martedì, ottobre 02, 2007

i viaggi di anna - 3

care,
il racconto di oggi sarà un pochino impegnativo, e diventerà a seguire, quando ci riuscirà un articolo.
Tanto per cominciare, e chi mi conosce potra' ridere, questa mattina sono stata intervistata per tv locale. Organizzato dalla USO, il sindacato degli operai che abbiamo incontrato per primi a Bogotà, che ci ha ricontattato tramite la OFP, l'organizzazione femminile. Abbiamo accettato perchè l'intervista andrà in onda domenica, e noi saremo già partite da qui e perchè, come penso sempre, a volte bisogna esporsi altrimenti di che solidarietà si parla?
Per tranquillizzare Luigia: profilo medio, non bassissimo, ma sui diritti umani ci sono andata giù un pochino più pesante...
Ora ridendo abbiamo organizzato che in caso di arresto... o se fermata dal das (servizi di sicurezza locali), Cinzia scappa e ti chiama. Tanto hanno inquadrato solo me...
ok?
Detto questo. su cui scherzo ma non c'è tantissimo da ridere...
Vi racconto l'incontro alla casa delle donne dove siamo state invitate a pranzo, nel barrio primero de mayo, una delle zone meno sicure della città. C'erano quattro donne che ci hanno raccontato la loro storia.
Si parla di fratello ucciso, figlio desaperecido e poi ucciso. Sorella uccisa.
Ma la storia che piu' mi ha colpito è quella di una sede desaparecida.
In una zona sud orientale della città, dopo varie minacce di vario genere alle donne che gestivano una delle case (che per intenderci sono centri con mense popolari, appoggio per le donne, aiuto, sostegno), una notte una di loro è stata avvisata che avevano rubato la casa. Lei diceva, cosa hanno rubato? e continuavano a ripetere, la casa e lei non capiva.
Allora hanno organizzato di andare a vedere cosa era successo con un gruppo di altre organizzazioni (piu' testimoni ci sono e meglio è) e quando sono arrivate nel luogo dove c'era la casa non c'era più nulla. Il vuoto.
Non solo hanno distrutto la casa, ma hanno portato via le macerie lasciando uno spazio completamente vuoto.
Così hanno reso una casa desaparecida. Non sanno dove siano le macerie.
Nna cosa devastante tanto quanto un parente per loro.
La donna che lo raccontava piangeva.
E tutto questo e' accaduto un paio di mesi fa.
....
Domani incontriamo invece il vescovo. Qui la chiesa ha un ruolo molto importante. Ci sono suore che fanno discorsi di costruzione di un nuovo sindacalismo che risponda alle nuove forme di neoliberismo...
Interessante.
Vedremo.
Domani notte si riparte per Bogotà. Questa volta ci arrischiamo a prendere il bus la notte per non perdere un altro giorno in viaggio.
Sabato mega assemblea e domenica prendiamo un volo per Cartagena con tappa a Barranquilla.

Altro giro, altri incontri. Anzi. sempre per non smentirmi.... a Barranquilla il primo ottobre parte una marcia che attraversa il paese per chiedere diritto alla salute. Vi pare che mi perdo un corteino?
Ci sono delle cose di cui non mi fido a scrivervi, e che vi racconterò, per chi ne avrà voglia quando torno.
Situazioni complicate, mascherate da democrazia.
Oggi il capo di stato di questo paese ha dichiarato alle nazioni unite che qui non c'è paramilitarismo.
E qui la gente continua a morire.
E le stesse donne ci hanno detto: se non c'e' chi continua a uccidere?
Hanno creato servizi di sicurezza privati, chiedono il pizzo, si sono dati all'usura e se non paghi, paghi con la vita.
Difficile, molto. tutto.
un bacio
a.

1 commento:

Anonimo ha detto...

¡por favor haga una correcion!
potresti mettere che la casa e' stata distrutta l'11 novembre 2001?
mi hanno segnalato questa cosa...
baci oltreoceano ancora per poco.
ana campo (mio nuovo nome)