martedì, agosto 05, 2008

..coming soon

presto arriveranno le foto... per ora vi offro un sorso di questa:


domenica, agosto 03, 2008

rientrata

...ma ho la sindrome da costa crociera... ricordate lo spot in cui loro fanno colazione a casa e iniziano a piangere?

ecco è più o meno così che mi sento....

domenica, luglio 13, 2008

chiusura estiva


Me ne vo in vacanza!
e ahimè, la mia forma fisica, quest'anno più degli altri anni, è parecchio simile a quella del cagnetto rotolinoso che vi mostro....
Un sacco di chilometri ci aspettano.
Le nostre mete sono la Sardegna (Alghero, Cabras, Carloforte e Cagliari) e la Calabria dove ci aspetta la mia nonnina!
Ci si rivede il 4 agosto!

lunedì, luglio 07, 2008

non ho l'età

direi che è il titolo perfetto per riassumere la serata di sabato.
La mia amica Francesca, in occasione dell'ennesimo 25esimo compleanno (è da un po' che si è fermata a quell'età con una certa ostinazione direi) ha deciso di dare una bella festicciola.

Arrivati in ritardo ci accorgiamo che la ragazza, con la scusa di abbracciare gli invitati sta in realtà sorreggendosi sui suoi meravigliosi tacchi 14 su cui deambula non per incapacità a starci sù (è il mio idolo in fatto di km con supertacchi e, tra l'altro, inciampa con le scarpe da tennis) ma per la quantità di alcol che nel suo esile corpo si sta pericolosamente mischiando...

Non mi dilungo troppo e arrivo alla fine della serata in cui lei, dopo essere collassata sulle scale che portano al bagno è stata trasportata fuori e messa su una sedia in cui a turno le tenevamo su la testa per evitare l'accasciamento effetto week end con il morto.
Alla fine è arrivata a casa sana e salva e il giorno dopo si è ripresa discretamente.

...si accorgerà dalle varie foto che gli amici le hanno fatto dello stato in cui era.
In questo si mantiene davvero una pischella..........

nessuna cortesia all'uscita - Massimo Carlotto


Terzo romanzo con protagonista l’investigatore Marco Buratti detto l’Alligatore, che, coinvolgendo il vecchio socio Rossini si trova, suo malgrado implicato contro la mafia del Brenta.
Un’avventura violenta senza risparmio di energie e senza altri ideali, da un punto in avanti della vicenda, di salvarsi la vita contro un nemico che non si sono scelti e non si può ignorare i nostri due “eroi” riescono anche a bere, ridere e amare come nella tradizione noir di Carlotto che con questo nuovo capitolo delle avventure di Buratti ci avvolge in una lettura veloce e piena di scene vorticose in cui il protagonista matura e si delinea ancor di più rimanendo fedele a delle sue regole e limiti che, in fin dei conti ce lo fanno amare ancor di più.

La camera azzurra - Georges Simenon



Complice una promozione alla Feltrinelli su tutti i suoi romanzi, mi sono imbarcata in una lettura del tutto inaspettata di Simenon che sapevo essere il papà di Maigret, ma che non credevo essere capace di una scrittura così sensuale e torbida.

La camera azzurra è il luogo di incontro di due focosi amanti in cui riecheggiano domande e sospiri, gemiti e false promesse.
Una storia sull’amore, la passione e la follia, sulle male lingue e sui pensieri. Domande che per tutto il romanzo si ripetono fanno da sfondo a un racconto che va avanti e indietro nel tempo a ricostruire fatti e sentimenti, emozioni e particolari. Poche pagine per un tuffo nella mente.

giovedì, luglio 03, 2008

che coss'è l'amor

Che cos'è l'amor
chiedilo al vento
che sferza il suo lamento sulla ghiaia
del viale del tramonto


cantava Vinicio Capossela e mi chiedo io da qualche giorno.
Mi propongo da giorni di scrivere questo post, ma mancava qualcosa nella mia elucubrazione.
E oggi il quadro si è composto.

L'amore è per ognuno qualcosa di diverso e riconducibile a qualcun altro o qualcos altro.
L'amore è un sentimento puro che è difficile rimanga nel tempo con la stessa intensità del primo istante un cui ha preso vita. Cambia forma, modi di esprimerlo se non addirittura oggetto del sentimento ma difficilmente resta quello dell'inizio.
L'ho pensato spesso in questi giorni, avvertendo in me dei cambiamenti e rendendomi conto di essere partecipe di un sentimento in continua evoluzione nei confronti del mio uomo. Un rapporto ed un amore più forte, fatto di un legame non solo istintivo, ma emotivo che passa anche attraverso i miei frequenti cambiamenti di umore.

Continuo a chiedermi che cos'è l'amor mentre cammino per strada o mentre in metro vedo una coppia salire e vedo lei che invece che attaccarsi alle barre si attacca a lui nonostante il caldo.
Me lo sono chiesto sentendo racconti di amori che si stanno sgretolando e di amori che stanno prendendo una forma legale e ufficiale di coppie in procinto di sposarsi.

Me lo sono trovato di fronte con mio fratello e la sua compagna che commossa mi racconta dell'ecografia morfologica mentre descrive la loro bambina (e già sarà una bimba!) e me ne diceva il peso, la crescita, la vitalità.

Nonostante questo continuo a chiedermi che cos'è l'amor...

... tra le persone cambia e spesso è vittima di egoismi e cattiverie e diciamocelo, non è vero un cazzo che l'amore può tutto. Se c'è l'amore, ma manca il rispetto, la fiducia e una cura eccezionale nel coltivarlo anche l'amore con le radici più profonde e vigorose può morire in un momento di distrazione.

La risposta l'ho capita stasera e non tutti credo la possano condividere.

L'amore che resta puro dal primo sguardo all'ultimo, quando in un estremo gesto d'amore ci si saluta, è quello per un animale.
L'ho scritto anche qui più volte, ma è l'amore puro di cui sono sicura.
So che Ticchio pur amando altre mille persone è il MIO piccolo e so, che il suo affetto e la sua fiducia sono sconfinati. E l'ho capito stasera, quando un'amica amorosa mi ha detto che domani accompagnerà il suo piccolo di 14 anni a non soffrire più.
Un amore sconfinato che infatti, non ovunque si dedica anche agli uomini. Troppo egoisti per poter accettare di lasciare andare via qualcuno lontano da se stessi.

Un saluto a Otto.

venerdì, giugno 27, 2008

l'incontro

oramai lanciati verso la vita in comune, io e l'innamorato pasticcere, cogliendo l'occasione del compleanno del papà di stefano abbiamo fatto un picco happy hour domenicale a casa nostra invitando il parentado.

Terons VS Lumbard:
I genitori di Stefano arrivano puntali con la sorella e prole poco dopo mio fratello e consorte.
Mia madre arriva con un piccolo ritardo dicendo che mio padre, che sapeva la cosa da una settimana, è stato chiamato da un cliente.

Come previsto, la mamma ultrasettantenne di stefano, presentata a mia madre ha detto: "uh mamma ma come è giovane potrei essere sua madre!" e come previsto mia madre ha aperto la coda a pavone gongolandosi.

Di mio padre nessuna traccia....

nel frattempo le due mamme vanno in chiesa visto che c'era in pellegrinaggio la madonna di Fatima. Non si sa bene chi delle due ma qualcuna ha affermato: speriamo che si sposino!

Durante la loro lunga assenza noi figli, a casa, ce le siamo immaginate come delle attempate thelma e luise a vagare in fuga da tutti noi.

Di mio padre nessuna traccia.

Al rientro delle due si procede con spegnimento di candeline e canzoncine di rito. Il nipote di Stefano guarda la TV, ticchio da zampe a chiunque nel tentativo di guadagnarsi qualche schifezza da mangiare e ci sono scambi di consiglio tra donne sulla gravidanza di mia cognata.

Di mio padre nessuna traccia....

stefano, mio fratello e il papà di stefano parlano di come installare antenne e come aggiustare caldaie mentre il cognato si addormenta sul divano davanti la TV.

Di mio padre nessuna traccia....

Ma dopo sollecite telefonate finalmente arriva e si stupisce che abbiamo iniziato a mangiare e bere senza di lui... viene freddato da un: bhè se arrivavi alle 4 come gli altri invece che alle 6....

Lui che fa?
si giustifica candidamente dicendo che: "ho iniziato a imbiancare il balcone a CASA e non potevo lasciare così!"

Questo provoca un punto di domanda enorme e un'occhiata fulminante di mia madre che aveva giustificato la sua assenza con una chiamata improvvisa da una cliente...meglio così hanno capito subito con chi hanno a che fare....

Chicca: la sua mamma vede che nella parete del letto non abbiamo attaccato nulla e così parte questa breve e curiosa conversazione:

Madre Lumbard: ester, ma non avete nulla lì, ci starebbe bene una madonnina (da leggere con accento bresciano)
io: signora dobbiamo ancora deidere bene cosa metterci....
ML: non ti preoccupare, ne ho una io che ci starebbe tanto bene, la do a stefano la prossima votla che passa da casa.
io: ehm...veramente signora vede...
ML: io te la do, se non ti piace lì, la metti da un'altra parte.
io: vede signora, non voglio attaccare una madonna perchè io non ci credo...
ML: uh mamma come il MIO stefano... anche tu?
io: e sì, vede signora, io volevo attaccare questa (e tiro fuori un quadro di marilyn alla andy warhol che ci ha regalato Fiore)
ML: (fa un salto indietro e spaventata urla) OH madonna ester ma questa non è una madonna!
io: eh no appunto!

il tutto con tutti intorno che pur sapendo come sarebbe andata non hanno detto niente e si sono solo limitati a morire dal ridere nel momento del salto della povera signora....

Temevo peggio per questo incontro, ma per fortuna il tutto si è risolto facilmente e in tranquillità... con la mamma di Stefano che si è congedata da tutti così: "mi raccomando il MIO stefano...."

martedì, giugno 24, 2008

le donne

Sabato sera, come dicevo nel precedente post, ho avuto una piccola crisi di gelosia...e da lì è partita un'osservazione del mondo femmineo. Diciamo una specie di osservatorio sociologico sul campo.

Che dire, gli uomini hanno un po' l'imbarazzo della scelta nella loro caccia, se così vogliamo definire il momento della seduzione. C'è di tutto e con ogni grado di disponibilità.

prototipo di donna 1: l'esibizionista che deve piacere a tutti i costi
l'età non conta, può avere 20 come 50 anni, la donna 1 DEVE piacere e DEVE essere sexy in ogni occasione. Se va a ballare con le amiche è quella che alla fine raccatta sempre qualcuno selezionato fra i vari pretendenti. Risata facile e modo di muoversi di una sempre pronta a ... prenderlo... è quella che nei locali simpatizza con il cameriere il dj il musicista la body guard. e' quella che quando balla vuole che la si guardi e se non lo si fa acchiappa un'altra ragazza, magari sconosciuta e improvvisa un balletto semilesbo... (questa è quella che mi ha fatto venire la botta di gelosia...languida la vedo parlare con Stefano dopo avergli appioppato due bacini sulle guancie, mentre si tocca i capelli e si sistema la microgonna raso pelo. Scopro poi essere la stagista che lui vorrebbe appioppare a un suo collega giovane. Ma io non posso far altro che farle uno scanning: mascellona, gambe lunghe, pelle rovinata da una persistente acne, sorriso ebete, aria disponibile, gonna micro, contatto fisico perenne e una terza di reggiseno. Mi avvicino petto in fuori -quinta batte terza cicci-e conficcando le unghie nel fianco del mio uomo segnare come una tigre il territorio)

prototipo di donna 2: la piovra
Questo tipo di donna è credo quella del peggior tipo. Contatto fisico perenne con il proprio uomo in qualsiasi situazione. Se lui parla con un amico lei lo tiene per il braccio annuendo ad ogni affermazione, se lui va a prendere da bere lei lo abbraccia da dietro, se lui intavola un discorso con qualcuno mentre lei per caso parla con altri o beve una sua mano rimane ancorata con le unghie alla spalla di lui.... e se malauguratamente lui deve andare in bagno lei individuerà la sedia più vicina per poterlo riacciuffare appena uscito. Lei che non vive senza di lui, lei che senza di lui non esce e non vede nessuno. Lei che di suo non dice nulla, annuisce.

prototipo di donna 3: quella che deve ricominciare
di solito dopo i trenta, ha chiuso una lunga relazione che l'ha lasciata priva di forze e che per un po' l'ha fatta stare in lutto. Ma l'animo è passionale e così, dopo poco si ritrova a caccia e decisamente arrapata. Gira di solito con un'amica e con il radar individua i papabili trovandoli poi in personaggi incredibilmente simili all'ex amore, chiede in giro informazioni per scoprirne lo stato civile e rimane delusa se sa che qualcuno ha una donna. La sua missione è togliersi di dosso l'odore del grande amore.

prototipo di donna 4: l'amica rilassata
è quella che si accompagna alla 3 e che sta bene con se stessa, ha un certo successo con gli uomini che gestisce con la calma e la serenità di una relazione stabile appagante. Le piace piacere e ha tendenzialmente lo sguardo "di chi ne sa" senza però dare lo spazio fisico dell'approccio.

Altri prototipi ci sono sicuramente e una donna può esserlo tutti in base alla fase della vita che sta attraversando ed è proprio questo il nostro bello, siamo sempre diverse e imprevedibili...

l'estate

Sabato è arrivata l'estate che dopo giorni di freddo e pioggia che ci ha fatto cresciere i funghi nelle ossa è arrivata tirando una bella spallata. Ci siamo ritrovati così da i 15 gradi di lunedì ai 38 di domenica con poco gradualità.

Ma visto che il sole c'è, sono felice.

Per festeggiare siamo andati ad aprire le danze in una serata in cui dei nostri amici suonavano per la prima volta con una nuova formazione. Una serata divertente in cui qualche volta sono stata punta dalla gelosia, ma di questo e delle donne cercherò di parlare in un altro post.



Domenica, svegliati da un caldo soffocante ci siamo messi il costume e siamo andati a prendere il sole sull'adda, dove nel raggio di km eravamo gli unici italiani. Eravamo circondati da rampanti sud americani che carichi di allegria e birra arrostivano qualsiasi cosa.

Un lampo di nostalgia e ricordi mi ha fatto venire in mente di quando, come le tribù sud americane oggi, ieri, da piccina i miei e tutta una banda di parenti e amici che dal paesello calabro emigrarono qua, si andava lì e come loro, si metteva l'anguria a bagno e si accendevano griglie che andavano all'infinito mentre i bimbi scorrazzavano liberi giocando in acqua e i grandi ridevano, cantavano e ballavano...

tutto il mondo è paese e forse noi siamo diventati più snob.

Comunque il caldo era insopportabile e così abbiamo fatto l'unica cosa possibile:

mettere le sdraio in acqua e rimanere lì!

lunedì, giugno 23, 2008

ticchio e l'aspirapolvere


Paula di Isabel Allende


Isabel Allende, dal capezzale della figlia in coma a causa di una rarissima malattia, per esorcizzare la paura e la morte inizia a raccontare la vita. E la racconta attraverso la sua strampalata famiglia.

Il racconto si sussegue mentre Paula riceve cure e amore dalla madre, dalla nonna e dal marito. L’ospedale di Madrid in cui la ragazza è ricoverata diventa un po’ prigione e un po’ casa e mentre Isabel si prende cura della figlia, le racconta dei suoi nonni, della vita da piccola, degli amori e delle scelte che hanno portato alla sua nascita. Le descrive il Cile che cambia fino al golpe e a tutto quello che succederà dopo. La militarizzazione e la mancanza di rispetto nei confronti di chiunque.
Nel suo raccontare incontriamo personaggi che l’hanno poi ispirata per i suoi libri e scopriamo che la sua vita è un vero e proprio romanzo in cui storia e passione si incrociano e si arricchiscono di particolari. Incontriamo il presidente Allende e il poeta Neruda, ma diamo un nuovo senso anche ai protagonisti dei suoi libri e ai fatti narrati.

Nel frattempo Paula peggiora e la famiglia decide di trasferirla nella casa di Isabel a San Francisco.
Lì la stanza attrezzatissima in cui la ragazza vive nel suo sonno perpetuo diventa un luogo in cui trascorrere la giornata e dove si susseguono guaritori di ogni tipo nel disperato tentativo di svegliare Paula.
Ma è proprio Paula ad un certo punto ad apparire in sogno alla madre per poterle dire ciò che prova…

Un libro forte e curioso nello stesso tempo. Per un lettore della Allende anche un esercizio nel ricordare a che personaggio dei suoi romanzi somigliano le persone che lei incontra nella vita.
L’urlo di dolore di una madre e lo sfogo di una scrittrice trovano in queste pagine una combinazione avvincente e dolorosa che rende questo libro uno dei più emozionanti della Allende proprio perché meno di fantasia e più di emozioni.

mercoledì, giugno 18, 2008

la proprietà privata

io: allora mamma, facciamo che vengo mercoledì a salutarvi e così mi dici le cose della casa.
mamma: sì avevo pensato che tu e stefano potevate venire a stare a casa nostra...
io: perchè mamma, noi una casa l'abbiamo????
mamma: per controllarmi la casa così non la lascio da sola...
(i miei hanno subito un furto poco tempo fa, da notare che loro erano in casa e che praticamente non hanno rubato nulla)
io: e la mia di casa chi la cura?
mamma: e vabbè....
io: ma poi scusa in due più il cane dovremmo fare le valigie e venire 5 giorni lì perchè TU non vuoi lasciare la TUA casa incustodita e lasciare la MIA libera?
mamma: ma in casa mia ci sono più cose...
io: in casa tua ci sono più cose e infatti avete la porta blindata, l'allarme e le sbarre alle finestre...
mamma: uff... nemmeno Peppe e Francesca hanno voluto lasciare casa loro...
io: ...già... che pessimi figli....

lunedì, giugno 16, 2008

leggendo un libro

di Isabel Allende riflettevo e trovavo sempre più analogie tra la nostra politica e la storia cilena raccontata dalla scrittrice... e mi è venuta parecchia paura.

Non so voi, ma se io vedo l'esercito in strada non mi sento più tranquilla, anzi.
Quando l'anno scorso sono stata a Parigi con Fiore, siamo rimaste colpite dalla quantità di uomini in mimetica e mitra in mano sotto la Torre Eiffel.
La nostra reazione è stata quella di guardarci intorno chissà c'era una manifestazione particolare o qualcosa che ne giustificasse la presenza e nemmeno per un secondo ho pensato: ah che bello ci sono loro possiamo star tranquille.

Mi pare una strana manovra per gettare nel panico innumerevoli persone già impaurite per i cambiamenti e orientarli alla paura e a fidarsi di chi gli propone una qualsivoglia soluzione...

e così, mi viene in mente (suggerita da Anna) un'immagine della casa degli spiriti, sempre della Allende in cui lui, conservatore brinda per la caduta del governo Allende a mano dell'esercito... Immagine ispirata alla meravigliosa scrittrice dal suocero impaurito dei cambiamenti che si è poi ritrovato poco dopo la vita distrutta dalla dittatura...

mercoledì, giugno 11, 2008

vivere in centro

nel mio piccolo io vivo in centro.
Ok il, centro non è quello di Milano, ma quello di un paese di 8.491 abitanti.

Ma dai miei due balconi si vedono cose curiose.
Vedo la badante della vecchietta di fronte che parla balcone a balcone con la badante della via con cui fa angolo in una lingua incoprensibile.
Vedo la gelateria la cui proprietaria ogni volta che vede Ticchio sorride anche con gli occhi, vedo l'asilo delle suore e noto che le sorelle nello stendere i panni non mostrano mai, nemmeno stesi, gli indumenti intimi.
Vedo le sedie del bar sotto di me che di ora in ora cambiano clientela.
(Il bar è di una coppia la cui signora a un dato momento ha scoperto doti soprannaturali e con mio sgomento ha aperto uno studio da cartomante pubblicizzato su un giornale locale di cui la signora fa pure l'oroscopo. Insomma un bel personaggino da paese.)

Ogni tanto vedo qualche amica passare, e le montagne quando il cielo è libero da nubi.

Insomma non so se si capisce, ma vivere nel mia casa mi piace talmente tanto che già nei miei sogni, quando sogno di essere a casa, è proprio lì che mi trovo, nel mio insieme di colori e luce.

martedì, giugno 10, 2008

sex & the city


noi ragazze dell'ufficio non potevamo perderci quest'uscita cinematografica tanto attesa dal mondo femminile e gayo quindi lo scorso giovedì ci catapultiamo fuori dall'ufficio e andiamo al cinema più vicino per lo spettacolo da happy hour, visto l'orario (18,40).

Dopo qualche trailer e pubblicità varie, mentre notiamo la popolazione della sala: gruppi di donne e soli 4 uomini, di cui 2 visibilmente gay e 2 trascinati da mogli come se fossero al patibolo, si spengono le luci e la nota sigla rivisitata in chiave più 2008 ci immerge in quel clima che tanto amiamo. Un breve riassunto di dove eravamo rimasti ed eccoci di nuovo a New York, tra scarpe, chiacchiere, amore e sesso.

Senza dilungarmi su quel che accade alle singole protagoniste, cercherò di dare un giudizio obiettivo nonostante lo sconsiderato amore per la serie da cui tutto è partito.

Le nostre 4 appaiono, chi più chi meno, chi meglio chi peggio, un po' invecchiatine.
La storia procede con dialoghi divertenti e senza quella sensazione di dilungamento che si ha quando dal piccolo si passa al grande schermo. Le personalità delle protagoniste pare smarrirsi in alcuni momenti per poi ritornare alla loro identità. I cambi di abito vorticosi si susseguono (mai visti tanti marchi in un film) e la vita va avanti.

Il finale è prevedibile, ma noi donne cresciute (e fottute) a suon di cenerentola e altre principesse salvate dal principe azzurro sospiriamo e ridiamo (anche aiutate da scene un po' vanziniane) fino alla fine.

Gli uomini paiono, dopo qualche peripezia, meno stronzi e meno freddi che nella serie e le donne sono più speranzose e anche meno dure, pronte ai compromessi.

La cosa che si impara da un film leggero come questo?
  1. siamo state fregate dalla sindrome di cenerentola
  2. se ti sposi fai la separazione dei beni che non si sa mai come potrà andare
  3. tieni d'occhio i peli
  4. di scarpe non se ne hanno mai abbastanza
  5. gli anni '80 sono stati lo sfacelo del gusto

giovedì, giugno 05, 2008

ruoli invertiti?

Leggendo sul sito di repubblica ecco che trovo:

La denuncia dopo la scoperta che la ragazza è incinta
L'uomo dovrà rispondere di violenza sessuale aggravata
Marocchina stuprata a Milano
Arrestato un trentenne italiano

Dalle indagini sono emersi altri due abusi su adolescenti delle scuole medie
Per attirare in casa le sue vittime Gaetano Calicchio usava anche l'hascisc

la notizie era a fondo pagina. Dopo la valanga di notizie in cui la percezione era quella che immigrato fosse sinonimo di stupratore, ladro, violento ed usurpatore in base all'accorenza l'occhio mi è subito caduto sul fatto di cronaca che nella tristezza della vicenda crea un attimo di disorientamento.
I voti sono stati, a mio parere, come a parere di molti altri, pilotati attraverso i mezzi di informazione che hanno creato una serie di allarmismi xenofobi al limite della follia. A cui sono seguite misure di sicurezza a "rastrellamento" che hanno fatto tirare un sospiro di sollievo a tutti gli italiani terrorizzati....

vabbè mi sto dilungando... e pure un po' incazzando... e in più mi è venuta in mente una frase che un amico della mia amica Anna le ha detto, dopo anni che non si sentivano, quando lei le ha raccontato di far parte di alcuni movimenti: "occhio i tempi sono cambiati".....

mercoledì, giugno 04, 2008

i bee hive

ricordate la trasposizione in telefilm tutto italiano tratto da kiss me licia?

Ricordate i bee hive?

Ricordate Mirko dal ciuffo rosso?
Bhè, ieri lo abbiamo incontrato in pausa pranzo.
A noi ragazze, bimbe al tempo del telefilm ci veniva da ridere...

Comunque, arriviamo in ufficio e con google abbiamo per prima cosa conferma che era assolutamente lui, ma soprattutto che:
  1. vorrebbe partecipare a un reality (a music farm pare non lo abbiano voluto visto che in realtà non cantava lui le canzoni del gruppo)
  2. forse che forse parteciperà alla Talpa
  3. ci sarà una reunion del gruppo.

Delle prime due scoperte non mi stupisco visto che a sti reality ci vanno tutti anche gente che non ho mai visto ma che una volta, per due mesi è apparsa in quella trasmissione.
Ma dell'ultima sono allibita visto anche i prezzi del concerto:
per un biglietto, per il concerto di Lignano Sabbiadoro dell' 11 luglio, il prezzo è di 20 euri + 3 di prevendita!


Per vedere i BeeHive invecchiati e senza ciuffi rossi e senza nemmeno Marco Bellavia??????

mah!

martedì, giugno 03, 2008

cattolica

Questo fine settimana ho fatto la mia prima esperienza sulla riviera romagnola.

Per entrare bene nella parte abbiamo prenotato all'hotel Miramare a 2 stelle in mezza pensione. Mi ha stupito l'organizzazione pazzesca e il prezzo irrisorio dell'albergo.
Mentre all'alta percentuale di pensionati e poppanti ero psicologicamente preparata.

Ok il mare non è un granchè e se ti va male finisci in 15esima fila con l'ombrellone, ma alla fine se la si prende con la giusta filosofia del "vado lì e non faccio nulla" è perfetto.

Risultato: abbronzatura invidiabile e relax completo visto che a tutto pensavano i romagnoli, sempre se si prende con una calma zen le code in autostrada uccidendole con tanta musica cantata a squarciagola e prendendo in giro quelli che, come coleotteri impazziti, passavano da una coda all'altra senza nessun risultato tangibile.

martedì, maggio 27, 2008

viva per raccontare - Ilibagiza Immaculée, Erwin Steve



Immaculée esiste davvero.
Immaculée nasce in una famiglia amorevole e aperta al prossimo. Una famiglia fatta da insegnanti che educano i propri quattro figli all'uguaglianza e ai dettami cattolici in cui tutta la famiglia crede.


Immaculéè non conosce il concetto di razza fino a che un insegnante non le chiede a quale etnia appartiene. Per lei tutti sono uguali, tutti sono figli di Dio.


Scopre di essere tutsi e scopre come questo sia discriminante. La sua determinazione e quella della famiglia la porta comunque ad eccellere negli studi ed è proprio in un campus mentre iniziano ad arrivare le notizie dei primi scontri etnici. Raggiunge la famiglia e mentre è al suo villaggio iniziano gli attacchi e i massacri. Il padre, guida di molta gente del paese e anche della zona perpetua ad affidarsi ala governo non credendo i suoi amici e vicini capaci di tanta violenza. Fa però scappare Immaculée che viene nascosta da un parroco in un piccolissimo bagno insieme ad altre sei donne. Vi rimane per tre mesi in cui il suo corpo deperisce e in cui sente dall'esterno la violenza che si sta abbattendo sul villaggio, sente attraverso la radio la propaganda al massacro sostenuta dal governo, patisce la fame, la mancanza della famiglia ma compensa con quel che ha. Lei ha solo una grandissima fede che l'aiuterà a sopravvivere a tutto questo dolore.
Quando finalmente esce dal nascondiglio scopre un paese pieno di cadaveri, scopre la lentezza degli aiuti dall'estero e l'indifferenza del mondo di fronte a una pulizia etnica fatta di violenza e odio. Scopre che la sua famiglia è stata massacrata in maniera barbara proprio da chi ha fatto parte della sua comunità. Si è salvato solo un fratello che era in Zaire per motivi di studio.
Il resto della storia è quello di chi, elaborando il lutto è riuscito a debellare in se stesso il seme dell'odio e della vendetta e ha perdonato gli assassini dei suoi familiari ed ha iniziato un lavoro di aiuto alle Nazioni Unite.
Una storia tragica ma di speranza che mi ha trovato inorridita nonostante sapessi della mattanza compiuta in Ruanda. La violenza e la cecità di un popolo armato dal proprio governo è raccapricciante. L'uso dell'informazione per fomentare l'odio mi fa paura perchè in parte non differente da quello che sta accadendo qua in cui i mezzi di informazione pubblica continuano a ricordarci di come il diverso sia pericoloso.
La parte che io ho qui messo marginalmente della vicenda è invece la fede di Imaculée. Un modo di credere che non mi appartiene ma che è parte integrante della storia e che si manifesta in ogni momento attraverso forme di dedizione e richieste di aiuto in tutto il vissuto di questa donna che dà, come senso a tutto quel che le è successo dicendosi che é viva per raccontare, per non dimenticare e per aiutare chi come lei è riuscita a soppravvivere e ad andare avanti attraverso il perdono e, nel suo caso, una completa e totale fede in Dio.

lunedì, maggio 26, 2008

c'è chi dice che...

... non dà il patrocinio del ministero al Gay Pride perchè secondo i suoi amici non c'è più discriminazione... e poi c'è chi non la vede così... e seppur si tratti del proprio figlio preferisce ucciderlo piuttosto che accettarne l'omosessualità.

mercoledì, maggio 21, 2008

pensieri e parole

"Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,
e non c'era rimasto nessuno a protestare."

BertolT Brecht

martedì, maggio 20, 2008

festa!

Come preannunciato sabato abbiamo festeggiato.
Una trentina di amici ci hanno festosamente invaso la casa. Una serata tranquilla, con amici che, chi per fare gli auguri a Stefano, chi per vedere la casa e come ci eravamo sistemati, chi per farci gli auguri per la scelta di vita assieme, ci ha raggiunto in quel del paesello.

A un certo punto, dopo aver avuto per un po' come guest star la piccola Emma Celeste di appena due mesi è arrivato il vero padrone di casa: Ticchio. Ha elemosinato coccole e cibo ed ad un certo punto è riuscito pure ad agguantare una fetta di torta sbrisolona al cioccolato....

ecco piccoli frammenti:

(il salotto invaso dagli ospiti)

(ticchio che cerca di muovere a pietà Fiore)

( Ticchio che è riuscito a farsi dare qualcosa da mangiare)

(io che porto la torta a Stefano che tra l'alcol e la felicità aveva un'espressione un po' alienata)

lunedì, maggio 19, 2008

non buttiamoci giù - nick hornby

Dopo un primo approccio felice con l'autore eccomi a una nuova lettura.

Il libro ha un po' un titolo da manuale di auto-aiuto... ma alla fine è poi la base della storia.

Quattro persone si trovano sul tetto di un grattacielo chiamata "la casa dei suicidi" la notte dell'ultimo dell'anno con l'intenzione di buttarsi.

Quattro persone che tra loro in un'altra circostanza non si sarebbero mai nemmeno rivolti la parola si ritrovano a salvarsi la vita. Un presentatore televisivo finito in disgrazia perchè beccato con una minorenne, una donna che ha dedicato la vita al figlio disabile, una ragazzina disadattata, logorroica, sboccata e bisognosa di affetto e un giovane americano che ha fallito nella musica e lavora come consegna pizze.

Questo improbabile gruppo si ritrova a raccontarsi. Ed è quello che noi leggiamo. I racconti fatti da ogni personaggio ci dice quel che accade dentro e fuori di loro, quattro modi di parlare e di muoversi che Hornby è bravissimo a differenziare, ci accompagnano nell'evolversi di questo gruppo di auto-aiuto.

Ironico e amaro. La solitudine, l'incapacità di parlarsi e di capirsi si uniscono a situazioni paradossali che creano una storia che si legge con un sorriso.

venerdì, maggio 16, 2008

auguri a colui che....

... ha glassato la mia vita (ed il mio punto vita)

insomma l'amore pasticcere oggi compie 31 anni...

domani si festeggia a casa e già che ci siamo ne approfittiamo per inaugurare la casa e festeggiare anche la convivenza a nove mesi dal primo bacio e poco più dalla stretta di mano di presentazione...chi l'avrebbe mai detto... io no di certo! ma sono felice.

giovedì, maggio 15, 2008

ticchio con i calzini


domenica Ticchio insisteva a smangiucchiarsi le zampe, così, appurato che non avesse né spine né robine infilzate chissà dove, gli abbiamo disinfettato i punti che sanguinavano un pochino e messo un cicatrizzante...visto che continuava a leccarsi e mordicchiarsi ho avuto l'idea, poco amata da lui, di mettergli i calzini. Li ho dovuti fissare con degli elastici perchè continuava a levarseli...

inutile dire che mi ha odiato, ma solo per un pochino...è troppo un patatone...poi è troppo carino pure con le calzine da yoga!

lunedì, maggio 12, 2008

cinque terre







mercoledì, maggio 07, 2008

scrivo da casa

visto che ho la connessione e visto che causa febbre, raffreddore, mal di gola e mollaggine sparsa non ero davanti il monitor in ufficio.

scrivo da casa anche se di preciso non so bene di che...

...potrei buttarla sul narrativo e raccontare un weekend al mare a prendere il sole, visto che in piedi non mi reggevo molto, ma potrei dirvi che ho cercato di godermi lo stesso la vacanzina...

...potrei dire di come sono felice perchè due piccoli nipotini sono finalmente arrivati a casa dopo un mese dalla loro nascita...

...potrei dire che in questi giorni di riposo forzato è stato bello fare la pennica del pomeriggio, un lusso che da un po' non riesco a concedermi...

..potrei dire che sto organizzando una festa, potrei dire che mio nipote misura già sette centimetri dalla testa al mini-culetto, potrei aggiungere che ho qua Ticchio appoggiato ai piedi, potrei dire che l'influenza è passata da me a Stefano, perchè in fin dei conti, con felicità ci respiriamo addosso, ci addormentiamo abbracciati e ci salutiamo ogni mattina con un bacio, anche quando lui esce alle 5 del mattino di casa...

..potrei dire che sono qua, a casa mia, che me la sono goduta in due giorni e mezzo di malattia, che me la sono respirata..

potrei dire tante cose, ma la testa mi rimanda ai vari tg...

... e potrei dire tante cose, ma rischierei di essere vittima anche io di una strumentalizzazione.
Parola parecchio in voga tra i politici, tra quelli che rinnegano il loro passato politico per una prospettiva più democratica ma che in fin dei conti sono sempre stati troppo a destra... persone che rinnegano le foto in cui vengono ritratti mentre fanno il saluto romano, o magari che avevano tra gli amici dei picchiatori da giovani che in fin dei conti erano solo ragazzi, ragazzi che sì, alla fine stavano un po' a destra politicamente, che sì, in fin dei conti erano apertamente dei nazisti, ma che in fin dei conti sono ragazzi come altri... con la differenza che si sono permessi il lusso di farne fuori un altro di ragazzo, incontrato in quel momento, che non avevano mai visto, ma che loro hanno massacrato così, in un gesto di violenza gratuito e bestiale, dettato da non si sa quale istinto... e mi chiedo perchè non strumentalizzare l'accaduto?
Se a compiere il gesto fossero stati che so... 5 ragazzotti rumeni o nord africani il Veneto unito e sostenuto da un'indignata Italia avrebbe strumentalizzato l'episodio per ricordare a tutti che da che ci sono tutti sti stranieri non si è più sicuri. Che quando non c'erano tutti sti extracomunitari si stava tranquilli a casa propria. Mi immagino anche le marce, magari capeggiate dalle stesse facce che ora ci dicono di non strumentalizzare politiciamente l'accaduto, gente di verde vestita e qualche nota di nero qua e là...ma ben nascosto perchè di quel nero ora non vi deve essere più traccia...

insomma alla fine ho detto tante cose...

mercoledì, aprile 30, 2008

primo maggio

Qualche senso di colpa ce l'ho.... domani sarò al mare.

Ma siccome sono precaria, vi segnalo questo sito: sanprecario.info

e poi eccovi la locandina della mayday parade

Buon primo maggio a tutti.

il papy geloso

Dopo un po' di mesi il mio papà ha realizzato che condivido la vita ed il corpo con un uomo.
+
non sono più piccola tanto da vivere prima sola e poi con l'uomo di cui sopra
+
non sono più la SUA bambina
=
il papy terons è geloso

la cosa l'ha espressa apertamente davanti a tutti dicendo a Stefano che lui è geloso di me e che ha poi messo in pratica facendo cose curiose.

Un esempio? A una cena, Stefano allunga la mano e mi prende un braccio e inizia ad accarezzarlo, mio padre lo vede e in maniera istintiva mi prende l'altra mano. Insomma ero bloccata e non ho potuto mangiare più niente. Stefano notando la scena si è alzato con la scusa di andare dietro al cane.
Mio padre ha così potuto, con tutta la sua mole, avvicinare una guancia alla mia faccia e a dirmi con tono coccoloso: mi dai un bacino?

Con risolino di fondo di mia madre....

Inutile dire che la frase "mi dai un bacino" è diventata una simpatica parodia da utilizzare ogni tanto lontano dagli occhi paterni...

Gomorra - Roberto Saviano

Di questo libro si è tanto parlato che ho aspettato un po’ di tempo dalla sua uscita per avventurarmi nella lettura. Per evitare inquinamenti da parte di lettori e media.
La cosa è servita a poco visto l’eco che il libro ha avuto, tanto che settimana scorsa, per fortuna a fine lettura Rai Due trasmetteva uno speciale Anno Zero e la trasposizione teatrale di Gomorra.

C’è chi l’ha definito viaggio nel sistema, io lo chiamerei documentario.
È un mix di racconti autobiografici, atti processuali e considerazioni sociali.
Espone ed analizza come la camorra vive.
La sua economia, la sua immagine, il suo commercio, il reclutamento degli uomini e l’addestramento. L’ascesa e la caduta dei clan, le fissazioni e le manie. Il modo in cui l’attività illegale si fonde con quella legale e il mondo in cui l’illegale viene visto come legale e come unica fonte di sostentamento per un intero paese.

C’è chi, vedendo il libro sulla mia scrivania in ufficio, mi ha detto: “ma che fai lo leggi? Come se ste cose non si sapessero e questo si è pure rovinato la vita e ora vive sottoscorta”

Le cose si sanno, ma se non ci sei dentro non le vedi completamente e soprattutto a furia di dare per scontato che le cose si sanno nessuno ne parla più e se non se ne parla più è come se agli occhi “del pubblico” non esistesse….

Non saprei definire quale dei capitoli del romanzo è il più incredibile, se l’addestramento dei giovani affiliati o se la mania per la cinematografia dei boss o il modo per testare la droga ….

Non so…

Ma ora mi ci vuole un libro ironico per staccare….

lunedì, aprile 28, 2008

25 aprile

un 25 aprile sottotono a Milano, poca gente e mi è parsa anche poca partecipazione, non so se per sfiducia, per disillusione o che...

Però il sole era alto, le guance si sono arrossate e si è incontrata un po' di gente che non si vedeva da un po'...

martedì, aprile 22, 2008

farò un figlio?

Ultimamente sono circondata da atmosfere materne e non ci posso fare nulla, mi intenerisco.

Mi intenerisco a vedere un piccolo che pesa 1,7 kg e che è uscito dal corpo di una delle mie migliori amiche, mi intenerisco a vedere il pancino di mia cognata che cresce, insomma sono umana.

Purtroppo in molti mi hanno predetto voglia di maternità.
Da chi mi conosce a chi, come la commessa di Mediaworld, non sa farsi i fatti suoi.

La realtà è che sono felice per gli altri, ma all'idea di vedermi con un pancione con gli ormoni impazziti e le caviglie gonfie prorpio mi fa rabbrividire. Ho l'istinto da zia più che da mamma.

Così, al prossimo che mi chiede o che mi dirà con certezza che entro l'anno sarò incinta rispondo come ho risposto alla commessa di Mediaworld di cui riporto la curiosa conversazione avvenuta 2 settimane fa durante una pratica di finanziamento:

commessa: siete sposati?
io e lui: (in coro) NO!
commessa: convivete?
io: sì
commessa: la residenza lui l'ha dove vivete?
lui: no viviamo assieme da due settimane
commessa: (con sguardo intenerito) o che bello... vedrete, fra un anno farete un figlio
io: non credo
commessa: vedrai vedrai, ne sentirete la necessità
io: abbiamo già un cane grazie
commessa: (con disappunto sussurra) ah bhè compensa...

cristiani di allah


ieri sera al teatro out off era in scena uno dei miei scrittori preferiti. Massimo Carlotto era la voce narrante di questo romanzo in cui, attraverso la vita di una cantante e dei due musicisti che l'accompagnano, scopriamo cosa sono i cristiani di Allah. Sono i cristiani che tra il 1500 e il 1800 hanno abiurato per convertirsi all'islam. Chi per convenienza, chi per necessità, chi per credo.

Carlotto racconta di corsari e di schiavi, racconta di un'Algeri multietnica e multireligiosa. Di una città che accoglieva e rispettava le religioni, gli orientamenti sessuali mentre in Europa si accendevano roghi purificatori per molto meno.

Una storia affascinante accompagnata, o meglio interpretata in scena da musicisti che integravano le parole di Carlotto con ritmi, strumenti ed atmosfere che ti catapultavano in un'epoca e in una città lontana e affascinante. I musicisti erano anche gli attori che attraverso la musica trasmettevano emozioni.

Un'unica pecca a mio avviso è l'uso, in alcuni momenti, eccessivo della musica a discapito del racconto. Anche se, a dirla tutta, era estremamente affascinante vedere questo tipo di musicisti all'opera. (Il mio preferito è stato Maurizio Camardi, che alternandosi con disinvoltura a uno svariato numero di strumenti a fiato era uno spettacolo anche da solo).

In Carlotto la musica è parte integrante dei romanzi e qui si arriva al culmine di avere un romanzo e un Cd per completare ed immergersi completamente nel mondo dei rinnegati.

lunedì, aprile 21, 2008

sabato

è stato strano.

è stato strano vedere una mia amica che è diventata mamma. Che è diventata grande, che cullava il suo piccolo al petto, che lo guardava, lo accarezzava, insomma lo amava. Lo stesso amore che esprimeva mentre accarezzava l'altro piccolino, che ancora non ha preso in braccio.

Sono arrivata a casa ed ero stranamente muta. Non riuscivo a spiegare cosa provavo.
Non riuscivo a spiegare cosa avevo visto. I bimbi sono combattivi. I loro genitori si capivano a gesti attraverso i vetri dei reparti, senza parole, solo con gli occhi e pochi movimenti delle braccia.

Vedevo una famiglia. E questo in parte mi ha impressionato, perchè forse mi sono distratta un attimo e improvvisamente siamo cresciute.

Vedevo una famiglia e vedevo amore. E questo mi ha commosso.

venerdì, aprile 18, 2008

promesse

tanti anni fa due giovinette, ritrovandosi in un momento di dolore per una scomparsa ingiusta si fanno una promessa:

ragazza 1: se un giorno avrò dei bambini i miei bambini non avranno più la zia....
ragazza 2: ..... ma.... se vuoi....
ragazza 1: vuoi fare da zia ai miei futuri bambini?
ragazza 2: te lo stavo per proporre io e tu lo sarai dei miei....

dopo anni.... tipo 10/11... la ragazza 1 fa due bambini in un colpo solo, che per troppa fretta di nascere, hanno deciso di uscire dalla pancia della loro bella mamma un po' troppo presto, e così sono nati al mare, sono piccolini ma già combattivi.

Domani, con un'ape curiosa (che finalmente ha riscritto qualcosa sul blog) vado a conoscere i miei nuovi nipotini che sono nati a Genova... o, visto che forse non li potremo vedere, andremo almeno a baciare i neogenitori.

Facendo conto che sono mesi che non ci vediamo con l'ape, passeremo 4 ore in treno a tirare scemi i malcapitati viaggiatori di trenitalia con i nostri aggiornamenti e spetegolezzi...

mercoledì, aprile 16, 2008

persepolis

Era da tempo che non vedevo un film che mi lasciava addosso la soddisfazione di aver scelto bene.

Persepolis è la trasposizione cinematrografica di un romanzo a fumetti iraniano che racconta la vita della scrittrice, Marjane Satrapi, nonchè regista del film assieme a Vincent Parannoud.

La vita di una bimba che diventa donna nell'Iran della rivoluzione islamica. Figlia di una famiglia borghese Marjane si trova a dover convivere la sua condizione di donna educata libera in un paese in cui la libertà è limitatissima, soprattutto per le donne. I genitori per proteggerla la mandano in Austria a studiare, dove seguiamo la sua adolescenza e infine il suo ritorno a casa. Seguiamo divertiti i suoi amori, i contrasti con il pensiero occidentale, e il suo scoprirsi donna mentre con un occhio pensiamo alla situazione storica vissuta.

Una storia commovente e divertente. Momenti storici intervallati dal vissuto della protagonista ci fanno vivere il racconto con una partecipazione dolce e melanconica.
Poesia, dolore e risate si sposano ad un disegno semplice ed espressivo che lontano dai prototipi americani ci fa assaporare attraverso il bianco e nero e il poco colore il tempo che passa e le emozioni in un sorso.

che dire....se non si era capito mi è piaciuto parecchio.

Denti bianchi – Zadie Smith


Era tempo che non leggevo un libro così ricco di personaggi e anche, a dirla tutta così lungo (552 pagine). Faccio questa premessa per spiegare anche quello che è poi il mio giudizio finale.

Questa giovane scrittrice (all’epoca 23enne) si imbarca in una intricata storia di due famiglie multietniche a Londra. Ogni personaggio entra singolarmente nella storia. Le due famiglie si formano durante il romanzo, con lo scorrere delle parole nascono figli, i genitori invecchiano, Londra cambia intorno a loro.

La particolarità del romanzo è che ogni capitolo è un approfondimento di un singolo personaggio. Anche quelli che per 300 pagine spariranno sono analizzati e descritti in maniera certosina, sia nell’aspetto che nel modo di essere e nella possibile evoluzione. Ogni personaggio ha un suo posto nella storia e nessuno si perde. Tutto alla fine torna come in un puzzle composto da pezzi piccoli e complicati.

Credo che questo sia un po’ il motivo per cui, molti hanno abbandonato la lettura (come da testimonianza sia diretta, sia da internet).
Pare insomma che la storia non decolli, il lettore attende una sorta di colpo di scena, mentre continua a leggere i vari punti di vista su un evento da parte di ogni personaggio. Questo è forse il suo handicap ma nello stesso tempo è la sua forza. I vari punti di vista danno l’idea di una città multietnica che vive ricca di persone alla ricerca di una propria identità, di una propria origine e di una propria storia da riuscire a far convivere con la realtà inglese.

martedì, aprile 15, 2008

election day

Che dire delle elezioni....

Gli italiani vogliono la destra

Gli italiani hanno premiato il bipartitismo

Gli italiani vogliono Bossi

I siciliani vogliono Lombardo

La sinistra non c'è più

Pierferdy c'è

La donna "che crede" non c'è (qualcosa di buono c'è!)

Pare che qualcuno chiedendo il Manifesto in edicola sia stato guardato come uno che ha appena subito un lutto

Ho visto Bertinotti dire stizzito a Fassino "se volete dire che è colpa nostra ditelo!"

Chissà... ho visto il nano vincere...il bananero di arcore, quello per cui ci prendono per il culo all'estero, quello che racconta le barzelette, quello per cui le donne sono poppe e culo, quello che dice toglierà l'ICI, che vorrà farsi presidente delle repubblica (solo dopo averne aumentato i poteri), quello che ci farà ricchi, quello che ci regalerà il miracolo italiano, quello che camminerà sulle acque e che in più ci darà a tutte suo figlio in sposo...

lunedì, aprile 14, 2008

fine settimana

Continua a piovere... nell'unico spiraglio del week end in cui il sole ha fatto cucù dietro le nuvole mi sono sdraiata al parco, ora ho un po' di mal di gola visto che c'era vento e la temperatura seguiva un'escursione termica degna del deserto...

Nota positiva: sono andata a votare e la signora che consegnava le schede ha chiesto se avevo l'età per votare al Senato. Uscita dalla cabina, metto le mie schede nelle urne e con un sorriso enorme prendo la mano della signora e le dico: "Grazie per avermi dato meno di 25 anni!"

venerdì, aprile 11, 2008

settimana strana...

...chissà come si concluderà!

Domenica scorsa i ladri, nella notte, sono entrati dai miei, rubando poco a dire il vero, ma terrorizzando mia madre tanto da non volermi più dare il cane... Ticchio era da me al momento del furto, per cui essendo eroe mancato, hanno ora riposto molte speranze sulla sua guardia. Nel frattempo i terons si sono attrezzati con allarmi e grate.

Martedì mi hanno chiamato per dirmi che, con quasi due mesi di anticipo sono nati i gemellini di una mia cara amica. I piccini hanno qualche problemino dovuto alla precoce nascita, ma i medici hanno tranquillizzato i neo genitori. Nel frattempo qui, un allegro comitato di comari si sta psicologicamente preparando a quando i piccoli arriveranno finalmente a casa.

Poi mettiamoci il tempo novembrino che sta perversando in questa settimana pre-elettorale...

e domenica si vota... chissà sotto che governo saremo la prossima settimana... a dirla tutta, l'idea del nano di Arcore mi terrorizza, ma anche Uolter non mi entusiasma... anzi.

Oggi leggevo sul sito di repubblica del comizio di Silvio di ieri, di come più che un evento politico sembrava una sorta di culto della personalità... il nano è carismatico pare, così tanto da far fare a un padre un gesto che di solito si chiede ai papi... Gli ha dato in braccio il suo piccolo pupo e gli ha scattato una foto... pare che il folle padre abbia poi sussurato al pargolo in fasce: "diventerai ricco"..

... forse è questo il miracolo italiano che San Nano ci ha promesso anni fa?
Il desiderio di estrema ricchezza...

o forse ha promesso solo il desiderio...

Buon voto!

detto del dì

dopo che l'altro giorno ho postato un detto su Aprile... ha iniziato a piovere... per cui beccatevi questo:

Aprl, prilett, on dì cald, on dì fredd
Aprile, apriletto, un giorno caldo, un giorno freddo.
Per indicare l'instabilità del tempo durante la primavera.

Posto anche una foto che ho fatto lunedì, (... oggi non c'è abbastanza luce per fare una foto fuori, nonostante sia mezzodì...sigh!) per ricordarvi che è primavera e che la speranza che il sole ed il caldo torni c'è!

mercoledì, aprile 09, 2008

187.3

dopo le prime due puntate ecco come sta andando con le Telecom...

Sabato mi chiama un omino per confermarmi l'appuntamento per attivare la linea:

Telecom: signorina le confermo l'appuntamento 8,30/9,30
io: bhè sì... ma alle 8,30 o alle 9,30? Sa per avvisare in ufficio a che ora arriverò...
Telecom: 8,30 BARRA 9,30
io: ....a, nel senso che può arrivare alle 8,30 come alle 9,30?
Telecom: sì i tecnici si gestiscono da soli.
io: .....

Non ho potuto far altro che, nella mail in cui avvisavo l'ufficio della mia assenza, di riportare la curiosa conversazione, almeno mi possono comprendere....

martedì, aprile 08, 2008

regali

Stefano come prima modifica in casa ha eliminato il mio caro televisore, che vibrava, gracchiava, ed aveva una fascia a lato in cui i personaggi che giravano per la scena diventavano di colpo lilla... ma che volete, dopo il colpo basso che gli avevo tirato era già tanto che non si fosse rotto!

Comunque, ha comprato un super televisore che si abbina benissimo al resto della mobilia... e già che c'era mi ha fatto un bellissimo regalo... visto che me l'avevano rubata andando da lui.... mi ha donato una bellissima nuova macchina fotografica.

Il primo modello, come sempre è Ticchio che quando vede una macchina fotografica si blocca pronto ad essere immortalato... a cui si è aggiunto il mio benefattore:

Così finalmente, invece di inondarvi di parole, posso esprimere sinteticamente le cose attraverso le immagini!

giovedì, aprile 03, 2008

è sempre lui

Era nato il 3 aprile del 1924...

... era un sex simbol di quelli che ahinoi! non esistono più...

... la sua visione in un tram chiamato desiderio era a dir poco conturbante...

... la sua figura seduta sulla poltrona nel padrino non può che essere icona...

Insomma alla fine è sempre lui... che se ne è andato il 2 luglio del 2004, mentre girovagavo e curiosavo in un negozio di Barcelona, alla radio ho sentito che lo si nominava, non capendo benissimo chiesi alla commessa se poteva ripetermi cosa avesse detto lo spiker, ma lei non era stata attenta...
Era lui che se ne era andato, lasciando figli sparsi e nemmeno troppo apposto con la testa, ma segnando con i suoi film, le sue matemorfosi e il suo carisma la storia del cinema.

E che...

.... troneggia anche come mio desktop. Auguri Marlon...

detto del dì

è un po' che non scrivo un bel detto milanese, eccone uno semplice semplice per questo mese appena iniziato:

April el fa i fior e magg el gh'ha l'onor
Aprile fa i fiori e maggio ne ha l'onore.
Perchè i primi germogli si notano appena, mentre il rigoglio della fioritura in maggio abbellisce la natura

nuovo look

Come potete vedere il blog ha tutto un nuovo look, un po' perchè, facendo grafica per lavoro era scandaloso che io rimanessi con un template predefinito... ma soprattutto perchè il vecchio template era uguale a quello di Mastella!

Spero sia di vostro gradimento...

venerdì, marzo 28, 2008

vita a due anzi a tre

Non sono incinta... è solo che il pasticcere da ieri è venuto a vivere con me e visto che ora gli orari lo permettono, anche Ticchio è fisso da me, anzi da noi e così la smette di fare il cane pendolare.

Ieri sera, arrivata a casa me li sono trovati tutti e due nascosti dietro la porta illuminati solo dalla luce della candela ad aspettarmi....


187.2

dopo la prima puntata di telefonate, l'altra sera, avendo constatato, come da indicazioni telecom, che non ho la linea come invece avrei dovuto, chiamo il 187.

Un gentil Francesco mi risponde, espongo il problema e mi dice che nella realtà, il modem arriverà entro la metà di aprile, nonostante io abbia fatto richiesta il 21 marzo e nonostante una sua collega mi abbia garantito la consegna entro 5 giorni lavorativi e nonostante tutti gli operatori finora sentiti, 6, mi abbiamo detto che il modem è già nella mani del vettore che me lo deve consegnare. E visto che la linea non c'è deve fissarmi un appuntamento con un tecnico...

...prova e riprova il sistema non va... Signorina, non è che può chiamare domani mattina?

La mattina dopo richiamo e mi fissano un appuntamento per il prima possibile....

...il 10 aprile... ma le arriverà una conferma via sms signorina.

click......

giovedì, marzo 27, 2008

Chanel Egoiste eau de toilette - SPOT 1990

Questo video ho cercato di pubblicarlo ieri da YouTube, ma non appariva nulla (motivo per cui inizialmente ce ne erano due on line).

In realtà la scelta dello spot era duplice.
Uno dei motivi era che è uno dei pochi spot di profumi che mi piace (nonostante sia datato) perchè ha alla base un'idea e non 4 fighe o figoni semi nudi buttati lì con una bella fotografia.

Il secondo motivo è che è un po' come mi sento ora, egoista nel godermi la mia nuova vita.

Il momento dell'egoismo passerà, il godimento, spero sinceramente, di no...

mercoledì, marzo 26, 2008

se lo dice il nonno....

dopo la conversazione surreale del suo compleanno il nonno ha in parte replicato.
L'altro giorno a pasqua scorgo il nonno che conversa in maniera discontinua con Stefano,
mi avvicino, e il nonno mi dice:

"tenatillo bono che è nu bravu ragazzo...bravu ed pure nu' bellu ragazzo"

io ridendo faccio le corna,
gesto che il nonno ha sempre fatto per tenerci lontano dal malocchio
e "dicendo facennù corni e bicorni...."

il nonno mi guarda e dice:

"brava, brava, fagli le corna!"

tra le risa generali io guardo un ridarolo stefano e dico:

"o ... se lo dice il nonno...."

187

il collegamento internet, dove vivo io, è possibile solo attacandosi a Telecom. Così armata di santa pazienza chiamo il 187.

In realtà una solerte signorina, mi dice che entro 5 minuti mi chiamerà uno del commerciale per meglio servirmi.

Dopo 5 minuti mi chiamano e con molta tranquillità la signorina mi dice che mi manderanno un telefono entro 5 giorni e che una volta arrivato basta attaccarlo, digitare il codice che mi daranno e tutto sarà pronto.

Dopo un'ora mi arriva un sms che mi comunica di aver acquistato un telefono che pagherò in 6 rate.

Non ricordando di aver dato il consenso richiamo il 187. La nuova e solerte signorina mi avvisa che se non l'ho richiesto posso rifiutarlo, ma devo ritirarlo dal pony che me lo consegnerà e poi riviarlo a loro.... se la pratica si blocca. Idem per il modem (che non ho richiesto ma che da pratica risulta in viaggio). Rassegnata non posso far altro che attendere sto pony.

Se nonchè, ieri mattina un'altra solertissima signorina del commerciale mi chiama per fare un riepilogo della situazione.
Ed ecco la terza versione:
io rifiuto telefonicamente il telefono che il pony mi deve portare (avvisandomi preventivamente) ma non il modem che include un'offerta per le telefonate.
Il telefono non lo avrei pagato in 6 rate (come da sms), ma in 12 e il prezzo sarebbe stato sui 70 euri, ma nessuna delle solerti signorine è stata precisa a riguardo...

...dove sarà la verità... attendo con calma e pazienza...

giovedì, marzo 20, 2008

sono appena stata autorizzata a divulgare la notizia

che in realtà so da una settimana....

la sottoscritta sarà zia grazie a Minch e la Pacs!!!!!!

ecco la prima foto invitami dal futuro padre di mia/o nipote, meglio soprannominato DUDINO
(i suoi futuri genitori si chiamano con il vezzaggiativo dudo/duda):

...non è già bellissimo?

opinioni cinematografiche e non...

Ieri sera dopo mesi mi sono vista un film in TV. Era mesi che in TV non si dava un filmozzo in prima serata, tra dibattiti, reality, quiz e fiction mi ero persa il gusto di zappingare e dire "ah c'è tal film, vediamolo!"

Vabbè insomma, a dirla tutta non era un filmone, una commediola leggera un po' cazzatina, shall we dance, che però mi ha fatto venire in mente un paio di pensierini decisamente inutili senza i quali potrete vivere lo stesso. Ma visto che non so che altro scrivere, eccoli:

1. Richard Gere, seppur non essendo il mio tipo, fa sempre effetto quando si presenta vestito da sera con una rosa in mano (anche se da Pretty woman sono passati parecchi anni..)


2. Stanley Tucci potrebbe diventare il mio attore preferito. Dopo averlo visto gayo nel Diavolo veste Prada, cattivo in The Terminal e ora nel ruolo dell'eccentrico avvocato che si camuffa di pailettes per ballare è decisamente in pole position nella classifica di gradimento
3. Susan Sarandon è fantastica.

4. Pensavo che la doppiatrice di Jenniffer Lopez avesse una voce insopportabile... poi ho pensato alla voce reale di JLo durante le interviste ed ho perdonato la povera doppiatrice...

5. Vedere ballare fa venire voglia di ballare... motivo per cui dopo fluttuavamo per la casa come due leggiadre libellule...

martedì, marzo 18, 2008

Se piaci alla mamma del tuo uomo può accadere questo:

Una domenica sera riporto Stefano a casa assieme a Ticchio, con l'idea di rimanere a cena dai suoi. E fin qui tutto tranquillo. Arrivi lì e ti trovi, oltre ai genitori, anche la sorella con marito e due figli e due zii...ma è gente simpatica e va tutto bene...

Poi accade che, andando a recuperare Ticchio che curiosava in una stanza ti senti una mano che ti palpeggia a palmo pieno una chiappa, ti guardi attorno e vedi che l'unico ad avere accesso al tuo palpeggiamento è di fronte e distante da te... ma una voce conosciuta (la SUA mamma), con accento bresciano, si erge su tutti:

Che bel culone grosso e sodo!

io rossa come un peperone mi sposto e mi defilo mentre tutti i commensali si girano, capiscono l'accaduto e iniziano a sghignazzare...
Protetta da Stefano inizio ad allontanarmi dalla signora e mi avvicino alla sorella

io: sai Claudia, ho messo il dolcevita apposta oggi per evitare che mi toccasse su (con la scusa di tentare di chiudermi la scollatura la signora mi ha toccheggiata qualche volta)
Claudia: ma lei non lo fa con malizia, sai con il lavoro che faceva per lei è normale (faceva l'ostetrica)

dal nulla la signora mi riappare davanti e sostenendomi con le mani i seni mi dice:
sì sì, sai quante ne ho viste!? tutte si facevano fare la palpazione da me e solo da me, ma le tue non ne hanno bisogno sono belle sode!
io: (di un colore oramai improponibile) bhè, mi scusi, ma io non mi faccio toccare nemmeno da mia madre...

nel frattempo cerco di fuggire protetta da Stefano che mi fa da scudo... il tutto sempre sotto gli occhi sghignazzanti di tutti...

oramai viola per l'imbarazzo simulo un'urgenza ad uscire di Tcchio per togliermi dalla curiosa situazione e mentre mi metto il cappotto la signora con aria dolce ed implorante si avvicina e mi dice: non è che adesso per questa cosa non vieni più?


Come diventare buoni - Nick Hornby

Che succede se la tua coppia sta per scoppiare, se tradisci tuo marito che tra l'altro è l'uomo più negativo e incazzoso del mondo tanto da scrivere una rubrica "l'uomo più arrabbiato di Holloway" sul giornale locale e se i tuoi figli sono decisamente negativi nei tuoi confronti?

Nella vita reale finirebbe con un divorzio. In un libro di Hornby, il marito incazzosso si affida a una sorta di curioso guaritore che lo rende la persona più pacifica e positiva del mondo e che tu, che finora sei stata la "buona" della coppia ti ritrovi a ricoprire il ruolo di cattiva e insensibile....

Un libro curioso e divertente che ci fa vagare fra i pensieri della portagonista e ci fa riflettere su come basta cambiare ruolo all'interno di una dinamica familiare collaudata, seppur nell'infelicità, per notare come tutto quello che per noi è idealmente giusto non lo è poi nella realtà quotidiana...