martedì, maggio 12, 2009

SE VOI FOSTE PERSONE NORMALI (Moni Ovadia da L'Unità del 9/5/2009)

Se foste un rom, quella di Salvini non vi apparirebbe come la sortita delirante di un imbecille da ridicolizzare.

Se foste un musulmano, o un africano, o comunque un uomo dalla pelle scura, il pacchetto sicurezza non lo prendereste solo come l'ennesima sortita di un governo populista e conservatore, eccessiva ma tutto sommato veniale.

Se foste un lavoratore che guadagna il pane per sé e per i suoi figli su un'impalcatura, l'annacquamento delle leggi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro non lo dimentichereste il giorno dopo per occuparvi di altro.

Se foste migrante, il rinvio verso la condanna a morte, la fame o la schiavitù, non provocherebbe solo il sussulto di un'indignazione passeggera.

Se foste ebreo sul serio, un politico xenofobo, razzista e malvagio fino alla ferocia non vi sembrerebbe qualcuno da lusingare solo perché si dichiara amico di Israele.

Se foste un politico che ritiene il proprio impegno un servizio ai cittadini, fareste un'opposizione senza quartiere ad un governo autoritario, xenofobo, razzista, vigliacco e malvagio.

Se foste un uomo di sinistra, di qualsiasi sinistra,non vi balocchereste con questioni di lana caprina od orgogli identitari di natura narcisistica e vi dedichereste anima e corpo a combattere le ingiustizie.

Se foste veri cristiani, rifiutereste di vedere rappresentati i valori della famiglia da notori puttanieri pluridivorziati ingozzati e corrotti dalla peggior ipocrisia.

Se foste italiani decenti, rifiutereste di vedere il vostro bel paese avvitarsi intorno al priapismo mentale impotente di un omino ridicolo gasato da un ego ipertrofico.

Se foste padri, madri, nonne e nonni che hanno cura per la vita dei loro figli e nipoti, non vendereste il loro futuro in cambio dei trenta denari di promesse virtuali.

Se foste esseri umani degni di questo nome, avreste vergogna di tutto questo schifo.

grazie a Chiedi la luna

venerdì, maggio 08, 2009

Lapsus

Primo maggio, comunione del nipote del mio compagno.

Al momento dei confetti mi ritrovo a scegliere la bomboniera fra vari animaletti in versione thun.

Più tardi in un discorso tra invitati:

invitata 1: io ho scelto l'orsetto
invitata 2: anche io! e tu? (riferita a me)
io: io ho scelto una bella pecorina....

mentre lo dico mi rendo conto della parola e di come questa possa essere interpretata... ma non faccio in tempo a finire il pensiero che tutti ridono e fanno gomitino gomitino al mio fidanzato (che rideva pure lui maledetto)....


dire che hai scelto la pecorina davanti ai tuoi suoceri e vedere che se la godono di brutto alle tue spalle non ha prezzo...

lunedì, aprile 27, 2009

Il piano B, o meglio cosa fare se la crisi ti assale?

Questa è la domanda che ho iniziato a pormi quando la crisi che attraversa il mondo è esplosa con veemenza con i primi licenziamenti.

E se dovesse capitare a me? Se mi dovessi trovare con le chiappe a terra e ho comunque il mutuo da pagare e la vita da vivere?

Chiedendo in giro mi ha colpito il fatto che il piano B è, per molti, il sogno nascosto.

C’è chi aprirebbe un negozio, chi cercherebbe di vivere d’arte e chi si butterebbe nella ristorazione.

Il piano B è insomma il sogno nel cassetto.

Ma perché il sogno lo teniamo sempre come piano B e non tentiamo da subito di arrivarci, di afferrarlo?

Un ex collega che lavorava di controvoglia nella pubblicità inseguendo un mondo di musica e ha avuto bisogno del licenziamento per sentirsi autorizzato a stare dietro al suo sogno… perché siamo così timorosi di lanciarci nella vita e lo facciamo solo quando, come ora, il mondo dice che va tutto storto?

Il mio piano B?

Il mio piano B cambia di giorno in giorno forse perché ho troppi sogni nel cassetto ed ogni volta che lo apro ne esce uno diverso, o forse perché sono troppo volubile…

martedì, aprile 21, 2009

C’è TV e TV

Confesso di aver ceduto ai richiami televisivi di un talent show.
Che è finito domenica con la vittoria di un ragazzone di 38 anni.

Lo show in questione è ovviamente XFactor.
Ammetto che è stato per me, cresciuta a pane e Saranno Famosi, come un canto delle sirene per i marinai. C’era musica, di quella buona, voci, di quelle belle e c’erano i sogni.

Anche se devo dire che forse è quello che non c’era la motivazione per cui è stato così piacevole, per me, da vedere.

Non c’era la polemica a tutti i costi, non c’era un pubblico parlante e non c’era la strumentalizzazione della vita privata per attirare il pubblico. Non c’era la volgarità della rissa ad ogni costo e non c’erano le insopportabili lacrime di coccodrillo. Non c’erano canzoni di Gigi D’alessio e non c’era l’utilizzo coatto del suscitare emozioni estranee alla musica.

C’era inoltre educazione e rispetto tra i vari concorrenti e c’era la gioia di poter cantare.

C’era tutto quello che amici, fattorie, isole e fratelli vari hanno barattato per un po’ più di visibilità:
l’orgoglio di avere del talento che da solo deve bastare per emergere.

Se tutta la TV fosse così?
Se qualcuno non avesse usato questo potentissimo mezzo per plasmare i gusti, gli usi e le mode e soprattutto per soggiogare con lustrini e chiappe l’opinione pubblica chissà come sarebbe l’Italia ora….

venerdì, aprile 10, 2009

cosa fa più male?

Quando la natura dà sfogo delle sua potenza non si può far altro che rimanere ad assistere sperando che ci grazi, ma non è poi così semplice pensare che "la colpa" sia solo della Terra che ha deciso di ricordarci che lei è più forte di noi. Sembra quasi che in questi casi non ci si possa nemmeno arrabiare, in fondo non è colpa di nessuno, è solo che la Terra si è messa a tremare....

Ma fa male.

Fa male vedere le immagini di paesi crollati e fa male vedere le immagini di persone che hanno perso tutto.

Fa ancora più male, perchè il simbolo del non ritorno, vedere le file di bare al funerale,
sulla galleria di repubblica c'è il particolare di una piccola bara bianca appoggiata su una più grossa che strazia il cuore.

Ma cosa fa più male della rabbia?

La rabbia nel pensare che delle costruzioni, non così antiche, sono crollate seppellendo vite che si credevano sicure.
La rabbia nel sapere che alcune costruzioni sonno figlie di bustarelle e ti occhi chiusi a fronte di giochi ad alto livello.
La rabbia nel leggere, proprio oggi, sui giornali, come 400 milioni di euro potrebbero essere "risparmiati" accorpando in un unico giorno il voto ed il referendum ma che, per altri giochini ad alto livello, forse si farà finta di nulla e si sperpereranno soldi pubblici.

Cosa si potrebbe fare con quei 400 milioni di euro?

Ci sono paesi e città da ricostruire, ci sono aiuti da stanziare, ci sono debiti che chi quella casa ha visto franare sotto i piedi o peggio sopra la testa, deve ancora pagare...

E perchè no, magari c'è da vedere quale, almeno fra gli edifici pubblici, della nostra penisola sia effettivamente in grado di sopportare le scosse che hanno fatto crollare un ospedale, una casa dello studente ed una prefettura.
C'è da capire o meglio da spiegare perchè, tra le scuole d'Italia, quelle che rispondono alle norme di sicurezza si contano come macchie bianche in un lago nero, o no?

Idee su cosa si potrebbe fare con quei soldi se ne avrebbero. La paura è che, nonostante il dolore e la rabbia che si respira ascoltando il telegiornale, leggendo testimonianze e vedendo immagini, la follia di chi gioca in alto possa avere comunque la meglio...

martedì, marzo 31, 2009

le ultime parole famose

Lui: facciamo un week end al mare?
io: sì dai, prenotiamo fra due settimane, così il tempo si stabilizza e troviamo bello
lui: sì così ci lasciamo morire sulla spiaggia al sole..


ecco la spiaggia ed ecco il sole:

(è stato molto bello e molto rilassante lo stesso comunque!)

giovedì, marzo 19, 2009

Allora esistono!

L'altra mattina nel mio viaggio in metropolitana ho assistito a questa scena:

mi siedo vicino a due uomini (molto affascinanti) che stanno parlando con una ragazza in piedi di fronte a loro.
Apro il mio nuovo libro (ehy, prof! di Frank McCourt) e inizio a godermi la sua meravigliosa scrittura e nel frattempo capisco che:
lei è amica di uno dei due, che i due sono una coppia gay e che lei ha appena conosciuto il nuovo compagno del suo amico di vecchia data.

Tutto tranquillo fino a quando, a Cimiano, uno dei due scende e, nel salutare, stampa un bel bacio sulla bocca del suo compagno.

Nella metro una sensazione di stordimento... un gesto naturalissimo ha creato un paio di minuti in cui, chi ha assistito alla scena, rimane come bloccato in una sospensione temporale in cui la loro mente emetteva rumorini di rotelline in movimento.
Immagino i loro pensieri.... tra la ragazza con il trucco fantastico che pensa che lei non è contro, ma insomma, baciarsi in pubblico... dall'amica che ha pensato, che carini, sono proprio contenta che il mio amico abbia trovato l'amore ad un uomo che ha passato il resto del viaggio a fissare la metà della coppia rimasta sul convoglio con un grande punto esclamativo sulla fronte pensare: ma allora esistono davvero!

home sweet home


lunedì, febbraio 23, 2009

ex


L'amore visto dopo il "vissero felici e contenti" che sta alla fine del corteggiamento e dopo il primo bacio...

6 coppie che si ritrovano così a gestire l'amore passato e quello presente, e, in certi casi, anche quelli futuri. 6 coppie che si incrociano e che si intersecano in maniera piacevole e con alcune interpretazioni che valgono il film (Silvio Orlando e Carla Signoris su tutti).

Nella maniera in cui la trama si svolge e i personaggi si scontrano ed incrociano la struttura del film ricorda Manuale d'amore e il corrispettivo straniero che fu Love Actually, ma il risultato è comunque un film piacevole recitato da bravi attori in ruoli ben azzeccati.

lunedì, febbraio 16, 2009

mio nonno

oggi ha compiuto 92 anni.

E' nato nel 1917, durante la prima guerra mondiale ed era uomo durante la seconda, tanto da essere spedito per (mi pare) 4 anni in Africa.

Si è sposato una prima volta con un ragazza che gli ha dato un figlio, maschio, ma che alla seconda gravidanza lo ha lasciato solo,morendo insieme alla bambina che aspettava.

Mio nonno si è così, dopo un po', risposato con la nonna da cui ho preso il nome.
Ha fatto 2 femmine e un maschio, mio papà. Nel frattempo però, visto che in Calabria lavoro non ce ne è, va a lavorare in Germania, dove resterà circa una ventina di anni, tornando ogni tanto nella sua terra e concependo di volta in volta i suoi figli....

Finalmente le cose sembravano, seppur faticose, stabili, ma un'altra terribile sventura stava per dare un altro colpo a questo piccolo uomo. Il suo primo figlio, quello avuto dalla sua prima moglie, muore, a 27 anni di infarto. La famiglia viene scossa da un enorme dolore e quel piccolo uomo continua a lavorare, e a mandare avanti la famiglia....

Non si abbatte e a 65 anni prende addirittura la patente per poter andare a curare i suoi campi, visto che, finalmente è tornato in Italia.
I suoi figli si sposano e fanno altri figli e lui e mia nonna, più giovane di lui di 12 anni, continuano il loro tran tran al paesello. Poi mia nonna, a soli 59 anni muore. Mio nonno deve di nuovo riorganizzarsi la vita e così vive prima giù con mia zia e la sua famiglia e poi viene qua, al nord a vivere e a invecchiare e piegarsi sognando sempre la sua terra, i suoi ulivi e il vento che arriva dal mare.

Sempre più piccolo e sempre meno presente con la testa è arrivato ai 92 anni. Non cammina quasi più, dimentica i nomi e si ricorda, come ogni anziano, le cose accadute 40 anni fa, ma non ricorda di avermi già salutata quando vado a trovarlo... ma ieri, quando armati di dolci e spumanti siamo andati da lui per festeggiare, ha avuto un momento di lucidità e nel tenere in braccio la sua bisnipotina si è commosso. Ha pianto, quell'uomo, che in quasi un secolo di vita ha passato, perso amore, guadagnato ogni briciola con fatica e sudore, ha tenuto Sofia tra le sue bianchissime braccia ed ha pianto di felicità....

martedì, febbraio 03, 2009

un viaggio lungo 17 anni

è quello che sta compiendo Eluana Englaro.

Un viaggio verso la possibilità di essere libera di morire come la natura avrebbe già fatto se la medicina non l'avesse tenuta attaccata e alimentata artificialmente a una vita che non c'è.

Pensavo di mettere una delle sue molte foto che in questi anni di dibattiti e proteste abbiamo imparato a conoscere.
Avrei però fatto il gioco di quelli che hanno cercato, per anni, di farci avere l'immagine di una ragazza di 20 anni con tutta la vita davanti...

Eluana non è più da 17 anni la ragazza che vediamo nelle foto. Non ha più quel sorriso e quella luce negli occhi, non ha più la possibilità di pettinarsi i lunghi capelli neri e non può più dare gioie a quel padre che, con tenacia ed un amore folle, si è battuto ed ha subito i più ignobili insulti e attacchi.

Un padre che anche questa notte, quando l'ambulanza con su sua figlia è partita verso una destinazione che, speriamo la libererà, ha trovato un muro di sterili contestatori.

venerdì, gennaio 30, 2009

a letto con l'australiana


una decina di giorni fa ho iniziato con una forte sinusite...e venerdì scorso, alla fine della settimana lavorativa ho ben pensato di chiudermi in casa ed approffittare del weekend per curarmi...
... non sono più uscita.
Il sabato mi sono svegliata con una raucedine tale che il mio compagno ha creduto di essere andato a letto con un trans.
Un dolore al petto fortissimo e tosse secca.
Mando un SOS a mia madre che mi arriva con aerosol, sciroppi e quant'altro. Mi tappo in casa e continuo la cura... domenica parte le febbre e lunedì la mia dottoressa aggiunge alle mie medicine un altro sciroppo con la raccomandazione di richiamarla se in un paio di giorni le cose non migliorano.
Due giorni dopo, fra un colpo di tosse e una soffiata di naso lascio un incomprensibile messaggio sulla sua segreteria dicendole che, come sente, non è migliorato proprio nulla... e così, finalmente mi da un antibiotico che dopo due giorni mi ha finalmente fatto abbassare la febbre...
Insomma mai stata così male dai tempi del morbillo...
Cosa ho fatto in questi giorni????
Ho fatto quel che va fatto: mi sono abbruttita sul divano ammazzandomi di televisione e lasciando dietro di me una scia di fazzoletti smocciolati.
Quel che secondo me mi ha fatto aggravare è stata proprio la programmazione TV.
Canale 5 propone un'insopportabile Barbara D'urso e tra repliche e televendite l'uniche cose che si salvavano erano Ally McBeal, a cui hanno inspiegabilmente cambiato voce eliminandone una parte brillante,e il successivo E alla fine arriva Mamma....
e quando proprio non riuscivo a dormire... le repliche di Beverly Hills 90210 mi hanno convinto che: Brandon era insopportabile, i tagli di capelli degli anni '90 sono quasi brutti come quelli degli anni '80 e che Dylan resta, anche a distanza di anni, il più carino. Altra cosa evinta è che sono vecchia, perchè vedendoli ricordo che avevo forse 13 anni quando è arrivato in Italia il telefilm e di anni ne sono passati quasi 17... che alla fine di quest'anno compirò 30 anni... e che è stato proprio tutto questo pensare e strizzare gli occhi davanti la TV che ha fatto venire le mie prime rughe intorno agli occhi.....
appena il mio fidanzato/infermiere mi dà la libera uscita mi vado a comprare la crema antirughe...così, lunedì, quando andrò a fare la visita per il rinnovo patente (ahi...altri 10 anni passati in un soffio...) avrò gli occhi ben tirati mentre gli spiegherò che me li sono rifatti con il laser motivo per cui sono spariti gli occhiali segnati sul documento dove, una ragazzina di 19 anni sorrideva felice ed emozionata pensando che quella foto (orribile ovviamente) la stava catapultando verso il mondo dei grandi....

giovedì, gennaio 22, 2009

aggiornamenti sul papy

Mio padre, che con queste pagine ha ricavato non poca (e soprattutto ignara) fama, è da un po' fuori dai miei racconti.

Forse perchè non lo vivo tutti i giorni come prima, o forse perchè alcune cose sono state così intime da censurarmi.
Ma soprattutto perchè da che è diventato nonno si è completamente rincoglionito.

Un omone, un calabrese che fa il carpentiere e che pretende di aver sempre ragione si liquefà davanti a 57 cm di bambinetta che fa le faccine o anche solo che dorme. Quando c'è lui la bimba è solo in braccio al nonno che la sequestra per poi cercare di attirare l'attenzione di tutti per mostrarci le incredibili botte di genio della mia meravigliosa nipotina.

Più o meno le conversazioni sono queste:
papy: amore del nonno, vieni che ti faccio fare un giretto

al che la prende in braccio e la porta in giro per la casa e se per caso, gli occhietti belli di Sofia si soffermano su qualcosa ecco che parte la chiamata a raccolta:

papy: vittò! vittò! (vittoria la mia mamma) vieni a vedere come guarda! corri corri! e muoviti!

se mia madre non si materializza entro un nano secondo la incita finchè lei non giunge

papy: hai visto come guarda? ... uh! guarda mi sorride! sì sì mi ha sorriso! e a te ti ha mai sorriso?
mamma: sì sì, guarda, se le faccio così...
papy: con me sorride di più... e poi vedi che vuole più bene a me?è vero che tu vuoi più bene al nonno?
mamma: ha solo due mesi...

Noi all'inizio eravamo allibiti... ora siamo solo rassegnati, compresi i genitori di Sofia....

L'eleganza del riccio - Muriel Barbery


Tutto si svolge in un elegante condominio di Parigi in cui risiedono ministri e scrittori, e dove lavora Renèe che fa di tutto per aderire perfettamente allo stereotipo della classica portinaia: burbera, teledipendente, con un gattone placido ed ignorante.

Renèe ha però un segreto. Lei ama l'arte e la letterattura, ama la musica classica e i romanzi russi, usa le citazioni di grandi pensatori per rispondere ai suoi condomini che non colgono la raffinatezza e adora la grammattica. Non ha amici se non un'elegante domestica portoghese con cui condivide il momento del tè ed è vedova. Nessuno sa il suo segreto e nessuno lo immagina fino a che un nuovo inquilino riesce a scalfire, grazie alla complicità di una ragazzina geniale, Paloma.

Una storia raccontata a due voci, quella di Renèe e di Paloma che descrive lo stesso posto e le stesse cose viste da due punti di vista differenti e da due "caste" opposte che a un dato momento si uniscono per riscoprire la meraviglia della vita.


Devo dire che leggere questo romanzo dopo aver finito Timeline di Crichton mi ha dato respiro.
Respiro per la scrittura, fluida ma non banale e retorica, per la storia fatta di finezze ed eleganza e per i personaggi delicati e incredibilmente ben descritti.

Unico neo, il prezzo, 18.00 euro.
Non vorrei fare l'anziana, ma all'epoca della lira con 35.000 lire si sarebbe comprata un'edizione extralusso con copertina rigida e rilegatura di prestigio.

Ho visto, mettendo in ordine la libreria di come i prezzi dei libri si siano almeno quadruplicati con l'avvento dell'euro mettendo in crisi i lettori più accaniti. Purtroppo, per me, che leggo un libro a settimana, mi vengono fuori sui 40 euro mensili minimi per l'acquisto di edizioni economiche... insomma, se non fosse per amore, non lo farei...

Timeline - Crichton Michael

Un'azienda che opera nel campo della fisica quantistica sponsorizza un sito archeologico in Francia, tutto va bene fino a che il capo progetto, il professor Johnston, non sparisce dopo essere andato a parlare con il capo dell'azienda.

Improvvisamente 4 studenti vengono reclutati per andare a recuperare il professore e così scoprono e provano sulla loro pelle la maniera per viaggiare nel tempo attraverso la fisica quantistica. Più che viaggiare nel tempo è più un viaggiare in mondi paralleli attraverso una sorta di teletrasporto alla Star Trek. Il viaggio li porta nel medioevo nel luogo preciso in cui loro stavano compiendo gli scavi archeologici.

Inutile dire che ai nostri eroi, 3 viaggiano ed uno resta a "terra", vivranno mirabolanti avventure e che i ritmi del romanzo saranno veloci (anche se meno avvincenti che nella prima parte del libro) e che tutto finirà in maniera davvero cinematografica.

Più di 600 pagine di libro che, è da dire, si leggono velocissime, ma che non lasciano altro che la sensazione di aver letto la sceneggiatura di un filmozzo americano..

martedì, gennaio 13, 2009

Che Rumore Fa La Felicità?

domenica, gennaio 11, 2009

che rumore fa la felicità

Un pomeriggio fra amici a ridere e parlare attorno ad un tavolo, i cuori e le speranze appoggiate lì davanti a tutti nella loro fragile nudità.

Tante chiacchiere sull'amore e sui sentimenti, sui tempi e sulle aspettative.

Non c'è un vero risultato, ma una piccola consapevolezza... tutti, nel pensare al raggiungimento della felicità, mettono, al primo posto, l'amore. Una persona che ti accompagni per la vita in un escalation di felicità e serenità.

La cosa che mi ha fatto però fermare e riflettere è che c'è sempre qualcuno che ha paura.

Paura di essere felice, paura di scegliere e paura di mettere in discussione la propria vita e il modo in cui gli altri lo vedono, mettendo in pericolo proprio la felicità che tanto si vorrebbe raggiungere e che sembra sempre allontanarsi per l'incapacità d'azione che agli occhi altrui paiono insensate.

C'è chi ha paura che i sentimenti reciproci non vadano allo stesso passo e rincorre etichette per sapere se si è amici, trombamici, frequentanti o fidanzati. Il tutto con ansia e rischiando di minare un sentimento che magari ha solo bisogno di tempo per essere chiaro.


Il punto è, citando un'amica saggia: "l'amore deve far stare bene... se no a che serve?"

Amare significa esporsi e a volte soffrire, ma spesso anche provare sensazioni uniche e limpide. Significa sperare e credere in un domani e per cui, perchè accanirsi con seghe mentali e rovinare con accanimento un qualcosa che potrebbe anche essere positivo e, perchè no, anche essere motivo di dolore altrui, perchè a volte non ci si corazza di sano egoismo e sincerità e si non si fa quello che ci fa stare bene?

Le paure sono tante e tutte giustificabili...ma... in fin dei conti ha ragione un amico che, parlando e raccontando di una giovin fanciulla che gli sta facendo battere il cuore dopo una forte delusione, ha detto: "comunque vada, so che c'è un dopo" insomma la vita e i sentimenti non si esauriscono in una storia o in un amore, non possono sparire allo sparire di una persona dalla propria vita.
E' il motivo per cui si soffre tanto al morire di un amore, ma è lo stesso motivo che ci fa innamorare di nuovo.

venerdì, gennaio 09, 2009

dicembre

Il mio dicembre è stato abbastanza colmo di accadimenti...

Allora vediamo... alla fine di novembre mi era stata promessa un'assunzione, dopo 3 anni in questa azienda, e 7 in generale, di CO.CO.PRO. per cui ero ben contenta della cosa ma...che accade?
Causa crisi finanziaria, di cui tutti paiono essersi accorti solo dopo averlo letto dai giornali, il gruppo francese a cui facciamo parte ha bloccato le assunzioni e così il mio contratto rimane uguale ma con un adeguamento di stipendio. Ammetto di essere rimasta decisamente delusa.
Il lavoro, per come lo concepisco io, ti deve permettere di vivere, ma sempre più spesso i lavoratori vengono trattati come pedine. Non si ha rispetto della vita e dei progetti altrui quando di tratta di lavoro e di contratti. Non si tiene conto di questo quando si fanno le statistiche in cui i giovani stanno sempre più a casa senza poter vivere una vita da adulto e non si tiene conto dei contratti "flessibili" quando si parla di impiego....

Insomma diciamo che ho passato qualche giorno a riflettere sul fatto che il sistema ti porta a dover rinunciare al proprio talento ed alle proprie aspirazioni per cercare una stabilità.

Per ovviare a questo momento di depressione e pessimo cosmico abbiamo fatto una salto da amici a Colle di val d'Elsa:


Al rientro una trasferta di due settimane a seguire delle foto... e alla sera massaggi e terapia per la mia cervicale da 90enne....

e poi finalmente le vacanze... che quest'anno ho fatto come quando andavo a scuola! Due settimane di relax casalingo e coccole canine e amorose. Di piccoli giri e tanto, tantissimo sonno!

(io e ticchio sorpresi nel sonno)

MANTOVA: un breve soggiorno regalato da amici ci ha offerto due giorni di freddo in una città piccola vivibile e anche discretamente romantica!
(il rigoletto)

(palazzo Tè e i suoi pesci "ammaestrati che reclamavano cibo)

(noi con i nostri cappellini nuovi per contrastare il gelo)

(uno scorcio)

(l'interno della piccola e deliziosa chiesa di sant'Andrea)

(il municipio)

(il nostro bed&breakfast appena fuori città - aromadimantova.it)


Al nostro rientro abbiamo tagliato i capelli e organizzato una cena per l'ultimo dell'anno a casa, visto che proprio il 31 dicembre del 2007 mi sono state consegnate le chiavi!

(io e la Francy agghindate per le feste!)

(Ticchio e Sofia che familiarizzano tenuti sott'occhio dai papà)

e poi la neve:

(la pista ciclabile del mio paesello)

(Ticchio che scruta l'orizzonte innevato....)

(il parchetto sotto casa)

(stefano versione palombaro della neve e ticchio incuriosito dai bimbi)

e poi per finire.... Sofia con la sua nuova pettinatura:

venerdì, gennaio 02, 2009

il 2009

Gli ultimi giorni dell'anno sono stati tempestati di statistiche sulla crisi e sull'impatto che questa avrà nelle nostre vite. Sui viaggi che comunque si sono fatti e sugli acquisti comunque compiuti, su cosa mangeremo di meno rispetto allo scorso cenone di San Silvestro, del mercato del lusso in aumento e di quello immobiliare in netto calo.

Insomma pare che gli italiani siano in parte coscenti di quel che sta capitando, ma che nella realtà non facciano molto per iniziare a correre ai ripari e così, mentre nelle aziende i tagli al personale sono arrivati a funestare il natale, l'italiano fa la spesa a rate e i regali grazie a un prestito personale con tassi d'interessi folli.

Non capisco, ma come sia possibile....
Ci siamo così abituati ai vizi da non poter rinunciare a nulla?
Siamo così avezzi all'inutile e all'esibizionismo da non poter accettare di non avere l'ultimo modello di telefono o di non potersi permettere un piccolo viaggio?
Siamo davvero il popolo triste che chiede i soldi alla banca per potersi pagare una vacanza in un posto che non ci possiamo permettere?

Primo sfoghino dell'anno sull'italiano medio che vive con la testa sotto la sabbia....

venerdì, dicembre 26, 2008

abbuffata per le feste

Siccome sono figlia di terroni si inizia a mangiare alla vigilia;
siccome la sorella del mio uomo ci teneva tanto, ci ha invitato per il 25 a casa sua...risultato, siamo andati via alle 17 rotolando.....
e siccome sto con uno che si chiama Stefano, la sua mamma ci ha invitato a pranzo oggi...

per l'anno prossimo, o andiamo via per le feste in maniera di non sottostare alle dipendenze gastronomiche dei familiari....

.... o cambio fidanzato, così il 25 finisce tutto!
:)

buone feste...