martedì, aprile 22, 2008

cristiani di allah


ieri sera al teatro out off era in scena uno dei miei scrittori preferiti. Massimo Carlotto era la voce narrante di questo romanzo in cui, attraverso la vita di una cantante e dei due musicisti che l'accompagnano, scopriamo cosa sono i cristiani di Allah. Sono i cristiani che tra il 1500 e il 1800 hanno abiurato per convertirsi all'islam. Chi per convenienza, chi per necessità, chi per credo.

Carlotto racconta di corsari e di schiavi, racconta di un'Algeri multietnica e multireligiosa. Di una città che accoglieva e rispettava le religioni, gli orientamenti sessuali mentre in Europa si accendevano roghi purificatori per molto meno.

Una storia affascinante accompagnata, o meglio interpretata in scena da musicisti che integravano le parole di Carlotto con ritmi, strumenti ed atmosfere che ti catapultavano in un'epoca e in una città lontana e affascinante. I musicisti erano anche gli attori che attraverso la musica trasmettevano emozioni.

Un'unica pecca a mio avviso è l'uso, in alcuni momenti, eccessivo della musica a discapito del racconto. Anche se, a dirla tutta, era estremamente affascinante vedere questo tipo di musicisti all'opera. (Il mio preferito è stato Maurizio Camardi, che alternandosi con disinvoltura a uno svariato numero di strumenti a fiato era uno spettacolo anche da solo).

In Carlotto la musica è parte integrante dei romanzi e qui si arriva al culmine di avere un romanzo e un Cd per completare ed immergersi completamente nel mondo dei rinnegati.

3 commenti:

LUCA ha detto...

E Patrizia Laquidara dove la metti? :-)
Colgo l'occasione visto che ci siamo conosciuti ieri allo spettacolo per lasciare un commento sul tuo blog. ;-)
LUCA

pollyester ha detto...

grazie luca! su di lei avrei dovuto mettere un post a parte.

Una voce incredibile in una donna che, da ferma è molto bella, ma appena parte la musica si dissocia e viene completamente pervasa dalle note e si trasforma, sembra quasi deformarsi.

ghiglio ha detto...

bella serata, mi è propio piaciuta mi son sentito immerso nella storia raccontata da Carlotto,un bel modo x raccontare una storia.
ciao ghiglio