venerdì, gennaio 30, 2009

a letto con l'australiana


una decina di giorni fa ho iniziato con una forte sinusite...e venerdì scorso, alla fine della settimana lavorativa ho ben pensato di chiudermi in casa ed approffittare del weekend per curarmi...
... non sono più uscita.
Il sabato mi sono svegliata con una raucedine tale che il mio compagno ha creduto di essere andato a letto con un trans.
Un dolore al petto fortissimo e tosse secca.
Mando un SOS a mia madre che mi arriva con aerosol, sciroppi e quant'altro. Mi tappo in casa e continuo la cura... domenica parte le febbre e lunedì la mia dottoressa aggiunge alle mie medicine un altro sciroppo con la raccomandazione di richiamarla se in un paio di giorni le cose non migliorano.
Due giorni dopo, fra un colpo di tosse e una soffiata di naso lascio un incomprensibile messaggio sulla sua segreteria dicendole che, come sente, non è migliorato proprio nulla... e così, finalmente mi da un antibiotico che dopo due giorni mi ha finalmente fatto abbassare la febbre...
Insomma mai stata così male dai tempi del morbillo...
Cosa ho fatto in questi giorni????
Ho fatto quel che va fatto: mi sono abbruttita sul divano ammazzandomi di televisione e lasciando dietro di me una scia di fazzoletti smocciolati.
Quel che secondo me mi ha fatto aggravare è stata proprio la programmazione TV.
Canale 5 propone un'insopportabile Barbara D'urso e tra repliche e televendite l'uniche cose che si salvavano erano Ally McBeal, a cui hanno inspiegabilmente cambiato voce eliminandone una parte brillante,e il successivo E alla fine arriva Mamma....
e quando proprio non riuscivo a dormire... le repliche di Beverly Hills 90210 mi hanno convinto che: Brandon era insopportabile, i tagli di capelli degli anni '90 sono quasi brutti come quelli degli anni '80 e che Dylan resta, anche a distanza di anni, il più carino. Altra cosa evinta è che sono vecchia, perchè vedendoli ricordo che avevo forse 13 anni quando è arrivato in Italia il telefilm e di anni ne sono passati quasi 17... che alla fine di quest'anno compirò 30 anni... e che è stato proprio tutto questo pensare e strizzare gli occhi davanti la TV che ha fatto venire le mie prime rughe intorno agli occhi.....
appena il mio fidanzato/infermiere mi dà la libera uscita mi vado a comprare la crema antirughe...così, lunedì, quando andrò a fare la visita per il rinnovo patente (ahi...altri 10 anni passati in un soffio...) avrò gli occhi ben tirati mentre gli spiegherò che me li sono rifatti con il laser motivo per cui sono spariti gli occhiali segnati sul documento dove, una ragazzina di 19 anni sorrideva felice ed emozionata pensando che quella foto (orribile ovviamente) la stava catapultando verso il mondo dei grandi....

giovedì, gennaio 22, 2009

aggiornamenti sul papy

Mio padre, che con queste pagine ha ricavato non poca (e soprattutto ignara) fama, è da un po' fuori dai miei racconti.

Forse perchè non lo vivo tutti i giorni come prima, o forse perchè alcune cose sono state così intime da censurarmi.
Ma soprattutto perchè da che è diventato nonno si è completamente rincoglionito.

Un omone, un calabrese che fa il carpentiere e che pretende di aver sempre ragione si liquefà davanti a 57 cm di bambinetta che fa le faccine o anche solo che dorme. Quando c'è lui la bimba è solo in braccio al nonno che la sequestra per poi cercare di attirare l'attenzione di tutti per mostrarci le incredibili botte di genio della mia meravigliosa nipotina.

Più o meno le conversazioni sono queste:
papy: amore del nonno, vieni che ti faccio fare un giretto

al che la prende in braccio e la porta in giro per la casa e se per caso, gli occhietti belli di Sofia si soffermano su qualcosa ecco che parte la chiamata a raccolta:

papy: vittò! vittò! (vittoria la mia mamma) vieni a vedere come guarda! corri corri! e muoviti!

se mia madre non si materializza entro un nano secondo la incita finchè lei non giunge

papy: hai visto come guarda? ... uh! guarda mi sorride! sì sì mi ha sorriso! e a te ti ha mai sorriso?
mamma: sì sì, guarda, se le faccio così...
papy: con me sorride di più... e poi vedi che vuole più bene a me?è vero che tu vuoi più bene al nonno?
mamma: ha solo due mesi...

Noi all'inizio eravamo allibiti... ora siamo solo rassegnati, compresi i genitori di Sofia....

L'eleganza del riccio - Muriel Barbery


Tutto si svolge in un elegante condominio di Parigi in cui risiedono ministri e scrittori, e dove lavora Renèe che fa di tutto per aderire perfettamente allo stereotipo della classica portinaia: burbera, teledipendente, con un gattone placido ed ignorante.

Renèe ha però un segreto. Lei ama l'arte e la letterattura, ama la musica classica e i romanzi russi, usa le citazioni di grandi pensatori per rispondere ai suoi condomini che non colgono la raffinatezza e adora la grammattica. Non ha amici se non un'elegante domestica portoghese con cui condivide il momento del tè ed è vedova. Nessuno sa il suo segreto e nessuno lo immagina fino a che un nuovo inquilino riesce a scalfire, grazie alla complicità di una ragazzina geniale, Paloma.

Una storia raccontata a due voci, quella di Renèe e di Paloma che descrive lo stesso posto e le stesse cose viste da due punti di vista differenti e da due "caste" opposte che a un dato momento si uniscono per riscoprire la meraviglia della vita.


Devo dire che leggere questo romanzo dopo aver finito Timeline di Crichton mi ha dato respiro.
Respiro per la scrittura, fluida ma non banale e retorica, per la storia fatta di finezze ed eleganza e per i personaggi delicati e incredibilmente ben descritti.

Unico neo, il prezzo, 18.00 euro.
Non vorrei fare l'anziana, ma all'epoca della lira con 35.000 lire si sarebbe comprata un'edizione extralusso con copertina rigida e rilegatura di prestigio.

Ho visto, mettendo in ordine la libreria di come i prezzi dei libri si siano almeno quadruplicati con l'avvento dell'euro mettendo in crisi i lettori più accaniti. Purtroppo, per me, che leggo un libro a settimana, mi vengono fuori sui 40 euro mensili minimi per l'acquisto di edizioni economiche... insomma, se non fosse per amore, non lo farei...

Timeline - Crichton Michael

Un'azienda che opera nel campo della fisica quantistica sponsorizza un sito archeologico in Francia, tutto va bene fino a che il capo progetto, il professor Johnston, non sparisce dopo essere andato a parlare con il capo dell'azienda.

Improvvisamente 4 studenti vengono reclutati per andare a recuperare il professore e così scoprono e provano sulla loro pelle la maniera per viaggiare nel tempo attraverso la fisica quantistica. Più che viaggiare nel tempo è più un viaggiare in mondi paralleli attraverso una sorta di teletrasporto alla Star Trek. Il viaggio li porta nel medioevo nel luogo preciso in cui loro stavano compiendo gli scavi archeologici.

Inutile dire che ai nostri eroi, 3 viaggiano ed uno resta a "terra", vivranno mirabolanti avventure e che i ritmi del romanzo saranno veloci (anche se meno avvincenti che nella prima parte del libro) e che tutto finirà in maniera davvero cinematografica.

Più di 600 pagine di libro che, è da dire, si leggono velocissime, ma che non lasciano altro che la sensazione di aver letto la sceneggiatura di un filmozzo americano..

martedì, gennaio 13, 2009

domenica, gennaio 11, 2009

che rumore fa la felicità

Un pomeriggio fra amici a ridere e parlare attorno ad un tavolo, i cuori e le speranze appoggiate lì davanti a tutti nella loro fragile nudità.

Tante chiacchiere sull'amore e sui sentimenti, sui tempi e sulle aspettative.

Non c'è un vero risultato, ma una piccola consapevolezza... tutti, nel pensare al raggiungimento della felicità, mettono, al primo posto, l'amore. Una persona che ti accompagni per la vita in un escalation di felicità e serenità.

La cosa che mi ha fatto però fermare e riflettere è che c'è sempre qualcuno che ha paura.

Paura di essere felice, paura di scegliere e paura di mettere in discussione la propria vita e il modo in cui gli altri lo vedono, mettendo in pericolo proprio la felicità che tanto si vorrebbe raggiungere e che sembra sempre allontanarsi per l'incapacità d'azione che agli occhi altrui paiono insensate.

C'è chi ha paura che i sentimenti reciproci non vadano allo stesso passo e rincorre etichette per sapere se si è amici, trombamici, frequentanti o fidanzati. Il tutto con ansia e rischiando di minare un sentimento che magari ha solo bisogno di tempo per essere chiaro.


Il punto è, citando un'amica saggia: "l'amore deve far stare bene... se no a che serve?"

Amare significa esporsi e a volte soffrire, ma spesso anche provare sensazioni uniche e limpide. Significa sperare e credere in un domani e per cui, perchè accanirsi con seghe mentali e rovinare con accanimento un qualcosa che potrebbe anche essere positivo e, perchè no, anche essere motivo di dolore altrui, perchè a volte non ci si corazza di sano egoismo e sincerità e si non si fa quello che ci fa stare bene?

Le paure sono tante e tutte giustificabili...ma... in fin dei conti ha ragione un amico che, parlando e raccontando di una giovin fanciulla che gli sta facendo battere il cuore dopo una forte delusione, ha detto: "comunque vada, so che c'è un dopo" insomma la vita e i sentimenti non si esauriscono in una storia o in un amore, non possono sparire allo sparire di una persona dalla propria vita.
E' il motivo per cui si soffre tanto al morire di un amore, ma è lo stesso motivo che ci fa innamorare di nuovo.

venerdì, gennaio 09, 2009

dicembre

Il mio dicembre è stato abbastanza colmo di accadimenti...

Allora vediamo... alla fine di novembre mi era stata promessa un'assunzione, dopo 3 anni in questa azienda, e 7 in generale, di CO.CO.PRO. per cui ero ben contenta della cosa ma...che accade?
Causa crisi finanziaria, di cui tutti paiono essersi accorti solo dopo averlo letto dai giornali, il gruppo francese a cui facciamo parte ha bloccato le assunzioni e così il mio contratto rimane uguale ma con un adeguamento di stipendio. Ammetto di essere rimasta decisamente delusa.
Il lavoro, per come lo concepisco io, ti deve permettere di vivere, ma sempre più spesso i lavoratori vengono trattati come pedine. Non si ha rispetto della vita e dei progetti altrui quando di tratta di lavoro e di contratti. Non si tiene conto di questo quando si fanno le statistiche in cui i giovani stanno sempre più a casa senza poter vivere una vita da adulto e non si tiene conto dei contratti "flessibili" quando si parla di impiego....

Insomma diciamo che ho passato qualche giorno a riflettere sul fatto che il sistema ti porta a dover rinunciare al proprio talento ed alle proprie aspirazioni per cercare una stabilità.

Per ovviare a questo momento di depressione e pessimo cosmico abbiamo fatto una salto da amici a Colle di val d'Elsa:


Al rientro una trasferta di due settimane a seguire delle foto... e alla sera massaggi e terapia per la mia cervicale da 90enne....

e poi finalmente le vacanze... che quest'anno ho fatto come quando andavo a scuola! Due settimane di relax casalingo e coccole canine e amorose. Di piccoli giri e tanto, tantissimo sonno!

(io e ticchio sorpresi nel sonno)

MANTOVA: un breve soggiorno regalato da amici ci ha offerto due giorni di freddo in una città piccola vivibile e anche discretamente romantica!
(il rigoletto)

(palazzo Tè e i suoi pesci "ammaestrati che reclamavano cibo)

(noi con i nostri cappellini nuovi per contrastare il gelo)

(uno scorcio)

(l'interno della piccola e deliziosa chiesa di sant'Andrea)

(il municipio)

(il nostro bed&breakfast appena fuori città - aromadimantova.it)


Al nostro rientro abbiamo tagliato i capelli e organizzato una cena per l'ultimo dell'anno a casa, visto che proprio il 31 dicembre del 2007 mi sono state consegnate le chiavi!

(io e la Francy agghindate per le feste!)

(Ticchio e Sofia che familiarizzano tenuti sott'occhio dai papà)

e poi la neve:

(la pista ciclabile del mio paesello)

(Ticchio che scruta l'orizzonte innevato....)

(il parchetto sotto casa)

(stefano versione palombaro della neve e ticchio incuriosito dai bimbi)

e poi per finire.... Sofia con la sua nuova pettinatura:

venerdì, gennaio 02, 2009

il 2009

Gli ultimi giorni dell'anno sono stati tempestati di statistiche sulla crisi e sull'impatto che questa avrà nelle nostre vite. Sui viaggi che comunque si sono fatti e sugli acquisti comunque compiuti, su cosa mangeremo di meno rispetto allo scorso cenone di San Silvestro, del mercato del lusso in aumento e di quello immobiliare in netto calo.

Insomma pare che gli italiani siano in parte coscenti di quel che sta capitando, ma che nella realtà non facciano molto per iniziare a correre ai ripari e così, mentre nelle aziende i tagli al personale sono arrivati a funestare il natale, l'italiano fa la spesa a rate e i regali grazie a un prestito personale con tassi d'interessi folli.

Non capisco, ma come sia possibile....
Ci siamo così abituati ai vizi da non poter rinunciare a nulla?
Siamo così avezzi all'inutile e all'esibizionismo da non poter accettare di non avere l'ultimo modello di telefono o di non potersi permettere un piccolo viaggio?
Siamo davvero il popolo triste che chiede i soldi alla banca per potersi pagare una vacanza in un posto che non ci possiamo permettere?

Primo sfoghino dell'anno sull'italiano medio che vive con la testa sotto la sabbia....