mercoledì, settembre 19, 2007

la persecutrice

Tutto è iniziato con il telefono che squilla incessantemente ad ogni ora.
Un giochino sadico votato ad irritare il destinatario di così malsane attenzioni.

Squilli infiniti e alla risposta sempre un clic.

I sospetti si erano concentrati subito su di lei.
Una ragazza bruttina con cui lui aveva avuto una breve relazione e che al momento di essere lasciata si era presentata con un foglio su cui aveva trascritto tutti gli sms che lui le aveva inviato sottolineando i passaggi che, a suo avviso, denotassero sentimento.
Quasi come a presentare un contratto di promessa di eternità della loro relazione.

Lei non si capacitava del perché lui avesse scelto di non stare più con lei, lui aveva semplicemente scelto così perché non l’amava.

Il tempo passa.

Lui incontra un’altra ragazza con cui le sensazioni si evolvono di pari passo senza fatica e senza forzature.

Una mattina mentre si sta preparando ad andare al parco con la sua nuova ragazza arriva un sms pieno di insulti dalla sua ex. Rimane turbato, ma decide per il silenzio in modo da non fomentare la rabbia di lei.

Dopo poco iniziano le telefonate a vuoto. Insistenti e nelle ora più assurde.

Una sera, tornando a casa assieme alla nuova ragazza, mentre lei apre il cancello e lui aspetta in auto vede due fari, una frenata e una ragazza che scende dalla macchina.

Il volto livido di rabbia, non guarda nemmeno l’altra che rimane inizialmente confusa.
Si dirige diretta verso di lui, una postura aggressiva.

Lui la riconosce. Nota che è dimagrita molto, che il viso ora è sciupato e che lo sguardo è pieno di odio.

Lei lo ricopre di insulti.

La nuova ragazza di lui osserva la scena poco distante, e pensa bene di starsene da parte in modo che loro due se la risolvano soli.

L’altra conclude l’elenco di improperi con “spero che tu non faccia a lei quello che hai fatto a me!”
Corre verso la sua auto e risale veloce, lui la segue per spiegare e capire.
Lei si chiude dentro e riparte di corsa.

I due rimasti lì in strada si guardano.
Lui chiede scusa. Gli spiace soprattutto che lei abbia assistito alla scena, lei che non centrava nulla.

Lei lo abbraccia, lo guarda, lo bacia e dice solo:
“certo tesoro che era proprio una cozza!”

6 commenti:

ghiglio ha detto...

certo tesoro che era proprio una cozza!”
bhe lavorando nel reparto pescheria che volevi che fosse?
scena allucinante che nn auguro a nessuno.qua son tutti pazzi
W I CAZZARI

pollyester ha detto...

in effetti non avevo pensato alla doppia valenza della battuta!

eh eh

ghiglio ha detto...

cmq bel racconto,ma mentre scrivo qua mi sento osservato,oh my god!help! ahah

pollyester ha detto...

ahahha.... no dai... hai guardato se in qualche pertugio del tuo corpo non abbia infilato un rilevatore satellitare o una micro telecamera?

rudy ha detto...

Si ma di quelle pelose però ammazza che tipa oh!!!

pollyester ha detto...

la cozza pelosaaaaaaaaaaaaaaa


AHHAHAHAHHA


hai ragione Rudy!