…. Non capisce.
Le pensioni? Esistono, paghi dei contributi mentre lavori e quando sei vecchio puoi smettere di lavorare e lo stato ti rende i soldi. Ma le vogliono cambiare.
Ancora stupore…
Gli dico che da noi vogliono privatizzare l’acqua.
Stupore. Da voi l’acqua c’è per tutti? E perché vogliono farvela pagare?
E gli dico che stiamo raccogliendo le firme per una legge popolare contro la privatizzazione dell’acqua.
Domande, mi riempie di domande e si stupisce per le risposte.
Non capisce perché qualcuno vuole cambiare un sistema giusto per passare ad uno ingiusto… non lo capisco neanche io.
Gli dico che siamo vittime delle stesse strategie.
Noi dobbiamo lottare per difendere dei diritti che qualcun altro ha conquistato, e loro devono lottare per avere dei diritti fondamentali.
Così, passo dopo passo arriviamo al parco, e la stanchezza sembra essere andata via, e sull’ultimo tratto di strada passiamo accanto al campo da golf… impeccabile.
Così in contrasto con l’inferno che abbiamo appena attraversato.
Mi dice che adesso io me ne andrò (insieme a tutti gli altri) e ha paura che resteranno ancora soli e che non cambierà niente e io gli racconto la storia del fiocco di neve, sentita tempo fa da Danielle Mitterand, da sempre in lotta contro la privatizzazione dell’acqua in Francia.
Un fiocco di neve su un ramo non pesa nulla. Molti fiocchi di neve spezzano il ramo.
Fa sorridere parlargli di neve mentre il sole kenyota a picco mi sta bruciando la faccia, ma lui capisce. E mi sorride.
Gli dico che io, come gli altri occidentali, devo tornare a casa e che noi abbiamo la responsabilità di difendere quello che abbiamo e di lottare anche per chi, come lui, deve ancora guadagnarsi il diritto ad una vita dignitosa. Perché noi e i nostri governi siamo responsabili anche di quello che accade a lui. Ma che non siamo soli.
Ci salutiamo abbracciandoci, gli lascio il mio indirizzo email e lo prego di scrivermi.
Gli ricordo lo slogan che tutti i forum sociali mondiali si portano dietro, da sette anni a questa parte: globalizziamo la lotta, globalizziamo la speranza.
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lunedì, ottobre 30, 2006
racconti di viaggio 2
In attesa di quelli dimenticati a casa vi lascio leggere il secondo racconto dal Nicaragua di AnnaDimensioneAvventura:
ieri abbiamo aggiunto al nostro curriculum on the road un bel viaggetto di un'ora e mezza nel cassone di un pick up (hai presente lo spot vodafone?)... ad un certo punto, nel buio con lampi in lontanaza e noi che ridendo (ho delle foto orribili che testimoniano il tutto!!!) pregavamo che almeno non piovesse visto che la strada era sterrata mettendo a dura prova le nostre chiappe... lucciole ovunque e piantagioni di caffe'anche...la macchina si ferma. perche'? perche' c'era una mandria di mucche in mezzo alla strada.... ecco perche'. non ridevo cosi' da anni.
siamo arrivate a matagalpa tardi e stanche e gli zaini pesano sempre di piu' (ho comprato un sacco di caffe' che non so come faro' a portare a casa...), e quindi ci siamo infilate nel primo "albergo" che abbiamo trovato. stanza doppia senza bagno per un totale di cento cordoba. al cambio circa cinque euro. ma ho imparato una lezione di vita: mai prendere una stanza senza bagno vicino ai bagni. il viavai e' iniziato alle quattro del mattino... e noi alle dieci avevamo cambiato albergo. ora siamo in un posticino molto carino. costo dieci euro per uno spazio vitale di circa tre metri per due, e doccia (ma solo con acqua fredda, ma a questo siamo abituate, gia' tanto che c'e'l 'acqua...). e pareti rosa.ho fotografato tutte le camerette in cui siamo state fino ad ora e considera che a parte managua non abbiamo mai dormito due volte di fila nello stesso letto.
oggi siamo andate in "gita" alla cascata di santa emilia (chiesto da me visto che era il nome di mia madre...). fermata del bus vicino al mercato a sud, bus su strada devastante. scendiamo nel quasi nulla. discesa verso la cascata.posto fenomenale di una bellezza incredibile.facciamo in tempo a pensare che se ci succede qualcosa non se ne accorge nessuno che arriva uno (ribattezato lo scosso o l'ubriaco a seconda dell'opinione) che mi chiede se gli "presto" dieci cordoba. ci tocca andarcene di corsa(e la risalita di corsa te la raccomando!) e alla fine lo scosso si allontana perche' sabrina gli ha urlato "non toccarmi".
risaliamo sulla strada e ci incamminiamo nell'attesa che passi un bus (lo so, scena gia' vista,ma qui va cosi'). il bus passa dopo aver incrociato due mucche e due con il machete.... ieri ci hanno raccontato di un coltivatore di caffe'ucciso con un colpo dipistola alla testa davanti alla figlia di due anni. ora gli assassini si danno alla macchia inseguiti dai famigliari del morto. e in ogni caso, mai visto cosi' da vicino pistole, fucili a canne mozze e anche qualche mitra. ma l'aria che si respira non e' tesa per nulla.
si incrociano camion con casse urlanti slogan di una o dell'altra parte... chicca: il frente ha fatto la cover di give peace a chance. il pnl (la destra) ha fatto la cover di tengo la camicia negra, facendola diventare rossa. perche'siccome siamo dall'altra parte del mondo... la destra usa il rosso... martedi' sabrina parte, e per me cambiera' tutto. ruolo ufficiale... ma questo giro del paese mi sta affascinando. e' un viaggio fantastico.
domani andiamo a esteli'. e poi sabato mattina torniamo a managua. domenica vediamo, forse andiamo di nuovo verso sud a vedere i "vilaggi bianchi". se trovo internet point (e se c'e' corrente, prima avevo iniziato a scrivere ma e' saltato tutto, per cui siamo andate a mangiare a lume di candela in un comedor e siamo tornate quando e' tornata la luce) vi scrivo ancora...
ho un regalino per ognuna di voi....
fate le brave, salutatemi chi merita.
baci
ieri abbiamo aggiunto al nostro curriculum on the road un bel viaggetto di un'ora e mezza nel cassone di un pick up (hai presente lo spot vodafone?)... ad un certo punto, nel buio con lampi in lontanaza e noi che ridendo (ho delle foto orribili che testimoniano il tutto!!!) pregavamo che almeno non piovesse visto che la strada era sterrata mettendo a dura prova le nostre chiappe... lucciole ovunque e piantagioni di caffe'anche...la macchina si ferma. perche'? perche' c'era una mandria di mucche in mezzo alla strada.... ecco perche'. non ridevo cosi' da anni.
siamo arrivate a matagalpa tardi e stanche e gli zaini pesano sempre di piu' (ho comprato un sacco di caffe' che non so come faro' a portare a casa...), e quindi ci siamo infilate nel primo "albergo" che abbiamo trovato. stanza doppia senza bagno per un totale di cento cordoba. al cambio circa cinque euro. ma ho imparato una lezione di vita: mai prendere una stanza senza bagno vicino ai bagni. il viavai e' iniziato alle quattro del mattino... e noi alle dieci avevamo cambiato albergo. ora siamo in un posticino molto carino. costo dieci euro per uno spazio vitale di circa tre metri per due, e doccia (ma solo con acqua fredda, ma a questo siamo abituate, gia' tanto che c'e'l 'acqua...). e pareti rosa.ho fotografato tutte le camerette in cui siamo state fino ad ora e considera che a parte managua non abbiamo mai dormito due volte di fila nello stesso letto.
oggi siamo andate in "gita" alla cascata di santa emilia (chiesto da me visto che era il nome di mia madre...). fermata del bus vicino al mercato a sud, bus su strada devastante. scendiamo nel quasi nulla. discesa verso la cascata.posto fenomenale di una bellezza incredibile.facciamo in tempo a pensare che se ci succede qualcosa non se ne accorge nessuno che arriva uno (ribattezato lo scosso o l'ubriaco a seconda dell'opinione) che mi chiede se gli "presto" dieci cordoba. ci tocca andarcene di corsa(e la risalita di corsa te la raccomando!) e alla fine lo scosso si allontana perche' sabrina gli ha urlato "non toccarmi".
risaliamo sulla strada e ci incamminiamo nell'attesa che passi un bus (lo so, scena gia' vista,ma qui va cosi'). il bus passa dopo aver incrociato due mucche e due con il machete.... ieri ci hanno raccontato di un coltivatore di caffe'ucciso con un colpo dipistola alla testa davanti alla figlia di due anni. ora gli assassini si danno alla macchia inseguiti dai famigliari del morto. e in ogni caso, mai visto cosi' da vicino pistole, fucili a canne mozze e anche qualche mitra. ma l'aria che si respira non e' tesa per nulla.
si incrociano camion con casse urlanti slogan di una o dell'altra parte... chicca: il frente ha fatto la cover di give peace a chance. il pnl (la destra) ha fatto la cover di tengo la camicia negra, facendola diventare rossa. perche'siccome siamo dall'altra parte del mondo... la destra usa il rosso... martedi' sabrina parte, e per me cambiera' tutto. ruolo ufficiale... ma questo giro del paese mi sta affascinando. e' un viaggio fantastico.
domani andiamo a esteli'. e poi sabato mattina torniamo a managua. domenica vediamo, forse andiamo di nuovo verso sud a vedere i "vilaggi bianchi". se trovo internet point (e se c'e' corrente, prima avevo iniziato a scrivere ma e' saltato tutto, per cui siamo andate a mangiare a lume di candela in un comedor e siamo tornate quando e' tornata la luce) vi scrivo ancora...
ho un regalino per ognuna di voi....
fate le brave, salutatemi chi merita.
baci
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venerdì, ottobre 27, 2006
Dal nicaragua - racconti di viaggio
Anna, la mia collega e amica, è in Nicaragua e da lì mi manda questo stralcio di viaggio che è così bello che mi piace l'idea di condividerlo:
qui sono le due del pomeriggio. abbiamo appena superato l'ennesima sfida: prendere un mezzo pubblico a managua invece del taxi! grandi. non ci ferma nessuno. ego a mille.
non ho scritto perche' siamo andate a leon, terza citta' per dimensioni, di sapore coloniale e con forti radici di resistenza sandinista, praticamente ovunque targhe e murales ricordavano eroi sandinisti. poi... altro bus arrivando al mercadito su una specie di camioncino con telo di plastica improvvisato mezzo pubblico locale, e siamo andate a poneloya. oceano!! ho fatto il bagno! schiatta di invidia... una giornata bellissima, abbiamo passeggiato per due ore sulla spiaggia fino alla roccia a forma di tigre, non c'era nessuno tranne noi e due bambini su un cavallo...
abbiamo visto il tramonto sedute su una sedia in costume da bagno... stai morendo di invidia?? e' apparso anche un arcobaleno. e io mi sono sentita per la prima volta dopo tanto tempo serena.
non mi sento in colpa per questa parte di viaggio tutta di vacanza perche' recupero dopo...
la strada per arrivare a leon e' allucinante. distrutta. ci si mettono tre ore per fare settanta chilometri con gli autisti che fanno dei numeri spaventosi... con musica a tutto volume e galline, cibo, bimbi, scolari in uniforme con stemmi che recitano: patria, onore, lavoro, amore.
oggi tornando ho chiaccherato con un ragazzo di ventidue anni. mi ha chiesto se ho figli (classica domanda del luogo) e poi mi ha spiegato tutta la sua teoria per cui la donna deve essere piu' vecchia dell'uomo.... mah.
tornate a managua abbiamo ritrovato il caldo umido pazzesco, ormai sono rassegnata a tenere i capelli legati per sopravvivere. ma i miei tatuaggi qui vengono osservati parecchio... ieri abbiamo incontrato una ragazza danese che veniva dal guatemala. sta girando da sei mesi...
quello che fa ridere e' che non esiste vita notturna.
i ristoranti chiudono la cucina alle otto... e la gente si alza mediamente alle quattro. cosi' anche noi andiamo a letto prestissimo e ci alziamo come le galline...
non che si vada nei ristoranti. lungi da noi. comedor a tutto spiano e si mangia soprattutto gallo pinto... che sarebbe riso con fagioli neri non carne!, formaggio alla griglia, tajadas o tostones, due diversi modi di friggere le banane e della gran frutta. questa mattina ho fatto colazione con papaya, ananas e banana...
ieri sera ci siamo prese del vino bianco cileno e un chupito di rum che erano una delizia. e che ci hanno fatto crollare dal ridere e dal sonno...
domani si parte per le coltivazioni di caffe' e non so se trovero' un posto per scriverti. ma tanto lo sai che c'e' un filo conduttore che prescinde dalla rete.
quanto alla campagna elettorale... spot radio invadenti, macchine con gagliardetti, adesive, case sponsorizzate. ma tornando oggi sul bus e' salito un predicatore che si e' messo a delirare e il compare dell'autista (quello che urla ad ogni fermata dove va il bus per raccogliere clienti, non ci sono mezzi pubblici sono tutte cooperative quindi piu' clienti piu' guadagno) era molto arrabbiato per la presenza del tizio e ha detto "hecho da ortega" credo facendo riferimento al processo di riappacificazione avuto con la chiesa. torneremo venere dalle montagne impervie e dalla giungla. speriamo non divorate dalle zanzare cattive. un paio di beccate me le sono prese, spero non siano di quelle sbagliate. dovro' fare una cura disintossicante dall'autan. giorno e notte. anche dopo la doccia (quando c'e' acqua, ovviamente...).
baci
qui sono le due del pomeriggio. abbiamo appena superato l'ennesima sfida: prendere un mezzo pubblico a managua invece del taxi! grandi. non ci ferma nessuno. ego a mille.
non ho scritto perche' siamo andate a leon, terza citta' per dimensioni, di sapore coloniale e con forti radici di resistenza sandinista, praticamente ovunque targhe e murales ricordavano eroi sandinisti. poi... altro bus arrivando al mercadito su una specie di camioncino con telo di plastica improvvisato mezzo pubblico locale, e siamo andate a poneloya. oceano!! ho fatto il bagno! schiatta di invidia... una giornata bellissima, abbiamo passeggiato per due ore sulla spiaggia fino alla roccia a forma di tigre, non c'era nessuno tranne noi e due bambini su un cavallo...
abbiamo visto il tramonto sedute su una sedia in costume da bagno... stai morendo di invidia?? e' apparso anche un arcobaleno. e io mi sono sentita per la prima volta dopo tanto tempo serena.
non mi sento in colpa per questa parte di viaggio tutta di vacanza perche' recupero dopo...
la strada per arrivare a leon e' allucinante. distrutta. ci si mettono tre ore per fare settanta chilometri con gli autisti che fanno dei numeri spaventosi... con musica a tutto volume e galline, cibo, bimbi, scolari in uniforme con stemmi che recitano: patria, onore, lavoro, amore.
oggi tornando ho chiaccherato con un ragazzo di ventidue anni. mi ha chiesto se ho figli (classica domanda del luogo) e poi mi ha spiegato tutta la sua teoria per cui la donna deve essere piu' vecchia dell'uomo.... mah.
tornate a managua abbiamo ritrovato il caldo umido pazzesco, ormai sono rassegnata a tenere i capelli legati per sopravvivere. ma i miei tatuaggi qui vengono osservati parecchio... ieri abbiamo incontrato una ragazza danese che veniva dal guatemala. sta girando da sei mesi...
quello che fa ridere e' che non esiste vita notturna.
i ristoranti chiudono la cucina alle otto... e la gente si alza mediamente alle quattro. cosi' anche noi andiamo a letto prestissimo e ci alziamo come le galline...
non che si vada nei ristoranti. lungi da noi. comedor a tutto spiano e si mangia soprattutto gallo pinto... che sarebbe riso con fagioli neri non carne!, formaggio alla griglia, tajadas o tostones, due diversi modi di friggere le banane e della gran frutta. questa mattina ho fatto colazione con papaya, ananas e banana...
ieri sera ci siamo prese del vino bianco cileno e un chupito di rum che erano una delizia. e che ci hanno fatto crollare dal ridere e dal sonno...
domani si parte per le coltivazioni di caffe' e non so se trovero' un posto per scriverti. ma tanto lo sai che c'e' un filo conduttore che prescinde dalla rete.
quanto alla campagna elettorale... spot radio invadenti, macchine con gagliardetti, adesive, case sponsorizzate. ma tornando oggi sul bus e' salito un predicatore che si e' messo a delirare e il compare dell'autista (quello che urla ad ogni fermata dove va il bus per raccogliere clienti, non ci sono mezzi pubblici sono tutte cooperative quindi piu' clienti piu' guadagno) era molto arrabbiato per la presenza del tizio e ha detto "hecho da ortega" credo facendo riferimento al processo di riappacificazione avuto con la chiesa. torneremo venere dalle montagne impervie e dalla giungla. speriamo non divorate dalle zanzare cattive. un paio di beccate me le sono prese, spero non siano di quelle sbagliate. dovro' fare una cura disintossicante dall'autan. giorno e notte. anche dopo la doccia (quando c'e' acqua, ovviamente...).
baci
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