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mercoledì, maggio 21, 2008

pensieri e parole

"Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,
e non c'era rimasto nessuno a protestare."

BertolT Brecht

mercoledì, ottobre 17, 2007

le paure

«Disse: "ho molta paura." Raccontò il mendicante.
"Perchè?" le chiesi e lei rispose: "Perchè sono profondamente felice, dottor Rasul. Una felicità come la mia spaventa". Gliene chiesi la ragione.
"Si prova una felicità così grande solo quando la si sta per perdere."
E io le dissi: "Zitta. Basta con queste sciocchezze."»

da Il cacciatore di aquiloni di Khaled Hosseini


venerdì, settembre 14, 2007

scena interno notte

lei: sai non volevo che leggessi quel che ho scritto perchè si evince che insomma...
.... ecco diciamo che sono pazza di te e mi vergogno un po' nel dirlo... e vabbè se però lo leggevi mi sarei vergognata, preferivo insomma dirtelo io guardandoti negli occhi...

Lei si copre il viso con un cuscino per nascondere l'emozione e l'imbarazzo nell'esporre i propri sentimenti. Lui si alza, si stende su di lei.
Sono divisi dal cuscino che la protegge.

lui: bhè allora siamo due pazzi perchè anch'io sono pazzo di te

Lei emerge da sotto il cuscino e un sorriso le divide in due il viso.
Lui la guarda sposta il cuscino e la bacia.

Il sipario si chiude su due corpi nudi che si contorcono in un passionale bacio.

giovedì, settembre 06, 2007

Le parole ingannano

Le parole ingannano: la parola piacere, infatti, nasconde realtà contradditorie, implica al tempo stesso i concetti di calore, di dolcezza, d'intimità dei corpi, e quelli di violenza, d'agonia, di grida. La piccola frase oscena di Poseidonio a proposito dell'attrito di due piccole parti di carne, non definisce il fenomeno dell'amore, così come la corda toccata dal dito non rende conto del miracolo infinito dei suoni. Più ancora che alla voluttà, essa reca ingiuria alla carne, a questo strumento di muscoli, di sangue, di epidermide, a questa rossa nube di cui l'anima è la folgore.

Confesso che la ragione si smarrisce di fronte al prodigio dell'amore, strana osessione che fa sì che questa stessa carne, della quale ci curiamo tanto poco quando costituisce il nostro corpo, preoccupandoci unicamnete di lavarla, di nutrirla, e - fin dov'è possibile - d'impedirle che soffra, possa ispirarci una così travolgente sete di carezze sol perché è animata da una individualità diversa dalla nostra, e perché è dotata più o meno di certi attributi di bellezza su i quali, del resto, anche i giudici migliori son discordi.

da "Memorie di Adriano" di Marguerite Yourcenar

sabato, luglio 14, 2007

il miele

Oggi in piazza Duomo mi si avvicina un ragazzo di colore, di quelli che vendono i braccialetti.
Mi chiama, mi giro e probabilmente il vestito che indossavo esaltava il seno. Infatti giratami lui, mi sorride con dei denti bianchissimi e mi dice:
"wow, tu sei molto bella"

senza staccare gli occhi dal seno, forse sperava rispondessero direttamente loro due con una stretta

io: "grazie"
lui: "il braccialetto te lo regalo dai, vorrei tanto dormirci sopra"

sempre fissando loro due

io: "il braccialetto non lo voglio, grazie mi portano sfiga e sto ancora aspettando che mi si rompa quello che ho su vedi? Quando si romperà troverò l'uomo della mia vita"
lui: "tu non hai mai provato ragazzo di colore?"
Io: "no, veramente no"
lui: "allora non hai gustato il miele"

lì ho sorriso sul serio perchè l'ha detto in una maniera fantastica e poi mi ha baciato delicatamente la mano che mi teneva stretta

lui: "non puoi far finta di amarmi per un po' così poi posso addormentarmici sopra?"
io: "no mi spiace, non faccio mai finta"

mi lascia la mano e mi saluta (o saluta loro due, ancora non l'ho capito)

giovedì, maggio 31, 2007

"Io" proseguì poi don Mariano "ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l'umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz'uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà...Pochissimi gli uomini; i mezz'uomini pochi, chè mi contenterei l'umanità si fermasse ai mezz'uomini...E invece no, scende ancora più giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito...E infine i quaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, chè la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre...Lei, anche se mi inchioderà su queste carte come un Cristo, lei è un uomo..."

Il capo mafia don Mariano al capitano Bellodi ne "il giorno della civetta" di Leonarda Sciascia

mercoledì, maggio 23, 2007

leggendo ho trovato la mia definizione

"... Non per niente, sono qui da cinque mesi a cercare di mettere in ordine queste idee in perenne circolazione. Non arrivo al punto di temere la pazzia, in fondo, sappiamo che nessuno è totalmete sano. Quello che temo è la lucidità. Ho paura di questa ricerca sfrenata della verità, delle risposte. Mi sfinisco cercando di mordere la mia stessa coda. Quando comincio ad abituarmi a una versione di me stessa, ne esce fuori un'altra, pinea di enigmi, e le vado dietro. C'è gente che sceglie un'unica versione di se stessa e smette di guardarsi dentro. Sono quelli i veri lunatici. Io, invece, non guardo fuori quasi mai."

da Lettino di Martha Medeiros

giovedì, aprile 12, 2007

il caso

Siamo come le palle da biliardo in una partita fra giocatori inesperti: spinte continuamente in prossimità della buca senza mai finirci dentro, se non per caso.

Samuel Butler

mercoledì, aprile 11, 2007

la risposta?

Blowin' In The Wind - Bob Dylan

How many roads must a man walk down
Before you call him a man?
Yes, 'n' how many seas must a white dove sail
Before she sleeps in the sand?
Yes, 'n' how many times must the cannon balls fly
Before they're forever banned?
The answer, my friend, is blowin' in the wind,
The answer is blowin' in the wind.

How many times must a man look up
Before he can see the sky?
Yes, 'n' how many ears must one man have
Before he can hear people cry?
Yes, 'n' how many deaths will it take till he knows
That too many people have died?
The answer, my friend, is blowin' in the wind,
The answer is blowin' in the wind.

How many years can a mountain exist
Before it's washed to the sea?
Yes, 'n' how many years can some people exist
Before they're allowed to be free?
Yes, 'n' how many times can a man turn his head,
Pretending he just doesn't see?
The answer, my friend, is blowin' in the wind,
The answer is blowin' in the wind.

martedì, marzo 27, 2007

donne con le palle?

"... abbiamo raggiunto la quasi parità. E quando riusciamo a fare le cose per benino ci dicono pure che siamo donne con le palle. Mammamia che orrore. Io non voglio essere una donna con le palle. Le tette mi bastano e mi avanzano. Non so voi, ma io non l'ho mai avuta 'st'invidia del pene.Ho avuto nostalgia qualche volta. Ma chi lo vuole? Lo stimo, il pene. E' un bell'articolo, per carità. Sa essere divertente quando si impegna."

col cavolo - Luciana Littizzetto

Ovviamente in metro ridevo come una matta stamattina!

martedì, marzo 13, 2007

colpita...

"quando hanno portato via i miei figli avevo solo 48 anni e mi sono sentita vecchia; oggi ne ho 68 ma mi sento vent'anni più giovane perchè ho imparato che l'unica lotta che si perde è quella che si abbandona, e perchè ho imparato a non patteggiare, a non arrendermi, a non tacere. E tutto questo me l'hanno insegnato i miei figli.
Io non li ricordo nè torturati nè uccisi: li ricordo vivi! Ogni votla che mi metto il fazzoletto sento il loro abbraccio affettuoso. In Plaza de Mayo, nella nostra piazza, ogni giovedì si riproduce il vero e unico miracolo della resurrezione: noi incontriamo i nostri figli.
Noi non vogliamo le loro ossa. I nostri figli sono desaparacion forzata è un crimine contro l'umanità che non va mai in prescrizione e noi vogliamo che gli assassini paghino per quello che hanno fatto.
Noi non vogliamo tombe su cui piangere, perchè non c'è tomba che possa rinchiudere un rivoluzionario. I nostri figli non sono cadaveri: sono sogni, utopia, speranza... Sono quello che furono, che pensarono, che cantarono, che scrissero, che soffrirono. Non si può seppellire tutto questo!

<...>

Noi non vogliamo soldi per la vita dei desaparecidos perchè la vita non ha prezzo. I miei figli mi hanno insegnato che la vita vale vita. Solamente vita. E non si può riparare con denaro quello che deve essere riparato con Giustizia."


da "Le irregolari" di Massimo Carlotto

lunedì, febbraio 19, 2007

Sono battiti di un’altra età che hai dimenticato,
come pagine spente di un sogno stropicciato
in piccoli tormenti, in quotidiane avversità,
fragili ricordi che chiamavi libertà.
Per un sorso di opportunità a quanto hai rinunciato,
per un brivido di vanità quanto hai già tradito.
Basta un solo attimo a contrarre la viltà,
Basta fare finta che si chiami libertà.
Battiti…

Libertà è una parola di fumo, un dato per scontato,
libertà è come un segno di croce automatizzato.
Se non sai distinguerla lei ti abbandonerà,
se non sai difenderla non ti accompagnerà.
Battiti…



salto nel vuoto - subsonica

martedì, gennaio 30, 2007

me la canticchio in testa da stamane...

Tanto pe' canta`
perche` me sento un friccico ner core
tanto pe' sogna`
perche` ner petto me ce naschi 'n fiore
fiore de lilla`
che m'ariporti verso er primo amore
che sospirava le canzoni mie
e m'aritontoniva de bucie.

mercoledì, gennaio 24, 2007

"Non voglio possedere niente finchè non avrò trovato un posto dove io e le cose faremo un tutto unico. Non so ancora precisamente dove sarà. Ma so com'è. <...> Mi sono accorta che per sentirmi meglio mi basta prendere un taxi e farmi portare da Tiffany. E' una cosa che mi calma subito, quel silenzio e quell'aria superba: non ci può capitare niente di brutto là dentro, <...> se riuscissi a trovare un posto vero e concreto dove abitare che mi desse le medesime sensazioni di Tiffany, allora comprerei un po' di mobili e darei un nome al gatto."

da Colazione da Tiffany di Truman Capote

giovedì, novembre 23, 2006

Libellule ingioiellate si libravano in volo come voci acute di bambini nel sole.

Il dio delle piccole cose - Arutundhati Roy

lunedì, novembre 13, 2006

la congregazione si strinse attorno alla bara e la chiesa gialla si gonfiò come una gola del suono di un triste canto.


arundhati roy - il dio delle piccole cose

lunedì, ottobre 16, 2006

"le stelle brinavano il cielo..."

T. Capote