lunedì, maggio 03, 2010







lunedì, aprile 26, 2010

Ogni cosa è illuminata - Jonathan Safran Foer


Prima dell'acquisto di questo libro ho tentannato un po', come mi capita sempre quando si sente tanto parlare di un romanzo. Spesso, forse perchè inizio la lettura con tante aspettative, rimango delusa e affronto ogni pagina con la speranza di incappare in un'illuminazione che mi faccia dire "è meraviglioso".
Anche in questo caso sono partita così e purtroppo non sono mai arrivata all'illuminazione. Anzi ad un certo punto ho quasi lasciato perdere la lettura, ma la voglia di arrivare alla fine per poter dare un giudizio completo, e la rottura delle acque e il ricovero in ospedale con l'insonnia annessa mi hanno fatto concludere il romanzo.
Un giovane ebreo americano, compie un viaggio in Ucraina alla ricerca della donna che salvò la vita a suo nonno durante la persecuzione nazista. Ad accompagnarlo nella ricerca avrà una curiosa compagnia locale: Alex, suo nonno, che dice di essere cieco pur non essendolo ed il cane "guida" di lui, Sammy Davis Junior Junior. Il cammino che li porterà a scoprire cosa fosse successo è colorito e triste nello stesso tempo, sia nel linguaggio usato dallo scrittore che in quello che viene descritto. La storia si sviluppa su più livelli e con più voci narranti che a volte fanno un po' perdere il senso della storia portandoci in vari mondi comunque collegati fra loro.
Bella la maniera di descrivere i personaggi, e bella anche la storia, rimango scettica sulla maniera di raccontarla.

martedì, marzo 02, 2010

pensieri in solitudine

Sono appena uscita dalla doccia. Qualche minuto di relax mentre Ticchio mi sorveglia dalla camera attigua. Stefano non è ancora tornato dal lavoro, fra una mezzora varcherà la soglia di casa accolto da un cane festante.
La casa è insomma silenziosa.
Di quel silenzio che c'è la sera, quando la gente stanca si butta sul divano davanti la TV fino ad addormentarsi.
Oggi sono stata in giro tutto il giorno, lunghe passeggiate per favorire la nascita del mio bambino e per non farmi sentire con le chiappe pesanti. C'era un sole bellissimo e quell'aria che noi definiamo "ticchiosa", da relax, in cui potresti addormentarti al sole senza nemmeno accorgertene.

Tornata a casa e nuovamente sola con il mio fedele compagno a quattro zampe mi sentivo come se fossi stata al mare, sarà l'effetto di questi primi soli che fanno tanto primavera.

Mi sono goduta così un po' di questo silenzio mentre pensavo alle persone che ho incontrato in questi giorni di sole in cui sola, o con Stefano e Ticchio, o anche con la mia nipotina, sono stata oggetto di sguardi addolciti dall'imminenza della nascita. Da curiosità cariche di affetto di chi è felice di vederti così, con la pancia gonfia d'amore e il viso di chi sa che fra poco la sua vita cambierà.

Ed è per questo che mi sono goduta il silenzio... un saluto a qualcosa che, dicono, per un po' non avremo più fra queste quattro mura colorate...

Ma da che sono entrata per la prima volta qua, in questa casa, la mia vita stava già cambiando. Da lì a poco avrei conosciuto Stefano, da lì a poco avrei quindi provato l'amore assoluto che abbiamo, la gioia più immensa che finora ho provato. Da lì a poco avremmo vissuto qua dentro riempendo la casa non solo di colore e foto, ma di risate, musica, peli di cane e tanto amore. Di lì a poco ci saremmo guardati negli occhi e ci saremmo detti: ma perchè aspettare, facciamolo ora questo bambino....

... insomma, non so quando il bambino nascerà, forse stanotte o fra dieci giorni, ma so che qua dentro, in questa tana che la nostra casa, non potrà che esserci la mia famiglia e la mia felicità e fanculo se non ci sarà più questo incredibile silenzio...

giovedì, febbraio 25, 2010

essere incinta.4

al supermercato, cassa precedenza gestanti, la cassiera mi fa cenno di saltare la coda e tutti improvvisamente si rendono conto di essere alla cassa con il simbolino di una panzuta e di una sedia a rotelle... il signore che sta pagando mi guarda e mi dice:

"a signò, almeno lei fra un po' se libera.... a me questa me resta!"
(toccandosi una bella panzona)

lunedì, febbraio 22, 2010

le perfezioni provvisorie - Gianrico Carofiglio



Quarta avventura per l'avvocato Guerrieri che torna con uno studio nuovo e nuovi collaboratori ma che resta, in fin dei conti, il solito personaggio curioso ed in evoluzione che abbiamo conosciuto nei precedenti romanzi.

Il libro gira attorno all'insolita richiesta da parte di un collega di indagare sulla scomparsa di una ragazza, sparita nel nulla sei mesi prima. I genitori non dandosi pace e temendo la chiusura delle indagini da parte delle forze dell'ordine cercano attraverso Guido una risposta al loro dolore.

Seppur confuso, l'avvocato accetta il lavoro e così lo seguiamo nei suoi ragionamenti e nelle sue domande fino alla risoluzione del caso che si rivela più dolorosa del previsto.

Ma nel frattempo che succede al nostro Guido? Anche in questo romanzo il nostro eroe cresce, matura e affronta il tempo che passa con tutte le sue sfumature, e così lo ritroviamo a perdersi in lontani ricordi ed in nostalgie con sapore di rimpianto anche grazie all'aiuto di personaggi che solleticano la sua curiosità e le sue elucubrazioni.

Insomma, anche questa volta, il caso di cui si occupa l'avvocato diventa in fin dei conti una maniera per conoscerlo meglio e volendo, amarlo ancora un po' di più.

lunedì, febbraio 15, 2010

mia suocera 2.0

Mentre l'altro giorno imbastiva il cappottino al cane (vedi precedente post) tra una misura ed un'altra mi butta un: Dopo mi fai vedere il capezzolo

Io, ricordando un tempo in cui a tradimento mi palpeggiò, mi sono irrigidita ed ho risposto un netto e chiaro NO!

Ma lei, da ex infermiera del nido che si vuole assicurare che il futuro nipote abbia agio nel ciucciare il latte ha insistito..

io: NO! rosalba ho detto NO!
lei: ma devo vedere se è fuori
io: il mio capezzolo è assolutamente normale, non preoccupparti
lei: ...
io: (un po' alle strette) chiedi a Stefano!
Stefano: mamma fidati è perfetto così, il bambino lo trova sicuro.

Lei mi è parsa convinta, ma so già che quando sarò in ospedale tornerà all'attacco e cercherà di palpeggiarmi il seno per sentire se mi arriva la montata lattea... e vi assicuro che mi terrorizza più del parto...

mia suocera 1.0

da qualche mese sta facendo una sorta di corredino per il piccolo in arrivo, ha riesumato oggetti, coperte e vestiti che furone del futuro papà, di altri nipoti, ha cucito qualsiasi cosa fosse possibile ed ha uan stanza piena di cose in attesa del grande evento.

Ma visto che stava visibilmente esagerando l'abbiamo bloccata e le abbiamo vietato di andare avanti a cucire e ricamare (anche perchè non proprio secondo il nostro gusto) e così lei che ha fatto, oramai presa da questo fervore????

Ha fatto un bel cappottino al cane...che come dice lei: purin poretti lui!

giovedì, febbraio 04, 2010

A single man


Andare a vedere questo film è stata una scelta orientata essenzialmente da due motivi: l'attore protagonista, Colin Firth, e dal regista, o meglio dalla curiosità di vedere come un uomo con un aurea di bellezza come quella che emette Tom Ford riuscisse a convertire in immagini una storia.

Il risultato è una poesia di immagini e sentimento, di primi piani, di ricordi e di scelte cromatiche. La costruzione di un'immagine nel tentativo di dare parola al dolore.

Julianne Moore che non nasconte le rughe del suo personaggio così tristemente decadente e Colin Firth che rimane sospeso nell'organizzare la propria dipartita mentre il resto dell'America è attanagliata dalla paura per un eventuale bombardamento nucleare, riempiono così la scena di emozioni che altro non serve.

In alcuni momenti Tom Ford cade forse in un manierismo eccessivo, ma usciti dal cinema si ha la sensazione che nessuna scelta di inquadratura, di colore o altro sia stata superflua nel costruire questa poesia d'amore.

SuperTex - Leon de Winter


Max ha 36 anni ed a capo di una ricchissima azienda di abbigliamento a basso prezzo. Guida una Porsche in cui, visto il sovrappeso sta stretto, ha una sexy fidanzata e un pessimo carattere.
Un sabato mattina, mentre sfreccia a folle velocità verso l'ufficio per recuperare delle carte investe un ragazzino ebreo che, con la famiglia,sta andando in sinagoga. Anche lui di famiglia ebrea ha come un tuffo nel passato e nella propria coscienza visto che ora lui è "un ebreo con la Porsche".
Chiama così la psicoanalista da cui un anno prima aveva smesso di andare e le chiede un'intera giornata di seduta. Sul lettino percorrerà ogni evento della sua vita e della sua famiglia che lo hanno portato ad essere un "ebreo con la Porsche".
Una lettura veloce e piacevole che forse pecca in qualche stereotipo ma che rimane comunque una piacevole compagnia.

venerdì, gennaio 22, 2010

Julie&Julia


Julia Child si traferisce nel 1949 a Parigi seguendo il marito ambasciatore americano e lì, ammaliata dalla cucina francese e infastidita dalla noia inizia un corso di cucina francese che la porterà ad essere un'ottima cuoca e poi, dopo varie e vicissitudini, anche co-autrice di un libro di ricette di incredibile successo.
Julie Powell, nel 2002, usa la cucina come sfogo da una vita che non la rende del tutto felice. Lavoro in un loculo in raccoglie le richieste di di risarcimento delle famiglie colpite dalla tragedia dell'11 settembre e, nonostante all'università fosse la più promettente fra le sue compagne non ha mai finito di scrivere il suo primo romanzo. Ha però un delizioso marito che la spinge a scrivere utilizzando la sua passione per la cucina e soprattutto per le ricette di Julia Child per cui Julie ha un vera venerazione.
La ragazza inizia così un blog in cui in un anno deve sperimentare un tot di ricette tratte dal libro della sua eroina. La cucina ed il blog iniziano a diventare il centro della sua vita, il luogo in cui rifugiarsi nel cercare una sua nuova dimensione ed in cui avvicinarsi sempre più alla vita della Child e attraverso cui riesce anche ad avere un enorme successo.
Nel film le due vite vengono raccontate in parallelo in una maniera deliziosa, permettendoci di amare entrambre le protagoniste accompagnate dai rispettivi mariti in un'avventura votata alla felicità.
La Streep è meravigliosa nei panni di questo donnone sopra le righe che avvolge le persone che ha intorno con travolgente solarità e amore, mentre la Adams è coinvolgente nel farci sentire parte di questo mondo in cui noi donne ci sentiamo quasi in dovere di essere in grado di essere tutto: in carriera, moglie, amante e donna di casa perfetta.
C'è poi Stanley Tucci che torna a lavorare con la Streep dopo il diavolo veste prada nei panni, questa volta, nel piccolo e dolce e meraviglioso marito della Child. Un attore in grado di incantare ed essere incredibilmente bravo in qualsiasi ruolo sia stato impegnato. Con la capacità di rendersi personaggio di un attore caratterista, ma senza interpretare mai lo stesso ruolo riesce ad essere fantastico sia che faccia il cattivo (come in The terminal) che l'omosessuale collaboratore della Streep o il marito di quest'ultima in questo film.

l'oscura immensità della morte - Massimo Carlotto


Una storia raccontata a due voci, quella di Silvano a cui durante una rapina hanno ucciso moglie e figlio e Raffaello, il rapinatore che ha distrutto le loro vite.
Passati 15 anni da quel tragico e terribile momento i due narratori sono entrambi annientati dal dolore, uno non è riuscito a riprendersi la vita che gli è stat tolta insieme a quella della sua famiglia e ha bisogno di vendetta. L'altro è in carcere malato di cancro e di sensi di colpa. A risvegliare la rabbia di Silvano ci pensa una lettera in cui si chiede di dare il consenso alla grazia per Raffaello che così potrebbe curarsi da uomo libero.
Le due voci raccontano la loro vita e il modo in cui immaginano quella dell'altro che si è incrociato solo in un aula di tribunale o attraverso le parole di giornalisti invadenti e privi di rispetto che vogliono solo scavare in un dolore che è muto, che non riesce a uscire, non riesce ad esplodere se non al momento di consumare, fredda, una vendetta di una violenza inaudita e cruenta.
Dopo arrivederci amore ciao non mi stupisco della violenza di cui è in grado di parlare Carlotto, ma in questo romanzo non c'è solo una crudeltà cieca, c'è dolore e c'è l'incapacità di vivere liberi dai fantasmi dell'amore e della felicità che ha toccato Silvano e che lo ha abbandonato portandosi via la sua capacità di essere uomo.

martedì, gennaio 12, 2010

Asterix e le 12 fatiche: la Casa che rende folli(VIII)

Come mai pubblico questo (lungo) video?

Semplice, per la mia pratica di maternità, l'INPS, mi ha chiesto il certificato della mia ginecologa validato da una struttura del servizio sanitario nazionale.

Nulla di strano penso io e così mi faccio fare dalla mia dottoressa un bel certificato che, mi dice lei, dovrò far timbrare in ospedale o all'ASL.

Semplice formalità mi dico... ed invece...

All'ospedale mi dicono che non sanno bene, forse dovrei fare una visita, e mi dicono di chiedere al CUP.

Al CUP, una donna con un espressione ebetissima mi dice che non ne sa nulla, di chiedere all'ASL.

All'ASL mi danno il numero di un consultorio familiare. Chiamo e la signora che risponde mi dice che loro non possono farlo in quanto non sono assistita da loro. Io un po' infastidita chiedo quindi come fare per avere un timbro su un certificato esistente e facendo conto che sono incinta di 7 mesi... risposta: credo che debba fare un visita per accertare la sua gravidanza...

Un po' perplessa mi tocco la panzona e con determinazione mi dirigo verso un'altra ASL per chiarire una volta per tutte come devo fare.

All'ASL mi infilo nel consultorio familiare e nuovamente, ma stavolta con certezza, mi viene detto che devo fare una visita presso l'ospedale che appurerà così il mio reale stato di gravidanza e la signora aggiunge: sa noi potremmo andare avanti sulla fiducia, ma non essendo lei nostra paziente non possiamo garantire...

Mi ritocco istintivamente la pancia, spero tanto che il bambino non senta le idiozie della burocrazia italiana, e così, come da indicazioni, mi ridirigo nuovamente al CUP.

Altra signorina con un espressione davvero vaqua, quando le spiego il mio problema mi dice che allora mi fisserà un appuntamento in ospedale, certo non si può fare prima del 13 di gennaio. Inutile spiegare che avrei dovuto presentare la pratica entro il 10 ed inutile cercare nel suo sguardo un barlume di empatia o anche solo uno spiraglio di vita, così accetto la visita del 13 gennaio che confermerà che la panza che mi è cresciuta non è il risultato prolungato dell'Oktoberfest e i movimenti che mi sballanzolano il ventre non è un meteorismo eccessivo, ma bensì un bambino. Mi immagino un signore che felicemente difronte all'ecografia di un pupo che oramai peserà un paio di chili mi dirà: signora lei è in dolce attesa!

Vabbè, insomma il tutto si è risolto in circa 4/5 ore, che sarà mai!

Forse è per questo che ho postato questo video...

venerdì, gennaio 08, 2010

prendersi tempo

Questa è una delle cose che molte donne del corso preparto che frequento, me compresa, si aspettano dal corso stesso.

è curioso come serva fare un figlio per potersi fermare, respirare e godersi la vita al di fuori del tran tran quotidiano.

Anche io ho detto che mi aspetto di prendermi del tempo. In fin dei conti, seppur avevo ridotto le ore lavorative, ancora non mi ero davvero fermata per godere di quello che sto vivendo.

Sto godendo nello svegliarmi con un piedino nelle costole e delle manine che ravanano e ti fanno correre a fare la pipì nel momento in cui spingono troppo sulla vescica, sto godendo nel mettere alla mia pancia, oramai bella grossa, le cuffione e sentire che il bambino si rilassa, sto godendo nell'accarezzare la testa del mio compagno mentre appoggia l'orecchio alla pancia o osserva i movimenti che il pupo, come un alien dentro di me,fa fare al mio corpo.

Ma non sto godendo solo delle meraviglie di avere un bambino dentro di me, sto godendo del mio tempo. Un esempio: ho appena prenotato la ceretta di lunedì pomeriggio alle 16. Credo di non aver mai avuto la possibilità di andarci in qualsiasi momento come ora.
Sto godendo nel non aspettare il sabato per fare la lavatrice e sto godendo quando, magari a metà pomeriggio, notando che in TV non c'è nulla spengo tutto e sotto la copertina sul divano mi metto a leggere un libro.

Godere del tempo è qualcosa di incredibile, dopo anni ad uscire all'ora di colazione e rientrare giusto giusto per cena, mi accorgo di quanta gente c'è in giro alle quattro del pomeriggio.
La vecchietta che abita nello stabile di fronte a me e che ogni sera attendeva il mio rientro per tirare giù la tapparella mi ha invitato da lei per un caffè, il fioraio dirimpettaio non vede l'ora che passi dentro a prendere un fiore per fare due chiacchiere e mia madre passa quando vuole a vedere come sto, per portare fuori Ticchio o anche solo per bere un caffè, insomma un'altra vita sociale che ti purifica nell'animo dall'ansia degli orari e dalla fretta del produrre.

Nel frattempo mancano in teoria due mesi alla nascita del mio bambino e mi ha preso la frenesia di preparare la tana. La nostra e la sua, spostare il letto, fare lo spazio per il fasciatoio e i suoi microvestitini, creare un piccolo angolo per i suoi sogni augurandoci che sia dolce e tranquillo come siamo ora io e il suo papà nell'attenderlo e che ci faccia dormire la notte....

sabato, dicembre 26, 2009

auguri!


lunedì, novembre 30, 2009

svegliarsi ed avere 30 anni

Stamattina al mio risveglio avevo 30 anni.

Alle 5 il mio non mi bacia prima di andare a lavorare, come ogni mattina da qualche mese a questa parte si abbassa a baciare anche la pancia ma stamattina mi dice "auguri amore".

Mi alzo, lo accompagno alla porta e tornata a letto il bimbino dentro di me inizia a svegliarsi.
Sento prima una sorta di frullatore della pancia e poi, distintamente, un corpicino che si muove e tira colpetti. Sono le 5.20 ed io non solo non mi innervosisco per essere sveglia così presto, ma felice mi metto le mani sulla pancia ed inizio a sentirlo. Sorrido felice e sussurro qualcosa. Alle mie parole mi sono accorta che il bimbino si ferma. Forse la mia voce lo ipnotizza o lo rassicura, chissà, fatto sta che ho imparato che se parlo lui non si muove, mentre se sto zitta, ci sono orari in cui sembra fare festa dentro di me.

Un risveglio strano che mi lascia felice nel silenzio a sentire cosa accade dentro di me.
Poi penso che ho 30 anni, che mai avrei pensato di festeggiare così una boa del genere, almeno non prima di aver conosciuto il mio compagno che con me sta creando la nostra meravigliosa vita.

Poi mi arriva un messaggio della mia migliore amica che mi dice: "dici che siamo diventate grandi?"

Credo di sì.... ma è sempre tempo per far festa!!!!




venerdì, novembre 13, 2009

essere incinta .3

essere incinta vuol dire che ti scappa spesso la pipì. Ovunque e nelle situazione più impensabili.

Questa cosa in realtà io l'avevo pure prima di essere incinta.

C'è una grande diffenza però.

Prima, se chiedevo, magari un po' arrossendo, se c'era un bagno mi trovavo occhi un po' contrariati davanti che mi guardavano come se fossi una povera incontinente.

Ora,invece, i loro occhi scendono verso la pancia, lo sguardosi intenerisce e gli occhi si fanno un po' giapponesi mentre inclinano dolcemente la testa e mi dicono "certo signora, ci mancherebbe!"
c'è chi addirittura mi ha consegnato le chiavi del bagno del personale per non farmi andare in quello destinato al pubblico....

...insomma essere incinta ha i suoi plus

UP


L'avventura di un anziano e burbero signore che quando sembrava che tutto fosse finito si ingegna e decide di intraprendere l'avventura di una vita.
Il suo compagno di viaggio sarà, senza però premeditazione, un piccolo e dolce scout alla ricerca della sua buona azione.
Un film che è a tratti commovente e ad altri divertente e che è comunque permeata da infinita dolcezza.
Comunque uno dei più belli fatti da Disney-Pixar a mio avviso.
Se poi avete un cane ve lo godrete ancora di più.

martedì, novembre 03, 2009

parnassus - l'uomo che voleva ingannare il diavolo


o meglio ancora come far sopravvivere un film alla morte di uno dei protagonisti e usare questa cosa per fare boom al botteghino.

La storia è quella del vecchio Parnassus, che non riesce a dire di no alle scommesse con il diavolo che, essendo sfruttatore delle debolezze altrui, cerca in ogni maniera di stuzzicare il vizio del vecchio.
In palio però, questa volta c'è la figlia del vecchio, Valentina che botticelliana si aggira, talvolta, nei mondi paralleli che si nascondono dentro uno specchio magico che riproduce le fantasie di chi vi viaggia all'interno.

Mentre il vecchio si arrovella nel cercare una maniera per sconfiggere il diavolo in questa ultima e agghiacciante scommessa, la carovana di cui è a capo salva il giovane Tony che penzola sotto il ponte dei frati Neri a Londra (vi ricorda il caso Calvi?).

Il nuovo venuto seduce e attira pubblico che fa ben sperare il vecchio finchè la vera natura di Tony non viene fuori...

Tony è interpretato da Heath Ledger che, proprio durante le riprese del film è morto.

In effetti l'espediente di fare interpretare il personaggio di Tony da Jhonny Depp, Jude Low e Colin Farell in funzione dell'immaginazione visitata è in realtà, a mio avviso, l'idea più curiosa del film che gli dà un tocco differente. Anche se, avendo apprezzato moltissimo Heath Ledger in Batman e poi averlo visto in gran forma anche qui fa pensare davvero non solo ad una vita spezzata, ma ad un vero talento mozzato solo all'inizio della merviglia che poteva diventare....

mercoledì, ottobre 21, 2009

il mondo è cambiato

...e mi tocca condividere un'affermazione di Tremonti:

"Il posto fisso base della società"


dopo anni in cui i precari urlano alla regolarizzazione e alla fine della svalutazione del lavoro l'uomo con R più moscia del mondo ha detto che per una cosietà come la nostra il posto fisso è la base per costruire una famiglia.

Detto ciò, se si aggiunge che l'uso del lavoro flessibile è stato usato dalle aziende in maniera del tutto arbitraria e giocando sull'esigenza delle persone di dover arrivare a fine mese, si arriva facilmente al fatto che in Italia la mobilità, la flessibilità o come la volete chiamare, è stata utilizzata, come dice Bonanni, in maniera distorta. Ossia, chi è precario deve essere pagato di più e avere più tutele e garanzie degli altri. Deve avere più soldi per poter gestire una pensione integrativa, deve aver più garanzie per vivere più serenamente e deve avere più tutele per non rimanere a terra....

Nella azienda per cui lavoro da 3 anni e mezzo a co.co.pro. quando c'è stato da tagliare hanno tagliato sia posti fissi che "fatto scadere" contratti. La differenza è che l'assunto licenziato si è preso fior fior dimensilità nella contrattazione del licenziamento, il cotratto scaduto si è preso un bel calcio nel c**o e da un giorno all'altro (vorrai mica dirglielo con anticipo che non gli rinnovi il contratto che poi non ti porduce!) si è trovato con il siddetto c**o, oltre che martoriato per il calcio subito, pure scoperto!